La Gravina che celebra il 10 febbraio

Critiche dagli Ultras contro l'amministrazione

mercoledì 17 febbraio 2016 18.36
"La Gravina che non dimentica".

Questo recita l'improvvisata (nonché finta) targa posta oggi dai militanti del gruppo Ultras Gravina 2005, in occasione del 10 Febbraio: ricorrenza dedicata al ricordo dei martiri delle foibe e agli esuli istriani, dalmati e giuliani.
Un 10 Febbraio passato in totale sordina qui a Gravina, ove sindaco ed amministrazione comunale, coerentemente agli anni passati, hanno preferito un imbarazzante silenzio. Non una sola parola è stata spesa per i 20.000 connazionali infoibati ad opera dei partigiani comandati da Tito con la complicità dei partigiani nostrani e, dei 350.000 italiani esiliati dalla loro terra, dalla loro casa.
Amministrazione e sindaco che da sempre si fanno "belli" all'occhio vigile del politicamente corretto con altre manifestazioni, declassando automaticamente le vittime di questa atroce storia a vittime di "serie B".
Una storia (tutt'ora negata e celata) che difficilmente uscirà in toto alla luce del sole, troppe persone e troppi poteri ancora coinvolti.

Proprio come il volto "pulito" (per i mass media) dell'ex Presidente della Repubblica Sandro Pertini che oltre a manifestare amnesie sui crimini del compagno genocida Tito, colpevole delle persecuzioni anti-italiane, dei massacri delle foibe e di altri crimini contro l'umanità, baciò la sua tomba.
Che Gravina, quindi, non si dimentichi dei vili traditori della Patria.

Che cominci, invece, a ricordare i nostri fratelli, coloro che persero tutto, anche la vita, solo perchè nacquero Italiani.