Monsignor Vairo
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Monsignor Giuseppe Vairo, un servo di Dio che amò Gravina

Fu vescovo della nostra città negli anni '60. Chiesto l'avvio del processo di beatificazione.

Sono passati poco più di undici anni, da quando, il 25 luglio 2001, terminava l'esperienza terrena di monsignor Giuseppe Vairo, vescovo della nostra città tra l'inizio degli anni '60 e quello degli anni '70. Calabrese di nascita, già arcivescovo metropolita della diocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, fu per otto anni vescovo dell'allora diocesi di Gravina–Irsina, nonché amministratore apostolico della Diocesi di Acerenza, per poi diventarne arcivescovo. Sempre in Basilicata, fu anche vescovo di Melfi-Rapolla–Venosa e successivamente resse la diocesi di Tricarico, oltre a ricoprire per un breve periodo la carica amministratore apostolico della Chiesa particolare di Matera.

Uomo di chiesa di apprezzate qualità pastorali e notevoli competenze dottrinali, monsignor Vairo si fece conoscere e amare dalla comunità cristiana del nostro territorio sia per le sue doti spirituali che per quelle umane, come in occasione del tremendo terremoto del 23 novembre 1980. Teologo profondo, partecipò al Concilio Vaticano II, intervenendo alla storica assise con notevole competenza, come dimostrano i suoi scritti, riportati da Giuseppe Massari nel suo volume "Giuseppe Vairo, il mio vescovo". Nel 1967 toccò proprio a Vairo promuovere le missioni parrocchiali e poi cittadine con i padri Passionisti e Redentoristi, che culminarono nella celebrazione del congresso eucaristico. In occasione del suo 25° anniversario di ordinazione sacerdotale, di lui papa Wojtila scrisse: "Tu sei stato luce nella caligine, aiuto ai provati dalla tragedia, speranza a chi disperava. Hai partecipato agli affanni dei sofferenti, hai incoraggiato gli sfiduciati e gli avviliti, hai soccorso i bisognosi, come buon samaritano per coloro che erano stati in qualsiasi modo colpiti". Lo stesso pontefice, il 16 giugno del 1990, occasione del 50° di sacerdozio del presule potentino, in un'altra lettera di auguri, così si esprimeva: "Per dirla in breve, godiamo che sei stato decoro e luce del sacerdozio e dell'episcopato; che con l'esempio della tua vita hai insegnato ai sacerdoti come camminare per le vie del Signore, come esercitare il ministero; che ai fedeli hai mostrato di esserti fatto servo per guadagnare molti".

A monsignor Vairo, ora, è dedicata anche la raccolta "Atti preliminari per l'inchiesta diocesana nelle sue diocesi", curata da don Giustino D'Addezio, presidente del capitolo Cattedrale di Muro Lucano e tra i più stretti collaboratori del presule, soprattutto negli ultimi anni della sua vita. Una ricerca accompagnata da una lettera indirizzata a tutti i vescovi delle diocesi legate strettamente all'azione pastorale di monsignor Vairo, compresa quella gravinese, con la quale viene avanzato l'invito ad aprire l'inchiesta diocesana sulla vita, sulle virtù eroiche e sulla fama di santità di monsignor Giuseppe Vairo.
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