
Mondo Giovane
Come stai?: ultima fatica musicale di Davide Mangione
L’artista gravinese canta il disagio della modernità
Gravina - domenica 19 luglio 2026
E' in circolazione da qualche settimana "Come stai": il nuovo singolo e videoclip dell'ecclettico artista gravinese Davide Mangione.
Si tratta di un brano nel quale l'artista descrive la violenza dell'indifferenza moderna. Un grido di dolore e una domanda che non trova risposta in un mondo che ha mercificato anche la serenità. Un manifesto di denuncia contro l'anestesia emotiva della società moderna.
Nella visione lucida e spietata di Mangione il testo è un flusso di coscienza lirico e crudo, che fotografa la società contemporanea e il disagio di chi si ritrova a sopravvivere in una "terra stretta di periferia", dove la felicità sembra un lusso inaccessibile.
Un grido d'aiuto lanciato sotto un "cielo di plastica", simbolo di una contemporaneità artificiale e sorda.
Il videoclip ufficiale, uscito in contemporanea con il brano, traduce in immagini questo contrasto emotivo.
A confermare l'urgenza espressiva del progetto è il controllo creativo totale esercitato da Davide Mangione. Il cantautore ha, infatti, curato personalmente ogni singolo aspetto della produzione visiva: sua è l'idea originale, sua la regia, la direzione della fotografia, la scenografia e la scelta dei costumi.
Ad affiancare Mangione in questa impresa visiva, un team tecnico d'eccellenza che vede Domenico Loguercio alla camera, al montaggio e alla color correction, e Nicole Amendolara come fotografa di set.
Il cast è invece composto da Mario Iacovelli, Katiana Valerio, Arcangela Valerio, Giuseppe Valerio, Fabio Lavecchia e Rosa Paternoster che incarnano l'umanità ferita descritta nel brano.
Le sessioni di registrazione hanno preso vita presso La Fabbrica Del Suono, per poi essere rifinite dal mixing di Giovanni Gramegna e sigillate dal mastering di Giovanni Versari, restituendo così una cura del dettaglio sonoro pari a quella visiva.
Il risultato è un cortometraggio musicale potente, un viaggio al buio in cui i protagonisti conservano il proprio dolore, costringendo lo spettatore a porsi la domanda più difficile e necessaria di tutte.
Il brano visionabile su tutte le piattaforme digitali e su YouTube.
Si tratta di un brano nel quale l'artista descrive la violenza dell'indifferenza moderna. Un grido di dolore e una domanda che non trova risposta in un mondo che ha mercificato anche la serenità. Un manifesto di denuncia contro l'anestesia emotiva della società moderna.
Nella visione lucida e spietata di Mangione il testo è un flusso di coscienza lirico e crudo, che fotografa la società contemporanea e il disagio di chi si ritrova a sopravvivere in una "terra stretta di periferia", dove la felicità sembra un lusso inaccessibile.
Un grido d'aiuto lanciato sotto un "cielo di plastica", simbolo di una contemporaneità artificiale e sorda.
Il videoclip ufficiale, uscito in contemporanea con il brano, traduce in immagini questo contrasto emotivo.
A confermare l'urgenza espressiva del progetto è il controllo creativo totale esercitato da Davide Mangione. Il cantautore ha, infatti, curato personalmente ogni singolo aspetto della produzione visiva: sua è l'idea originale, sua la regia, la direzione della fotografia, la scenografia e la scelta dei costumi.
Ad affiancare Mangione in questa impresa visiva, un team tecnico d'eccellenza che vede Domenico Loguercio alla camera, al montaggio e alla color correction, e Nicole Amendolara come fotografa di set.
Il cast è invece composto da Mario Iacovelli, Katiana Valerio, Arcangela Valerio, Giuseppe Valerio, Fabio Lavecchia e Rosa Paternoster che incarnano l'umanità ferita descritta nel brano.
Le sessioni di registrazione hanno preso vita presso La Fabbrica Del Suono, per poi essere rifinite dal mixing di Giovanni Gramegna e sigillate dal mastering di Giovanni Versari, restituendo così una cura del dettaglio sonoro pari a quella visiva.
Il risultato è un cortometraggio musicale potente, un viaggio al buio in cui i protagonisti conservano il proprio dolore, costringendo lo spettatore a porsi la domanda più difficile e necessaria di tutte.
Il brano visionabile su tutte le piattaforme digitali e su YouTube.
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