
Politica
Polizia locale di Gravina, come funziona davvero il comando?
Mario Conca: “non bastano nuove sedi, insegne e nuclei specialistici. Servono agenti motivati, stabilità, serenità lavorativa e risposte concrete ai cittadini”
Gravina - giovedì 22 ottobre 2026
Comunicato Stampa
Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa del consigliere comunale dei Cittadini Gravinesi Mario Conca.
Una nuova sede, inaugurazioni, nuclei specialistici, rubriche informative e una comunicazione sempre più attenta a raccontare le attività della Polizia Locale. Tutto legittimo, per carità. Ma dietro questa immagine di efficienza, come funziona realmente il Comando di Gravina?
È una domanda che pongo da anni e alla quale l'Amministrazione comunale dovrebbe finalmente rispondere con dati, atti e risultati, anziché limitarsi a valorizzare ciò che appare all'esterno.
L'ultima determinazione del 13 ottobre, che dispone l'assunzione di tre agenti a tempo determinato per dodici mesi, riporta all'attenzione un problema che non può essere affrontato soltanto attraverso nuove assunzioni e sostituzioni.
Non contesto l'arrivo di nuovi agenti, tutt'altro. Contesto l'assenza di risposte convincenti su quale modello organizzativo si voglia costruire e su come si intenda garantire stabilità al Corpo.
Perché un conto è assumere personale, un altro è creare le condizioni affinché quel personale desideri rimanere.
Negli anni si sono registrate uscite dal Corpo, cambi di percorso professionale, richieste di trasferimento e controversie lavorative. Vi sono stati anche dipendenti che, dopo aver lasciato la Polizia Locale, hanno intrapreso nuovi percorsi concorsuali per essere assunti dallo stesso Comune con mansioni differenti.
Non intendo attribuire a queste vicende una causa comune, né formulare accuse personali. Ma è legittimo chiedere quanti siano questi casi, quali siano le ragioni amministrativamente documentate e se il Comune abbia mai effettuato una valutazione complessiva del fenomeno.
Quando un dipendente arriva, si forma e poi cerca un'altra destinazione, non basta sostituirlo. Bisogna anche interrogarsi sulle ragioni della sua scelta.
Per questo ritengo necessario favorire maggiormente la mobilità volontaria, compreso l'interscambio tra amministrazioni, affinché possano arrivare a Gravina anche agenti già qualificati che desiderano realmente lavorare e costruire qui il proprio futuro professionale. Non si tratta di privilegiare i residenti, ma di utilizzare tutti gli strumenti consentiti dalla legge per favorire continuità, motivazione e senso di appartenenza.
C'è poi una questione che considero fondamentale e troppo spesso trascurata, il benessere psicofisico degli operatori.
Chi indossa una divisa e svolge quotidianamente un servizio delicato per la collettività deve poter lavorare in un ambiente organizzato, sereno e rispettoso della dignità professionale. Per questo chiederò una verifica riservata e indipendente del benessere organizzativo, delle modalità generali di gestione del servizio e delle condizioni lavorative. Non servono processi sommari, ma neppure silenzi o indifferenza.
E mentre si investe nella comunicazione, i cittadini continuano ad avere bisogno soprattutto di risposte tempestive. Penso, per esempio, alla mia segnalazione sulle fioriere collocate sul marciapiede di via Ludovico Maiorana. Una vicenda ordinaria, sulla quale non ho ancora ricevuto un riscontro conclusivo e che, per quanto mi risulta, non ha trovato soluzione. È soltanto un esempio, ma rende bene l'idea di ciò che dovrebbe essere prioritario.
A cosa serve raccontare continuamente quello che si fa, se poi anche questioni quotidiane e apparentemente semplici restano senza una risposta?
Lo stesso vale per i passi carrabili, gli stalli riservati alle persone con disabilità, la viabilità e le tante richieste che i cittadini rivolgono agli uffici.
Non è sufficiente comunicare l'istituzione di un Nucleo cinofilo. È altrettanto importante rendere conoscibili i costi sostenuti, le attività effettivamente svolte e i risultati ottenuti. Non basta inaugurare una nuova sede. Bisogna verificare se al miglioramento degli spazi corrisponda anche un miglioramento dell'organizzazione e dei servizi.
Non basta parlare di professionalità. Bisogna creare le condizioni per valorizzarle e trattenerle. Ho pertanto deciso di investire formalmente della questione il sindaco Lagreca, le assessore competenti per la Polizia Locale e il Personale, il segretario generale e la dirigenza interessata, chiedendo un quadro completo dell'organico, delle assunzioni, delle cessazioni, delle mobilità, dei contenziosi lavorativi e dei procedimenti disciplinari, attraverso dati aggregati e nel rispetto della riservatezza.
Tornerò inoltre a proporre una scelta che sostengo da tempo, programmare un concorso pubblico per una dirigenza stabile della Polizia Locale, superando, ove possibile, la logica degli incarichi a termine e rafforzando la continuità amministrativa.
Questa non è una battaglia contro gli agenti. Al contrario, è una battaglia per riconoscere loro dignità, serenità e condizioni adeguate per svolgere il proprio lavoro.
Ed è una questione che riguarda direttamente la responsabilità politica dell'Amministrazione.
La Polizia Locale non ha bisogno soltanto di una bella sede o di una bella immagine. Ha bisogno di un'organizzazione che funzioni, di personale che voglia rimanere e di cittadini che ottengano risposte.
Perché l'autorevolezza di un Corpo non si misura dai titoli, dalle insegne o dai comunicati.
