
Politica
Gravina, archivio edilizio inaccessibile?
Mario Conca: “per digitalizzare le pratiche si rischia di paralizzare il servizio”
Gravina - sabato 17 ottobre 2026
Comunicato Stampa
Fascicoli edilizi di oltre trent'anni trasferiti per la digitalizzazione. Professionisti e cittadini costretti ad attendere giorni per consultarli. Il consigliere comunale Mario Conca chiede chiarimenti e interventi urgenti.
Un progetto da circa 400mila euro, finanziato con risorse regionali per digitalizzare l'archivio delle pratiche edilizie del Comune di Gravina in Puglia, rischia di trasformarsi, almeno nella fase di esecuzione, in un ulteriore ostacolo per cittadini e professionisti.
È quanto denuncia il consigliere comunale Mario Conca, che questa mattina ha trasmesso una richiesta formale di accesso agli atti e di intervento urgente al sindaco Fedele Lagreca, al segretario generale e ai responsabili degli uffici comunali competenti.
Al centro della vicenda vi è il trasferimento, secondo le segnalazioni ricevute, di un consistente numero di fascicoli cartacei relativi alle pratiche edilizie comprese indicativamente tra il 1958 e il 1988-1989, affidati a una società esterna per le operazioni di digitalizzazione.
«Digitalizzare gli archivi è necessario, ma non si può migliorare un servizio rendendolo temporaneamente inaccessibile. Se per consultare una pratica edilizia bisogna attendere che qualcuno, fuori dal Comune, la recuperi, la scansioni e la trasmetta dopo diversi giorni, evidentemente qualcosa nell'organizzazione non sta funzionando».
Le conseguenze non riguardano soltanto gli addetti ai lavori. La documentazione edilizia è indispensabile per ricostruire la regolarità urbanistica degli immobili, predisporre interventi di ristrutturazione, concludere compravendite, richiedere mutui, risolvere controversie e verificare la conformità delle costruzioni. Un ritardo nella disponibilità dei fascicoli può quindi ripercuotersi direttamente su famiglie, proprietari, acquirenti, imprese e professionisti, con ulteriori rallentamenti di attività che già richiedono tempi amministrativi spesso considerevoli.
A complicare ulteriormente il quadro contribuisce anche la riorganizzazione degli uffici comunali. Mentre gli uffici dell'Urbanistica sono stati trasferiti nella sede di Santa Sofia, l'archivio cartaceo delle pratiche edilizie è rimasto ubicato nella vecchia sede di Palazzo di Città, in via Vittorio Veneto. Una separazione logistica che richiede già un adeguato coordinamento tra uffici e personale e che rischia di aggravare ulteriormente i disagi quando i fascicoli richiesti risultano temporaneamente indisponibili perché trasferiti all'esterno per la digitalizzazione.
«Mi domando se fosse davvero necessario trasferire contemporaneamente un arco documentale di oltre trent'anni. Non sarebbe stato più ragionevole procedere per piccoli lotti, garantendo nel frattempo la normale consultazione delle pratiche? E soprattutto, il capitolato prevedeva che i faldoni venissero portati fuori dal Comune oppure che la digitalizzazione avvenisse presso locali comunali?»
Sono proprio queste alcune delle domande contenute nella richiesta presentata da Conca, che ha chiesto copia degli atti di affidamento, dei capitolati, dei contratti, dei verbali di consegna, degli inventari dei fascicoli trasferiti, del cronoprogramma e delle eventuali autorizzazioni necessarie per lo spostamento e la custodia della documentazione.
La richiesta richiama anche le disposizioni del Codice dei beni culturali in materia di tutela e conservazione degli archivi pubblici, oltre alla normativa sulla gestione documentale e alle prerogative di accesso riconosciute ai consiglieri comunali.
«Non sto contestando la digitalizzazione, che considero un investimento utile e doveroso. Sto chiedendo di sapere chi abbia stabilito queste modalità operative, quali garanzie siano state previste e soprattutto come si intenda assicurare ai cittadini il diritto di consultare tempestivamente i documenti».
Il consigliere ha chiesto inoltre che l'amministrazione intervenga senza attendere la conclusione dell'accesso agli atti, prevedendo procedure rapide per recuperare le pratiche richieste, la restituzione progressiva dei fascicoli già digitalizzati e, se necessario, una diversa organizzazione delle lavorazioni ancora da effettuare.
«Quattrocentomila euro di risorse pubbliche devono servire a ridurre i tempi e migliorare i servizi, non a costringere cittadini e professionisti a inseguire i propri documenti. Il Comune resta responsabile della funzionalità dei suoi uffici, anche quando affida attività a soggetti esterni. Mi auguro che arrivino risposte puntuali e, soprattutto, soluzioni immediate».
