Collezione Numismatica - Fondazione Santomasi
Collezione Numismatica - Fondazione Santomasi
Passeggiando con la storia

La collezione numismatica Pomarici Santomasi: 2500 anni di storia

Rubrica “Passeggiando con la storia” a cura di Giuseppe Massari

La collezione numismatica della Fondazione Ettore Pomarici Santomasi, riordinata, diventata dal 1995 mostra permanente, nell'ambito della specifica sezione, racchiusa nel conseguente catalogo curato da Giuseppe Libero Mangieri, corredato dalle fotografie di don Vito Cassano, è composta da ben 1608 monete classificabili secondo i seguenti periodi cronologici: Greco, Romano repubblicano, Romano imperiale, Bizantino, Medievale e moderno. La collezione costituisce un nucleo di sommo interesse artistico e storico, esemplificativo di una Storia della moneta dal VI sec. a.C. fino al Regno d'Italia. Essa offre un panorama esaustivo della produzione monetaria antica, dagli stimoli che portarono alla nascita del concetto di moneta, alla sua introduzione in ambiente greco, all'impatto che ebbe sulle popolazioni indigene.

Il ricco patrimonio, secondo quanto scrive Mangieri nel citato catalogo, attraverso la consultazione della ricca documentazione archivistica dell'Ente, ha una base locale d'origine, tanto è vero che si è potuto stabilire il numero molto elevato di persone, note e meno note della città, che hanno contribuito ad arricchire il prestigioso museo. Emerge, pertanto, che una cospicua parte di esso proviene da doni, altra da acquisti. In realtà, delle 484 acquisizioni, 394 esemplari provengono da doni, i restanti 90 da acquisti.

Tra i donatori spicca Pasquale Calderoni Martini con ben 313 esemplari. Circostanza che non meraviglia, non solo perché fu molto legato alla sua città, ricoprendo un ruolo di primo piano nella società gravinese, per essere stato sindaco e primo presidente della Fondazione Pomarici Santomasi, dopo la morte del barone Ettore, ma perché tra i suoi poliedrici interessi culturali vi fu anche la numismatica. La sua profonda competenza in materia fece di lui il socio fondatore, consigliere, vice presidente e poi, per lunghi anni, presidente del Circolo Numismatico Napoletano.

Altro personaggio di rilievo nella donazione fu Eugenio Scacchi, figlio dell'eminente scienziato gravinese Arcangelo. Anche Domenico Nardone medico, podestà, storico, autore della celebre monografia sulla storia della città di Gravina, spicca tra i donatori. Per quanto concerne l'acquisto di alcuni esemplari, è stato possibile risalire al venditore. Un certo Memmo Cagiati, uno dei personaggi più celebri nel panorama numismatico dell'Italia meridionale del primo quarto del secolo scorso.

Di grande rilievo sono le monete del Periodo greco (nn. 24, 25 e 26, del III sec. a.C.) riferite all'insediamento greco di Sidion, sulla collina di Botromagno, sulle quali è effigiato Zeus dal lato diritto mentre sul recto è raffigurato Ercole. Per il periodo romano repubblicano particolare rilievo costituisce l'introduzione del denaro e sono poi presenti relativamente all'Epoca imperiale, il sistema monetario, le zecche di produzione e lo sviluppo del ritratto.

Per l'età medievale ampio spazio è rappresentato dalla moneta bizantina, a quella araba e normanna ed alla monetazione di Federico II. Di grande importanza è l'Augustale (n. 612), coniato sotto il regno di Federico II di Svevia (1231) sulla quale è effigiata da un lato l'aquila stante con ali spiegate e sull'altro l'immagine del Sovrano in veste imperiale.

La parte finale della collezione abbraccia la produzione monetaria napoletana, dal Ducato al regno delle Due Sicilie, con un piccolo settore occupato dalle monete del Pontificato di Benedetto XIII (1724 – 1730), nato a Gravina nel 1650 ed infine al Regno d'Italia e ad alcune monete di Stati stranieri.
5 foto “Passeggiando con la storia”- collezione Numismatica Fondazione Santomasi
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