
La città
Circonvallazione in condizioni critiche
La denuncia del consigliere Mario Conca
Gravina - giovedì 14 maggio 2026
10.46 Comunicato Stampa
Il consigliere comunale Mario Conca ha inviato una nota formale al sindaco Fedele Lagreca, all'assessore ai Lavori Pubblici Filippo Ferrante, al comandante della Polizia Locale Simone Lamuraglia e al dirigente del settore LL.PP. Onofrio Tragni per denunciare ancora una volta le condizioni critiche della circonvallazione cittadina, un pericolo insidioso e latente, oltre che un pessimo biglietto da visita per i forestieri che la percorrono.
"Parliamo di problematiche annose – dichiara Conca – che continuano a mettere quotidianamente a rischio automobilisti, motociclisti, pedoni e mezzi pesanti. Gli interventi effettuati negli anni sono stati insufficienti e privi di una visione organica".
Nel mirino del consigliere finiscono soprattutto il manto stradale dissestato e avvallato, la pericolosità del sottovia in caso di pioggia, la mancanza di asfalto drenante, la scarsa manutenzione delle pertinenze stradali e gli attraversamenti pedonali ritenuti insicuri, in particolare nei pressi del centro commerciale Rosso Tono e delle abitazioni prospicenti.
"Ci sono cittadini e lavoratori che spesso restano bloccati diversi minuti prima di riuscire ad attraversare in sicurezza una delle arterie più trafficate della città. Servono attraversamenti illuminati, segnaletica luminosa o semafori a chiamata, non interventi spot".
Conca interviene anche sulla nuova rotatoria realizzata come opera compensativa nell'ambito dell'appalto del verde pubblico.
"La rotatoria – spiega – risulta sproporzionata rispetto alla reale funzione della strada e finisce per restringere la carreggiata utile, creando difficoltà soprattutto ai mezzi pesanti e agli autobus. Inoltre manca un'adeguata illuminazione, con ulteriori rischi nelle ore serali e notturne".
Particolarmente dura la critica sul limite di velocità dei 30 km/h imposto sia sulla circonvallazione sia nella zona PIP.
"È un limite anacronistico e scollegato dalla reale conformazione della strada. Paradossalmente in molte vie urbane il limite resta a 50 km/h, mentre arterie di scorrimento quasi interurbane vengono assoggettate a limiti irrealistici e difficilmente rispettabili".
Secondo Conca, "troppo spesso in Italia si abbassano i limiti non per accompagnare veri interventi di messa in sicurezza, ma per deresponsabilizzare formalmente l'ente proprietario della strada rispetto ad eventuali richieste di risarcimento. È un meccanismo che si vede frequentemente anche sulle strade statali con ANAS o sulle provinciali gestite da Province e Città Metropolitana: anziché intervenire strutturalmente su asfalto, drenaggio, illuminazione e manutenzione, si riduce il limite di velocità sperando di scaricare la responsabilità sul conducente".
"Ma la sicurezza stradale – aggiunge – non può essere affidata esclusivamente ai cartelli. Se il manto stradale è dissestato, se manca manutenzione, se piove e l'asfalto diventa viscido, il problema non si risolve abbassando semplicemente il limite".
Nella nota inviata al Comune il consigliere chiede:
il rifacimento integrale del manto stradale;
l'adozione di asfalto drenante nei tratti più pericolosi;
la manutenzione e l'illuminazione della rotatoria;
la messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali;
dati e monitoraggi sugli incidenti verificatisi negli anni;
la revisione dei limiti di velocità attualmente in vigore.
"Da anni cittadini, lavoratori e imprese attendono risposte concrete. La sicurezza stradale si garantisce con infrastrutture adeguate e manutenzione costante, non con provvedimenti pensati più per tutelare gli enti da contenziosi che per prevenire realmente gli incidenti", conclude Conca.
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