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La città

Deiezioni canine non raccolte, un problema per la bellezza della città

Un fenomeno che condiziona l’immagine della città

La mancata rimozione degli escrementi dei nostri amici a quattro zampe, lungo le strade e nelle aree verdi, condiziona l'immagine di una città e non le consente di essere accogliente per i cittadini che la abitano e per i turisti.

Agli angoli dei marciapiedi o nascoste sotto i primi ciuffi d'erba spontanea, accatastate vicino ai tronchi degli alberi o deformate da involontarie pedate, le deiezioni canine abbandonate per strada (in alcuni casi persino imbustate) sono una presenza fastidiosa che imbruttisce e degrada l'ambiente urbano. Rappresentano un problema assieme a tutta una serie di rifiuti di differenti dimensioni e tipologie, presenti ogni tanto alla base degli alberi o lungo i bordi delle carreggiate.

Una città poco pulita è una città vivibile? No, non lo è. Ci si può chiedere anche: che ripercussioni può avere la mancata cura del nostro ambiente da un punto di vista socio-economico?

Il degrado ne sollecita altro, in una specie di effetto domino che è meglio interrompere per riscoprire la fruibilità degli spazi, senza incappare in presenze maleodoranti. Si avrebbero effetti positivi che spingerebbero a condividere sempre più questa città e il suo potenziale, richiamando anche nuovi visitatori. È doveroso pensare ai benefici effetti sull'economia locale legati al turismo.

Chi visita una città porta con sé il ricordo di bei momenti, quelli legati al buon cibo, alle tradizioni di un posto, agli incontri fatti, soprattutto conserva un'idea della sua bellezza. Un collage di prospettive unico che lo invita a ritornare. Ma questo fascino rischia di essere compromesso o svilito da una semplice mancanza. Esistono specifici cassonetti per gettare i sacchetti delle deiezioni, ce ne sono diversi. È difficile giustificare certi comportamenti, quando si scorgono agli angoli cumuli di escrementi lasciati per terra, o persino raccolti nei sacchetti e abbandonati alla base di un marciapiede, in prossimità di un albero o all'angolo di un isolato.

Contromisure per dissuadere o scongiurare del tutto certi episodi non mancano. È possibile ricorrere a soluzioni tecnologiche di sorveglianza nei punti più sensibili o dove si verifica la maggior parte dei casi, così come si possono effettuare più controlli mirati, oltre alle segnalazioni. C'è persino un caso che recentemente ha richiamato l'attenzione dei media, si è parlato di recupero del DNA analizzando un campione di feci canine, per ritrovare l'animale e il rispettivo proprietario.

Tralasciando però queste metodologie, raccogliere gli escrementi e non lasciarli per strada rappresenta un gesto rispettoso per sé, le famiglie e l'intera società. Si presta attenzione all'igiene in generale (anche quello della casa in cui si rientra), tutelando l'ambiente e la salute degli animali. Un atto civico anche nei confronti di chi ha difficoltà motorie, che potrebbe avere problemi nel percorrere un marciapiede macchiato da escrementi non raccolti. Senza dimenticare le difficoltà collegate alle barriere architettoniche, di cui si è parlato in un precedente articolo.

Bisognerebbe prestare la stessa attenzione anche quando i cani fanno pipì, tenendoli distanti dai muri delle palazzine, dai pali dell'illuminazione pubblica o dai sostegni dei segnali stradali, per tutelare ciò che abbiamo attorno e favorire un habitat sempre più accogliente.

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