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Territorio

Un parco eolico sulle colline di Picciano: protestano i deputati radicali

Presentata anche un'interrogazione parlamentare al ministro dell'ambiente

Da una parte, lo storico santuario. Dall'altra, il mausoleo delle pale eoliche.

Il vento appulo-lucano fa gola a tanti. Gli ultimi ad averci messo gli occhi addosso, sperando di poterlo imbrigliare per produrre profitti ed energia pulita, sono gli azionisti della "Marcopolo engineering", società per azioni con sede legale a Cuneo disposta però ad investire in provincia di Matera, per un pezzo di terreno da riconvertire in parco eolico con affaccio su Gravina.

La zona prescelta è in fatti quella di località Verzellina, in agro materano ma al confine con la città del grano e del vino, su un colle prospiciente a quello sul quale sorge il santuario di Picciano. Lo rendono noto i sette deputati parlamentari di estrazione radicale (i parlamentari Zamparutti, Beltrandi, Bernardini, Farina Coscioni, Mecacci, Turco) eletti tra le fila del Pd, in un'interrogazione rivolta al ministro dell'ambiente, Corrado Clini. "Matera - ricordano i firmatari dell'atto ispettivo - vanta un elevato valore paesaggistico, riconosciuto dall'Unesco. Nei giorni scorsi è stata data notizia della presentazione di una richiesta, da parte della "Marcopolo engineering", per l'installazione di un impianto finalizzato alla produzione di energia elettrica per una potenza di 35 megawatt, tramite 14 aerogeneratori, in località masseria Verzellina, una zona che si incontra dopo la collina di Picciano, quasi a ridosso del territorio di Gravina". E non è tutto. Perchè l'operazione Eolo avrebbe attirato, secondo i radicali, anche le attenzioni della "Meltemi energia", società con sede a Ruvo di Puglia, "che ha presentato richiesta per l'installazione di un altro impianto della potenza di 34 megawatt con l'ausilio di 10 pale eoliche dell'altezza di 100 metri in località Reni, anch'essa non lontana dalla collina di Picciano".

Quanto basta per spingere la pattuglia parlamentare radical-democratica a chiedere al ministro Clini, tenuto conto anche di altre analoghe istanze già presentate con riferimento al comprensorio materano, di spiegare "quali iniziative si intendano assumere affinchè siano riconsiderate le decisioni in itinere in materia di localizzazione di impianti energetici nonchè, con specifico riguardo ai casi citati, quali azioni si vogliano intraprendere per salvaguardare i territori interessati e favorire i processi di informazione e partecipazione dei cittadini a decisioni di tal genere".

S'attendono ora risposte. Alla velocità del vento. Meglio ancora, della luce.
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