Si misura da ciò che riesce a fare, ogni giorno, per la propria comunità.
Mario Conca
Consigliere comunale
Cittadini Gravinesi
Una nuova sede, inaugurazioni, nuclei specialistici, rubriche informative e una comunicazione sempre più attenta a raccontare le attività della Polizia Locale. Tutto legittimo, per carità. Ma dietro questa immagine di efficienza, come funziona realmente il Comando di Gravina?
È una domanda che pongo da anni e alla quale l'Amministrazione comunale dovrebbe finalmente rispondere con dati, atti e risultati, anziché limitarsi a valorizzare ciò che appare all'esterno.
L'ultima determinazione del 13 ottobre, che dispone l'assunzione di tre agenti a tempo determinato per dodici mesi, riporta all'attenzione un problema che non può essere affrontato soltanto attraverso nuove assunzioni e sostituzioni.
Non contesto l'arrivo di nuovi agenti, tutt'altro. Contesto l'assenza di risposte convincenti su quale modello organizzativo si voglia costruire e su come si intenda garantire stabilità al Corpo.
Perché un conto è assumere personale, un altro è creare le condizioni affinché quel personale desideri rimanere.
Negli anni si sono registrate uscite dal Corpo, cambi di percorso professionale, richieste di trasferimento e controversie lavorative. Vi sono stati anche dipendenti che, dopo aver lasciato la Polizia Locale, hanno intrapreso nuovi percorsi concorsuali per essere assunti dallo stesso Comune con mansioni differenti.
Non intendo attribuire a queste vicende una causa comune, né formulare accuse personali. Ma è legittimo chiedere quanti siano questi casi, quali siano le ragioni amministrativamente documentate e se il Comune abbia mai effettuato una valutazione complessiva del fenomeno.
Quando un dipendente arriva, si forma e poi cerca un'altra destinazione, non basta sostituirlo. Bisogna anche interrogarsi sulle ragioni della sua scelta.
Per questo ritengo necessario favorire maggiormente la mobilità volontaria, compreso l'interscambio tra amministrazioni, affinché possano arrivare a Gravina anche agenti già qualificati che desiderano realmente lavorare e costruire qui il proprio futuro professionale. Non si tratta di privilegiare i residenti, ma di utilizzare tutti gli strumenti consentiti dalla legge per favorire continuità, motivazione e senso di appartenenza.
C'è poi una questione che considero fondamentale e troppo spesso trascurata, il benessere psicofisico degli operatori.
Chi indossa una divisa e svolge quotidianamente un servizio delicato per la collettività deve poter lavorare in un ambiente organizzato, sereno e rispettoso della dignità professionale. Per questo chiederò una verifica riservata e indipendente del benessere organizzativo, delle modalità generali di gestione del servizio e delle condizioni lavorative. Non servono processi sommari, ma neppure silenzi o indifferenza.
E mentre si investe nella comunicazione, i cittadini continuano ad avere bisogno soprattutto di risposte tempestive. Penso, per esempio, alla mia segnalazione sulle fioriere collocate sul marciapiede di via Ludovico Maiorana. Una vicenda ordinaria, sulla quale non ho ancora ricevuto un riscontro conclusivo e che, per quanto mi risulta, non ha trovato soluzione. È soltanto un esempio, ma rende bene l'idea di ciò che dovrebbe essere prioritario.
A cosa serve raccontare continuamente quello che si fa, se poi anche questioni quotidiane e apparentemente semplici restano senza una risposta?
Lo stesso vale per i passi carrabili, gli stalli riservati alle persone con disabilità, la viabilità e le tante richieste che i cittadini rivolgono agli uffici.
Non è sufficiente comunicare l'istituzione di un Nucleo cinofilo. È altrettanto importante rendere conoscibili i costi sostenuti, le attività effettivamente svolte e i risultati ottenuti. Non basta inaugurare una nuova sede. Bisogna verificare se al miglioramento degli spazi corrisponda anche un miglioramento dell'organizzazione e dei servizi.
Non basta parlare di professionalità. Bisogna creare le condizioni per valorizzarle e trattenerle. Ho pertanto deciso di investire formalmente della questione il sindaco Lagreca, le assessore competenti per la Polizia Locale e il Personale, il segretario generale e la dirigenza interessata, chiedendo un quadro completo dell'organico, delle assunzioni, delle cessazioni, delle mobilità, dei contenziosi lavorativi e dei procedimenti disciplinari, attraverso dati aggregati e nel rispetto della riservatezza.
Tornerò inoltre a proporre una scelta che sostengo da tempo, programmare un concorso pubblico per una dirigenza stabile della Polizia Locale, superando, ove possibile, la logica degli incarichi a termine e rafforzando la continuità amministrativa.
Questa non è una battaglia contro gli agenti. Al contrario, è una battaglia per riconoscere loro dignità, serenità e condizioni adeguate per svolgere il proprio lavoro.
Ed è una questione che riguarda direttamente la responsabilità politica dell'Amministrazione.
La Polizia Locale non ha bisogno soltanto di una bella sede o di una bella immagine. Ha bisogno di un'organizzazione che funzioni, di personale che voglia rimanere e di cittadini che ottengano risposte.
Perché l'autorevolezza di un Corpo non si misura dai titoli, dalle insegne o dai comunicati.
Si misura da ciò che riesce a fare, ogni giorno, per la propria comunità.
Mario Conca
Consigliere comunale
Cittadini Gravinesi
Ricevi aggiornamenti e contenuti da Gravina .jpg)

.jpg)
j.jpg)








