
La città
Ripresa la raccolta indumenti usati
L’emergenza dovrebbe rientrare in pochi giorni
Gravina - venerdì 30 ottobre 2026
10.22
La drammatica situazione dei cassonetti che raccolgono i rifiuti tessili nel giro di qualche ora dovrebbe normalizzarsi. A garantirlo è il responsabile dell'azienda NOI VIVERE SRLS che si occupa del servizio.
Una situazione resa critica soprattutto dalla non curanza della popolazione. Infatti, nonostante l'invito delle scorse settimane da parte dell'azienda a non conferire nei contenitori, la gente ha continuato a portare buste piene di indumenti presso le isole di raccolta, sversando su strada quello che i cassonetti non riuscivano più a contenere, creando così una situazione di oggettiva criticità per il decoro urbano.
A determinare questo stato di emergenza è stata la paralisi delle attività avuta nei giorni dei blocchi stradali che non consentiva alla NOI VIVERE SRLS, di raccogliere, stoccare e immagazzinare le innumerevoli quantità di tessuti.
Ma la questione è solo rimandata, perché tra qualche mese il servizio sulla città di Gravina non sarà più garantito.
Dalla NOI VIVERE SRLS hanno esposto le problematiche del settore e la profonda crisi che sta attraversando, che non consente all'azienda di continuare ad effettuare la raccolta a costo zero per la città.
A determinare questa situazione è il collasso della filiera della raccolta degli indumenti usati, in Italia ed in Europa.
"Una crisi sistemica e che in questi mesi è letteralmente esplosa ed ha investito l'intero comparto nazionale ed estero della raccolta e recupero di indumenti usati, portando al collasso dell'intera filiera e che causa criticità quotidiane talvolta insuperabili a tutti gli operatori del settore" - dicono dalla NOI VIVERE SRLS.
Il problema è riconducibile sia all'impossibilità quotidiana di conferire il materiale raccolto presso piattaforme autorizzate al recupero tessile; che dall'insostenibile peso economico dei costi per coprire il servizio.
Insomma- spiegano dall'azienda- "I raccoglitori si trovano oggi in una posizione estremamente delicata: da un lato sono chiamati a garantire la raccolta sul territorio che svolgono a titolo gratuito e spesso oneroso per i comuni e gestori; dall'altro dipendono dagli impianti di recupero/selezione, i quali (a causa del crollo del valore delle frazioni tessili e delle difficoltà di mercato) non sono più in grado di riconoscere corrispettivi sufficienti a coprire i meri costi operativi".
Conseguenza di questa situazione per la città di Gravina è che tra qualche mese, a febbraio, quando il contratto attualmente in vigore scadrà, l'azienda non rinnoverà l'attuale accordo non oneroso con il comune, con l'amministrazione che dovrà provvedere a trovare delle eventuali soluzioni alternative.
Una situazione resa critica soprattutto dalla non curanza della popolazione. Infatti, nonostante l'invito delle scorse settimane da parte dell'azienda a non conferire nei contenitori, la gente ha continuato a portare buste piene di indumenti presso le isole di raccolta, sversando su strada quello che i cassonetti non riuscivano più a contenere, creando così una situazione di oggettiva criticità per il decoro urbano.
A determinare questo stato di emergenza è stata la paralisi delle attività avuta nei giorni dei blocchi stradali che non consentiva alla NOI VIVERE SRLS, di raccogliere, stoccare e immagazzinare le innumerevoli quantità di tessuti.
Ma la questione è solo rimandata, perché tra qualche mese il servizio sulla città di Gravina non sarà più garantito.
Dalla NOI VIVERE SRLS hanno esposto le problematiche del settore e la profonda crisi che sta attraversando, che non consente all'azienda di continuare ad effettuare la raccolta a costo zero per la città.
A determinare questa situazione è il collasso della filiera della raccolta degli indumenti usati, in Italia ed in Europa.
"Una crisi sistemica e che in questi mesi è letteralmente esplosa ed ha investito l'intero comparto nazionale ed estero della raccolta e recupero di indumenti usati, portando al collasso dell'intera filiera e che causa criticità quotidiane talvolta insuperabili a tutti gli operatori del settore" - dicono dalla NOI VIVERE SRLS.
Il problema è riconducibile sia all'impossibilità quotidiana di conferire il materiale raccolto presso piattaforme autorizzate al recupero tessile; che dall'insostenibile peso economico dei costi per coprire il servizio.
Insomma- spiegano dall'azienda- "I raccoglitori si trovano oggi in una posizione estremamente delicata: da un lato sono chiamati a garantire la raccolta sul territorio che svolgono a titolo gratuito e spesso oneroso per i comuni e gestori; dall'altro dipendono dagli impianti di recupero/selezione, i quali (a causa del crollo del valore delle frazioni tessili e delle difficoltà di mercato) non sono più in grado di riconoscere corrispettivi sufficienti a coprire i meri costi operativi".
Conseguenza di questa situazione per la città di Gravina è che tra qualche mese, a febbraio, quando il contratto attualmente in vigore scadrà, l'azienda non rinnoverà l'attuale accordo non oneroso con il comune, con l'amministrazione che dovrà provvedere a trovare delle eventuali soluzioni alternative.
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