Manifestazione comitato
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Territorio

Il Comitato “No Scorie” scende in piazza

Il 4 giugno iniziativa per ribadire l'opposizione al deposito nucleare

Il comitato di consultazione popolare di Gravina non intende abbassare la guardia. Dopo aver inoltrato alla Regione e all'assessore Maraschio le osservazioni tecniche alla CNAPI, d'integrazione al report regionale, dall'organizzazione spontanea di tutela del territorio si ritiene opportuno coinvolgere il più possibile ed alzare il livello di attenzione della cittadinanza sull'argomento.

Per questa ragione, venerdì 4 giugno, in piazza della Repubblica, a partire dalle 18,30, si svolgerà un dibattito di carattere territoriale e aperto a tutti, con la presenza del presidente del Parco Nazionale dell'Alta Murgia, Francesco Tarantini, di un rappresentante dei Comitati dell'Alta Murgia Puglia e Basilicata, Lello Rella, oltre ai componenti del comitato stesso.

I punti su cui il comitato ha messo l'accento nelle sue osservazioni riguardano l'inadeguatezza dell'area in contrada Zingariello, potenzialmente idonea ad ospitare il deposito unico di scorie radioattive. Infatti, -spiegano dal comitato- "nelle osservazioni abbiamo sottolineato che l'area individuata dalla Sogin, denominata BA-5 attraverso la CNAPI, è prossima ai più importanti siti Unesco d'Italia come la città di Matera e il federiciano Castel del Monte, nei pressi di Andria. E' parte di una grande interconnessione di aree naturali protette che comprendono il Parco Nazionale dell'Alta Murgia a nord, la gravina di Gravina in Puglia e il S.I.C. Bosco Difesa Grande. E' un territorio caratterizzato dalla forte presenza di siti storici, archeologici e di grande valenza culturale! E' un'area ricca di risorse naturali, ad iniziare dalle fonti d'acqua, elemento vitale e indispensabile per il futuro del pianeta!!". Non solo, ma il comitato ha deciso di partire all'attacco. "Noi vogliamo esprimere tutta la nostra contrarietà- dicono i NO scorie- iniziando a chiedere spiegazioni alla Sogin sul perché la carta è priva dei necessari studi ambientali e paesaggistici che potevano meglio individuare i siti idonei".

E' importante, infatti, ricordare che il territorio ha scelto un percorso di rilancio economico e sociale che si fonda su valori ambientali di valorizzazione del paesaggio e della naturalità dei luoghi, confermando la scelta fatta dalla comunità di puntare su specificità del territorio, che non compendiano una discarica di rifiuti tossici. "Le caratteristiche della nostra terra fatta di argilla e soprassuoli fertili sono un patrimonio insostituibile! Un'agricoltura qualificata, costituita da seminativi vocati alla produzione di grano duro italiano di qualità, non può diventare sito di stoccaggio di scorie radioattive" - sottolineano dalla consulta popolare, che poi si chiedono: "quale destino sarà riservato a tutte le aziende agricole presenti in loco, alle masserie antiche, alle piscine, ai fienili, ai pozzi, ai muretti a secco, ai siti archeologici, alle antiche testimonianze del lavoro dell'uomo e della tradizione agricola locale?".

La Murgia è a lavoro da diversi anni per sdoganarsi dal suo destino di "area interna", che ne ha limitato il potenziale, e per farlo – ribadiscono dal comitato- ha deciso di puntare "su progetti territoriali di qualità che possano favorire il turismo ambientale, culturale e il cosiddetto turismo 'dolce' e sostenibile". Insomma, con tutto questo il deposito di scorie stride fortemente, perché -concludono dal comitato di consultazione popolare di Gravina- "per noi la realizzazione di un Deposito Nazionale è un chiaro segnale negativo per la promozione della nostra terra e per gli eventuali risvolti economici che ne deriverebbero!"
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