Gara Info Point annullata dal TAR

Mario Conca “il Comune paga gli errori di una gestione amministrativa inadeguata”

martedì 3 febbraio 2026
Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa del consigliere comunale Mario Conca sull'annullamento della gara per la gestione dell'Infopoint.

La recente determinazione con cui il Comune di Gravina in Puglia è stato costretto ad annullare l'esclusione di un operatore economico dalla gara per la gestione dell'Info Point turistico merita una riflessione pubblica, perché non si tratta di un semplice incidente procedurale, ma dell'ennesima dimostrazione di una gestione amministrativa approssimativa e inadeguata.

Il TAR Puglia, con ordinanza cautelare, ha infatti rilevato l'illegittimità dell'atto di esclusione, evidenziando come il Dirigente abbia esercitato un potere che la legge riserva in modo chiaro e inequivocabile al Responsabile Unico del Procedimento (RUP), la verifica dell'anomalia dell'offerta. Un principio elementare, noto a chiunque abbia anche una minima dimestichezza con il Codice dei contratti pubblici, il dirigente non può sostituirsi al RUP nelle fasi riservate a quest'ultimo. Eppure è accaduto e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.

I danni non sono teorici, questa gestione "allegra" delle procedure ha prodotto effetti concreti, ritardi pluriennali nell'affidamento di un servizio strategico per la promozione turistica; contenziosi amministrativi, con inevitabili costi legali a carico della collettività;
un'immagine di inaffidabilità dell'ente verso operatori economici e visitatori.
Il tutto mentre le premialità dei livelli amministrativi apicali sono al massimo consentito, le competenze latitano e Gravina continua a raccontarsi come città pronta a grandi sfide culturali e turistiche, senza riuscire a garantire il rispetto delle regole più basilari dell'azione amministrativa.

Di fronte a un quadro certificato da un giudice amministrativo, alcune domande sorgono spontanee, perché il RUP non ha concluso la fase di verifica come previsto dalla legge?
era adeguata la scelta del RUP rispetto alla complessità della procedura?
chi risponde dei costi e dei ritardi prodotti da un atto dichiarato illegittimo?
quante altre procedure, oltre a quelle passate, rischiano di essere compromesse da analoghe forzature?
Domande legittime, che non cercano colpe personali, ma responsabilità amministrative.

Il nodo centrale non è il singolo provvedimento, ma un modus operandi che sembra privilegiare scelte organizzative poco coerenti con le competenze richieste, generando una gestione disordinata, fatta di correzioni tardive, assunzioni non coerenti con i fabbisogni comunali e decisioni smentite dagli organi di controllo. Perché stiamo assumendo tante C, che non sappiamo neppure dove allocare per carenza di spazi, e non ci preoccupiamo delle categorie B che mancano in tanti settori a partire dal portierato e protocollo?

Per queste ragioni, ritengo doveroso valutare la trasmissione degli atti alla Corte dei Conti, affinché verifichi l'eventuale danno erariale derivante dai contenziosi e dai ritardi, e all'ANAC, per le opportune valutazioni in materia di corretto esercizio delle funzioni e rispetto delle competenze.

Non per spirito polemico, ma per un principio semplice, quando l'amministrazione sbaglia, non può essere la città a pagare in silenzio.
Gravina ha bisogno di regole rispettate, di ruoli chiari, di assunzione di responsabilità e di una macchina amministrativa all'altezza delle ambizioni che, giustamente, proclama. Senza questo, ogni slogan resta vuota retorica.

Mario Conca