le 5 rose di Jennifer
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Eventi e cultura

“Le cinque rose di Jennifer” al Teatro Vida

Intensa rappresentazione della compagnia “Vulimm’ Vulà” per la rassegna “Amattori...Insieme”

Dopo il teatro classico e la tragedia greca, il ricco e variegato cartellone della rassegna "Amattori...Insieme" ha offerto lo scorso fine settimana al pubblico gravinese "Le cinque rose di Jennifer", commedia tragica scritta nel 1980 dal drammaturgo stabiese Annibale Ruccello, uno degli autori più interessanti e originali del teatro italiano della seconda metà del '900, prematuramente scomparso all'età di trent'anni.

Jennifer - travestito malinconico, romantico e sensibile - attende la telefonata di Franco, ingegnere genovese con cui ha intrapreso una relazione e che sogna di sposare, con il desiderio di superare la sua profonda solitudine e, forse, vincere il rifiuto di una società con la quale pare entrare in contatto soltanto attraverso la radio che trasmette a tutto volume un programma di musica a richiesta, intervallato dalle notizie sui presunti omicidi di altri travestiti che si susseguono nel quartiere.

La vicenda si dipana tra l'ansia crescente di Jennifer per la telefonata di Franco che non arriva e le canzoni trasmesse dalla radio, che descrivono e accompagnano i cambiamenti di stato d'animo di Jennifer, interrotte dalle telefonate che, a causa di un guasto telefonico, giungono al suo numero per errore e dalle quali, attraverso il suo tentativo di trattenere l'interlocutore, emerge tutto il peso della solitudine sofferta dalla protagonista.

È a causa di questo disguido telefonico che giunge a casa di Jennifer Anna, vicina abitante del quartiere, anch'essa profondamente sola e in attesa di una telefonata che non arriva e che sarà malamente cacciata da Jennifer, oramai ostaggio di un'ansia e di un dolore che non riesce più a sopportare e che la spingono a togliersi la vita, con le stesse modalità utilizzate dal presunto serial killer dei travestiti del quartiere…forse in realtà anch'essi suicidi, vittime non di un serial killer, ma della solitudine, della difficoltà insopportabile di riuscire a essere loro stessi e del rifiuto della società.

L'allestimento realizzato dalla compagnia di Pozzuoli "Vulimm' Vulà" è risultato efficace ed apprezzato dal pubblico – che ha continuato a discutere della rappresentazione anche fuori dal teatro – grazie all'intensa interpretazione dei personaggi ed alla scelta particolarmente azzeccata dei brani musicali, parte integrante della narrazione ed efficaci amplificatori dell'intensità e del pathos crescenti che hanno caratterizzato la rappresentazione.

Apprezzabile la scelta della Direzione Artistica della rassegna di accogliere nel cartellone un'opera senz'altro particolare, forse di non facile ed immediata comprensione, ma capace di fare discutere e riflettere anche a sipario calato. Aspetto, quest'ultimo, che a nostro avviso rivela l'essenza più vera e profonda del teatro.

Archiviato il terzo appuntamento della rassegna "Amattori…Insieme" il teatro Vida riaprirà i battenti il prossimo sabato 10 novembre, quando la Compagnia di casa "Colpi di Scena" presenterà – con un cast rinnovato - un classico del suo repertorio, "Io speriamo che me la cavo", che la stessa Compagnia porterà in scena al Teatro "Purgatorio" di Bari il prossimo 14 novembre.



di Andrea Mari
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