zona Epitaffio
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Territorio

L'ingegnere Soldini afferma: "Bene ha fatto il Vescovo a sollecitare la Pubblica Amministrazione a rimuovere i vizi delle procedure amministrative"

Il comparto C3-4 in zona epitaffio: l'area in questione

In riferimento all'articolo pubblicato sulla Chiesa in zona Epitaffio, è arrivata in redazione una considerazione da parte dell'ingegnere Soldini che segue:


"Gentile redazione di Gravinalife, nell'articolo pubblicato sulla Chiesa in zona epitaffio, più che "i proprietari" è il "Il proprietario" che non ha gradito" considerato che la lettera è firmata da una sola persona.

Vorrei esprimere un mio personale punto di vista sull'intera questione, cercando di portare serenità a tutti i proprietari del Comparto C3-4, in zona epitaffio, partendo proprio dall'ennesimo esposto e dalle considerazioni in esso riportate.
Cercando di semplificare al massimo alcuni concetti urbanistici/edilizi proprio per renderli accessibili a tutti, si può dire che Zone F e Standards urbanistici PARI SONO. Infatti nell'art. 24 delle NTA del nostro P.R.G. è scritto "In dette zone sono previsti i servizi di cui all'art. 3 del D.M. 2/4/1968 n. 1444 di pertinenza delle zone omogenee di tipo A-B-C", cioè proprio gli standards. I più pignoli disquisiranno sulla natura dei due vincoli ma è ormai prossima la nuova legge urbanistica in cui cadrà la rigida suddivisione del territorio operata con la zonizzazione e si parlerà invece di perequazione urbanistica.

Nelle nostre zone "C3", vi è l'obbligo del reperimento degli standards (quindi delle aree per servizi di cui all'art. 3 del D.M. 2/4/1444 n. 1444) all'interno dei comparti. Per cui in ogni proposta di lottizzazione delle predette zone, rimane in capo al lottizzante (quindi a tutti i proprietari del comparto C3-4c) tale obbligo.
Obbligo che poi si esplica con la cessione gratuita delle predette aree (come individuate nell'elaborato progettuale) al Comune per poterci costruire sopra quei servizi di pertinenza delle zone omogenee di tipo A-B-C. che si chiamano URBANIZZAZIONI SECONDARIE.

Certo è poi l'Amministrazione Comunale che decide quale tipo di urbanizzazione secondaria privilegiare (nel caso in esame ha ANTICIPATO la scelta di farci una Chiesa) e nessuno, fino ad oggi, pare si sia opposto alla predetta scelta).
Tutte le zone C3 hanno destinazione residenziale cioè è possibile costruirci le case e i servizi complementari (urbanizzazioni secondarie) utili ad una vivibilità civile, con spazi ad uso collettivo dove la gente ci si incontra. La volumetria residenziale possibile all'interno dell'area dove è stata costruita la chiesa era e rimane pari alla superficie territoriale dell'intero comparto C3-4c (compresa dell'area su cui è stata realizzata la chiesa) moltiplicato per l'indice di edificabilità territoriale, in quanto il volume della Chiesa non è del tipo residenziale.

Se per un momento immaginassimo che la Chiesa non ci fosse e che i proprietari del comparto C3-4c avessero presentato un Piano di lottizzazione e che il Consiglio Comunale avesse approvato.
Considerato che il comparto C3-4c è di circa 45500 mq con l'indice pari a 0,65 mc/mq c'è la possibilità di realizzare 24'000 mc di edilizia residenziale privata(salvo programmi speciali di edilizia sociale). Con tali volumetrie in gioco, i lottizzandi erano obbligati a cedere al Comune circa 4500 mq di aree a standards (per costruirci urbanizzazioni secondarie) oltre alla viabilità (urbanizzazione primaria).

Pertanto, considerato che la Chiesa ed il Centro Parrocchiale occupano un'area di 2269 mq, poteva benissimo entrare nella proposta di lottizzazione. Il Consiglio Comunale poteva scegliere di concedere l'area al parroco pro_tempore, e questi costruirvi la Chiesa, così come è già accaduto.
La procedura descritta sarebbe stata quella cosiddetta "canonica". Invece, proprio perché si trattava della Chiesa, è stata perseguita una procedura poco canonica.
Perciò nella vicenda citata possiamo dire che vi è stata una confusione totale sull' uso della gerarchia degli strumenti urbanistici, dovuto forse alla fretta di dotarsi della nuova Chiesa nel popoloso quartiere Giulianello, ma non credo che qualcuno abbia perso qualcosa a vantaggio di qualcun altro.
Nel momento in cui i proprietari si decideranno a presentare una lottizzazione del comparto C3-4c, (e il Consiglio Comunale ad approvare), avranno diritto alla volumetria rinveniente dal calcolo dell'intera proprietà territoriale compresa nel comparto C3-4c, moltiplicata per l'indice di fabbricabilità territoriale previsto.
Né un metro in più e né uno in meno.

Anche con la Chiesa già realizzata, il cui volume, come spiegato, non inficia le volumetrie residenziali private previste nel comparto.
I progettisti avranno il compito di organizzare una nuova collettività intorno alla Chiesa già costruita, come accadeva un tempo.
Perciò bene ha fatto il Vescovo a sollecitare la Pubblica Amministrazione a rimuovere i vizi delle procedure amministrative e mettere a tacere tutte le trombe e far suonare le campane.

ING. SOLDINI
  • Parrocchia Spirito Santo
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