
cultura
Capitale italiana della cultura 2028, cresce l’attesa
Il 18 marzo la proclamazione presso il Ministero della Cultura
Gravina - martedì 17 marzo 2026
Gravina 2028 sogna. Una intera città con il fiato sospeso, in attesa di conoscere il nome della località destinata a ricoprire il ruolo di capitale italiana della cultura per il 2028.
A poche ore dalla proclamazione della capitale italiana della cultura, cresce frenetica l'attesa di una comunità che incrocia le dita e spera di riuscire a portare a casa un risultato tanto atteso.
Come è noto, infatti, il Ministero della Cultura ha anticipato al 18 marzo la data di proclamazione del titolo. Una cerimonia che si svolgerà presso la sala Spadolini del Ministero della Cultura, alle ore 11 quando sono stati convocati tutti i rappresentanti delle dieci località finaliste per ascoltare il verdetto finale.
Per molti già essere arrivati qui rappresenta un traguardo significativo, avvalorato dai numerosi attestati di stima e di appoggio al progetto "Radici al Futuro" che si sono susseguiti in questi mesi.
Un progetto che- sottolineano i promotori- nasce dal basso e si incarna in una identità culturale che ha travalicato i confini cittadini, rappresentando un modello per l'intera nazione.
E dunque, al netto di quelle che possono essere le critiche che comunque non sono mancate da parte dei detrattori e di chi non crede che la città sia pronta, non resta che attendere con trepidazione l'esito di quel sogno che molti sperano possa diventare realtà.
A poche ore dalla proclamazione della capitale italiana della cultura, cresce frenetica l'attesa di una comunità che incrocia le dita e spera di riuscire a portare a casa un risultato tanto atteso.
Come è noto, infatti, il Ministero della Cultura ha anticipato al 18 marzo la data di proclamazione del titolo. Una cerimonia che si svolgerà presso la sala Spadolini del Ministero della Cultura, alle ore 11 quando sono stati convocati tutti i rappresentanti delle dieci località finaliste per ascoltare il verdetto finale.
Per molti già essere arrivati qui rappresenta un traguardo significativo, avvalorato dai numerosi attestati di stima e di appoggio al progetto "Radici al Futuro" che si sono susseguiti in questi mesi.
Un progetto che- sottolineano i promotori- nasce dal basso e si incarna in una identità culturale che ha travalicato i confini cittadini, rappresentando un modello per l'intera nazione.
E dunque, al netto di quelle che possono essere le critiche che comunque non sono mancate da parte dei detrattori e di chi non crede che la città sia pronta, non resta che attendere con trepidazione l'esito di quel sogno che molti sperano possa diventare realtà.
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