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Mondo Giovane

Bullismo, una piaga che aumenta

Intervista a Nunzia Giglio, assistente sociale

Dopo la testimonianza di una vittima di bullismo raccolta qualche settimana fa, Gravinalilfe continua ad occuparsi di questo tema e ha contattato l'assistente sociale Nunzia Giglio per avere dei dati sul fenomeno e capire quali strade sia giusto seguire. Proponiamo un'intervista.

Quanti sono i casi di bullismo che ha registrato in un anno?
In un anno, con l'attività nelle scuole, ho registrato almeno 20 casi.

Numeri in aumento?
Il fenomeno è in aumento. È difficile per i genitori capire e accettare, molto spesso danno le colpe ai figli.

Età?
Adolescenti dai 12 ai 16 anni. Ma mi è capitato anche un caso in cui sia la vittima che il bullo avevano 10 anni e il tema era l'estrazione sociale. Oppure il caso di un bambino di 8 anni che obbligava un suo coetaneo ad obbedirgli.

Maschi e femmine?
Sia maschi che femmine. Il bullismo è per razzismo, fisicità e indirizzo sessuale.

Che tipo di attività ha svolto nelle scuole?
Ho fatto 4 corsi in 2 scuole di Santeramo per spiegare il bullismo, come difendersi e come capire i segnali e gli indicatori. Bisogna far capire ai ragazzi il concetto di diversità. Molto spesso la colpa è dei genitori che sottolineano determinati comportamenti e atteggiamenti.

Le vittime denunciano?
Ci sono denunce in anonimo, molte. Ma ci sono tanti che non denunciano e molte mamme che minimizzano.

Qual è a suo avviso la strada da seguire?
Insegnare il rispetto e a non dominare gli altri. Da solo il bullo è fragile, diventa forte in branco. Insegnare ai ragazzi la consapevolezza di se stessi, l'autostima.
Ci sono modelli e messaggi sbagliati nella pubblicità ma anche nella società. Manca il rispetto per l'altro. Rispetto è la parola chiave.

Angela Mazzotta
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