passeggiando con la storia- padre nicola Matera
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Passeggiando con la storia

Padre Nicola Maria Matera, missionario e primo superiore della comunità di Putignano

Rubrica “Passeggiando con la storia” a cura di Giuseppe Massari

Il mese di luglio è dedicato, secondo il calendario della forma straordinaria del rito romano, al Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo. Partendo da questo dato, ho pensato di dedicare la scheda odierna ad un figlio della famiglia religiosa del Preziosissimo Sangue, fondata da San Gaspare Del Bufalo.

Se io volessi dare una definizione alla puntata odierna, dovrei definirla la puntata delle coincidenze, le quali, secondo me, positive o negative che esse siano o che fossero, sono dei fenomeni inspiegabili sul piano della razionalità umana, ma non su quella divina. La prima è stata quella di unire il mese al nostro protagonista. Passiamo alla seconda.

Si dà il caso che, in una puntata precedente, tratto di un personaggio gravinese, il professore Giuseppe Matera. I suoi familiari, dopo la lettura del profilo da me tracciato, attraverso un riscontro telefonico esprimono gratitudine ed apprezzamento per quanto da me scritto. Inoltre, mi suggeriscono e mi propongono di occuparmi di un altro loro lontano parente: padre Nicola Maria Matera, Missionario del Preziosissimo Sangue, nato a Gravina e morto a Putignano.

Partono le mie ricerche per trovare materiale biografico e storiografico del soggetto, dal momento che i suddetti familiari non posseggono altro che una figurina ricordo, post mortem. Mi imbatto nella comunità di Putignano, ancora presente, e scopro che un certo padre Pietro Battista, con la pubblicazione del testo:: "In cammino da 100 anni. I Missionari del Preziosissimo Sangue a Putignano", Stilgraf di Cesena, 2016, ricostruisce la storica e centenaria presenza in quella città dei Missionari del Preziosissimo Sangue, tracciando, tra l'altro un profilo abbastanza completo sulla figura di padre Matera, primo superiore di quella famiglia religiosa. Dai primi cenni biografici, spunta un'altra coincidenza. La terza, che scopriremo in seguito.

Nacque a Gravina il 17 marzo 1861 da Michele e Rosa Risicolo, sorella del missionario Don Francesco Risicolo. Ecco svelata la terza coincidenza, in prossimità di scoprirne un'altra ancora. Il Matera aveva tre sorelle, una era suora di clausura, un'altra suora stimmatina e una terza che visse in casa, seguendo una regola di vita religiosa. Aveva anche un fratello Filippo, che sposò Concetta Lasorella, sorella del canonico gravinese, Vincenzo. Fu in questo ambiente che maturò la sua vocazione. Fu da questo ambiente che ricette l'impulso di intraprendere la vita religiosa proprio in quell'ordine dove c'era già uno zio.

Ma la svolta decisiva si ebbe quando, mentre attendeva di partecipare al concorso per intraprendere l'insegnamento, a Gravina ci fu una missione predicata dai figli di San Gaspare, con due valenti missionari: Don Antonio Velardi e don Guido Miozzi. Di quella Missione cittadina, voluta da Mons. Maiello, si conserva una croce ricordo ubicata, attualmente, presso la chiesa dell'ex convento delle Carmelitane. Prima che i due missionari partissero, il giovane Nicola chiese di avere un colloquio con loro. Da questo incontro venne la conferma che la sua vita sarebbe cambiata. Svelata l'altra coincidenza, cui si faceva cenno innanzi.

Nel 1879 conseguì il diploma di insegnante ed il 30 luglio entrò nella Congregazione dei Missionari. Fu ordinato sacerdote in Roma il 30 maggio 1885. Ricevette il Crocifisso di Missionario, a Bertinoro, presso Forlì, il 3 ottobre dello stesso anno. Nel 1889 fu assegnato alla Casa di Pennabilli, in provincia di Pesaro. Nel 1906 torna in Puglia, essendo stato trasferito presso la Casa di Santeramo in Colle.

Nel 1908 comincia il suo ministero sacerdotale presso la Casa di nuova fondazione, Santa Maria La Greca, a Putignano, in provincia di Bari, dove svolse le mansioni di fondatore e primo superiore. Divenne, anche, direttore della Confraternita della Santissima Trinità. Don Nicola Matera, il primo Superiore, fu un vero maestro di vita spirituale. Purtroppo morì prematuramente dopo soli quattro anni di permanenza a Putignano, il 17 luglio 1912 e all'eta di 51 anni.

La popolazione di Putignano lo pianse e volle che fosse sepolto nel cimitero cittadino, nel settore delle persone notabili. Lo ricordò con una artistica stele in pietra bianca. Il Vicario della Diocesi di Conversano, don Gaetano Lippolis, nel discorso funebre disse tra l'altro: "Voi ammiraste in Don Matera l'uomo veramente di Dio, l'uomo della virtù, il Missionario amante del proprio dovere; e la sua cultura, la pietà veramente sentita, i suoi sorrisi, la sua cortesia e amabilità. Le sue parole d'incoraggiamento, dolci e affettuose esercitavano un fascino indescrivibile ed una forza suggestiva in quanti ebbero la fortuna di avvicinarlo". Un altro elogio funebre fu pronunciato dal sacerdote gravinese don Federico D'Alonzo.

A proposito della sua malattia, e delle condizioni di salute che andavano sempre più peggiorando diventando irreversibili, giunsero da Gravina i parenti, il canonico don Vincenzo Lasorella e l'avvocato Filippo Gramegna, i quali proposero un consulto con il professore Petresa di Bari, che non potè fare altro che confermare la diagnosi già fatta dal dottor Riccardi.

La vita intensa di questo missionario, che aveva girato in lungo e in largo l'Italia, dal Nord al Sud, senza mai risparmiarsi, ma spendendosi per la diffusione della Parola, si concluse inaspettatamente, nel vigore dei suoi anni, quando poteva servire ancora meglio e di più Colui di cui si era fatto discepolo. Se la sua morte fu salutata da un concorso di popolo, che lo aveva conosciuto, frequentato, e che si era dissetata a quella fonte di divina sapienza, altrettanto fu la celebrazione del trigesimo. Per l'occasione, la Schola Cantorum di Gravina, diretta da don Alfonso Caccianini, eseguì musiche molto apprezzate dai partecipanti. Fine delle coincidenze.
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  • Giuseppe Massari
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