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La città

Incendio al Bosco: l’amministrazione comunale risponde alle opposizioni

La replica: «Tutte accuse strumentali»

Un atto di liquidazione scambiato per determina di programmazione, con il solo intento di imbastire una palese strumentalizzazione. L'amministrazione comunale risponde, carte alla mano, alle accuse lanciate nelle ultime ore dalle minoranze consiliari e da altre forze di opposizione in merito ad un provvedimento adottato dal Comune nei giorni del terribile incendio che ha devastato il Bosco Difesa Grande.

«Quello che sta accadendo – dicono l'assessore al Bosco, Aldo Dibattista, ed il suo collega Felice Lafabiana, titolare della delega fino al Giugno scorso – ha dell'incredibile: si prendono lucciole per lanterne e sulla base di mezze verità si costruiscono campagne di disinformazione e dileggio evidentemente propedeutiche alla futura campagna elettorale, da alcuni lanciata con quasi un anno di anticipo». Entrando nel merito, Dibattista e Lafabiana precisano: «Secondo alcuni, un atto datato 9 Agosto 2021 comproverebbe che solo in quella data l'amministrazione comunale avrebbe dato incarico per la realizzazione di fasce tagliafuoco a difesa del Bosco, con ciò dimostrando inerzia e disinteresse».

Nulla di più falso, secondo i due assessori: «In realtà, si tratta di un atto di liquidazione, con il quale si dispone il pagamento di lavori eseguiti, in via d'urgenza, il primo Agosto, nel mezzo dell'incendio: a fronte della necessità di creare un ampio fronte a difesa dell'avanzata delle fiamme, in quella occasione, una volta acquisite le preventive autorizzazioni, fu realizzata una fascia tagliafuoco di ampiezza pari a quasi 50 metri, in aggiunta alle precese già ordinariamente realizzate in precedenza. Successivamente, con il famoso atto del 9 Agosto, si è semplicemente stabilito di procedere al pagamento degli interventi straordinari posti in essere il primo Agosto».

Concludono Dibattista e Lafabiana: «Consiglieri ed esponenti politici che rimproverano l'amministrazione comunale di incompetenza non riescono a distinguere nemmeno un atto di liquidazione da una determina di programmazione. Uno scivolone grave, che nasconde in realtà la più evidente delle strumentalizzazioni: utilizzare i gravi fatti di Difesa Grande per imbastire una campagna elettorale anticipata. Non una parola di condanna dei piromani, non un suggerimento per ottenere risorse e soluzioni dalla Regione, sebbene nella Giunta regionale siedano anche i rappresentanti di consiglieri e forze che a Gravina sono all'opposizione dell'amministrazione comunale in carica. Nulla di nulla: solo polemiche e bugie: Non proprio quello di cui c'è bisogno per difendere il Bosco».
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