La Confraternita di San Michele Arcangelo
La Confraternita di San Michele Arcangelo
Passeggiando con la storia

La Confraternita di San Michele Arcangelo

Rubrica “Passeggiando con la storia” a cura di Giuseppe Massari

Sulla Confraternita di San Michele, alcuni cenni storici, credo, si inseriscano bene all'interno e nel cotesto della imminente festa patronale. Essa nasce, come si legge nel testo della triade Otranto, Raguso, D'Agostino: "San Michele Arcangelo dal Gargano ai confini Apulo Lucani", Pubblicità & Stampa, Modugno, 1990 , nel 1925, per volere di "40 laici che, il 25 marzo 1925, chiesero al vescovo pro tempore, Giovanni Maria Sanna, con regolare petizione scritta e sottoscritta, di costituire una pia associazione sotto la protezione di S. Michele. Il vescovo accolse la richiesta e la ritenne costituita con decreto del 12 aprile 1925, sotto il titolo di Confraternita di S. Michele delle Grotte.

La confraternita ebbe un'amministrazione provvisoria presieduta dal direttore e padre spirituale canonico Domenico Digiesi, primicerio del Capitolo cattedrale. L'investitura ufficiale della neoconfraternita avvenne proprio l'8 maggio 1925, giorno dedicato a S. Michele delle Grotte, a ricordo della prima apparizione del Santo al Gargano. Lo statuto venne approvato il 31 maggio dello stesso anno". La vestizione di ogni nuovo confratello si effettua la mattina dell'8 maggio dopo la celebrazione della messa all'altare di San Michele in cattedrale, con la benedizione della fascia di investitura, che rende il neo confratello protetto del santo, obbediente ed osservante delle regole. Essa nacque seguendo lo stesso rito di tutte le confraternite: alcuni cittadini stabilirono di divenire fratelli sotto la protezione di S. Michele, suoi particolari devoti ed avviarono ogni azione per costituire un sodalizio. Lo Statuto venne approvato il 31 maggio dello stesso anno e al capo secondo si colgono gli scopi salienti della pia unione: risvegliare la pietà cristiana e il culto al protettore S. Michele Arcangelo; prodigare reciproco vantaggio materiale e spirituale fra gli associati; far dire messe e pregare per il suffragio delle anime degli associati.

Tra gli altri obblighi previsti nella Carta costitutiva, vi sono quelli relativi alla istruzione nei rudimenti della fede ed intervenire con ogni puntualità alle conferenze ed istruzioni che dovesse fare il padre spirituale;; esercitare le virtù cristiane; fuggire il turpiloquio e la bestemmia; rispettare i superiori; frequentare i Sacramenti; intervenire alla Santa Messa, alle funzioni ed alle processioni a cui la confraternita è obbligata. Ancora oggi tutti i confratelli hanno l'obbligo di partecipare in divisa alle seguenti manifestazioni in ordine e con massima dignità: processione della festa di S. Michele delle Grotte dell'8 maggio; processione del Corpus Domini; processione della festa patronale di S. Michele del 29 settembre; cortei funebri dei confratelli defunti; prestare onori all'arrivo di ogni nuovo vescovo. Forse non rientrava negli obblighi, ma è diventata consuetudine che la confraternita partecipa, anche alla processione del Legno Santo. I fratelli di S. Michele giurano fratellanza in eterno e stabiliscono di essere uniti sotto la protezione del loro Santo anche dopo la morte, in un luogo comune di sepoltura, come tutte le altre confraternite. Per questo, il 20 settembre 1931 fu presentato all'assemblea ed approvato dai confratelli il progetto della cappella funeraria.

Pertanto, nel cimitero di Gravina, esattamente nella parte vecchia, sin dal 1932, la confraternita è proprietaria di una grande cappella funeraria, il cui progetto fu redatto dall'ingegnere Filippo Lacalamita. Nello stesso anno fu consacrato l'altare su cui fu posto un quadro della Pietà, realizzato dal professore Angelo Amodio, poi trafugato. Nel 1973, nella parte alta della facciata esterna, nella nicchia, fu posta una statua in terracotta del Santo, opera dei fratelli Loglisci.
3 fotoLa Confraternita di San Michele Arcangelo
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  • Giuseppe Massari
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