Mario Conca
Consigliere comunale
Cittadini Gravinesi
Un progetto da circa 400mila euro, finanziato con risorse regionali per digitalizzare l'archivio delle pratiche edilizie del Comune di Gravina in Puglia, rischia di trasformarsi, almeno nella fase di esecuzione, in un ulteriore ostacolo per cittadini e professionisti.
È quanto denuncia il consigliere comunale Mario Conca, che questa mattina ha trasmesso una richiesta formale di accesso agli atti e di intervento urgente al sindaco Fedele Lagreca, al segretario generale e ai responsabili degli uffici comunali competenti.
Al centro della vicenda vi è il trasferimento, secondo le segnalazioni ricevute, di un consistente numero di fascicoli cartacei relativi alle pratiche edilizie comprese indicativamente tra il 1958 e il 1988-1989, affidati a una società esterna per le operazioni di digitalizzazione.
«Digitalizzare gli archivi è necessario, ma non si può migliorare un servizio rendendolo temporaneamente inaccessibile. Se per consultare una pratica edilizia bisogna attendere che qualcuno, fuori dal Comune, la recuperi, la scansioni e la trasmetta dopo diversi giorni, evidentemente qualcosa nell'organizzazione non sta funzionando».
Le conseguenze non riguardano soltanto gli addetti ai lavori. La documentazione edilizia è indispensabile per ricostruire la regolarità urbanistica degli immobili, predisporre interventi di ristrutturazione, concludere compravendite, richiedere mutui, risolvere controversie e verificare la conformità delle costruzioni. Un ritardo nella disponibilità dei fascicoli può quindi ripercuotersi direttamente su famiglie, proprietari, acquirenti, imprese e professionisti, con ulteriori rallentamenti di attività che già richiedono tempi amministrativi spesso considerevoli.
A complicare ulteriormente il quadro contribuisce anche la riorganizzazione degli uffici comunali. Mentre gli uffici dell'Urbanistica sono stati trasferiti nella sede di Santa Sofia, l'archivio cartaceo delle pratiche edilizie è rimasto ubicato nella vecchia sede di Palazzo di Città, in via Vittorio Veneto. Una separazione logistica che richiede già un adeguato coordinamento tra uffici e personale e che rischia di aggravare ulteriormente i disagi quando i fascicoli richiesti risultano temporaneamente indisponibili perché trasferiti all'esterno per la digitalizzazione.
«Mi domando se fosse davvero necessario trasferire contemporaneamente un arco documentale di oltre trent'anni. Non sarebbe stato più ragionevole procedere per piccoli lotti, garantendo nel frattempo la normale consultazione delle pratiche? E soprattutto, il capitolato prevedeva che i faldoni venissero portati fuori dal Comune oppure che la digitalizzazione avvenisse presso locali comunali?»
Sono proprio queste alcune delle domande contenute nella richiesta presentata da Conca, che ha chiesto copia degli atti di affidamento, dei capitolati, dei contratti, dei verbali di consegna, degli inventari dei fascicoli trasferiti, del cronoprogramma e delle eventuali autorizzazioni necessarie per lo spostamento e la custodia della documentazione.
La richiesta richiama anche le disposizioni del Codice dei beni culturali in materia di tutela e conservazione degli archivi pubblici, oltre alla normativa sulla gestione documentale e alle prerogative di accesso riconosciute ai consiglieri comunali.
«Non sto contestando la digitalizzazione, che considero un investimento utile e doveroso. Sto chiedendo di sapere chi abbia stabilito queste modalità operative, quali garanzie siano state previste e soprattutto come si intenda assicurare ai cittadini il diritto di consultare tempestivamente i documenti».
Il consigliere ha chiesto inoltre che l'amministrazione intervenga senza attendere la conclusione dell'accesso agli atti, prevedendo procedure rapide per recuperare le pratiche richieste, la restituzione progressiva dei fascicoli già digitalizzati e, se necessario, una diversa organizzazione delle lavorazioni ancora da effettuare.
«Quattrocentomila euro di risorse pubbliche devono servire a ridurre i tempi e migliorare i servizi, non a costringere cittadini e professionisti a inseguire i propri documenti. Il Comune resta responsabile della funzionalità dei suoi uffici, anche quando affida attività a soggetti esterni. Mi auguro che arrivino risposte puntuali e, soprattutto, soluzioni immediate».
Mario Conca
Consigliere comunale
Cittadini Gravinesi
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