passegiando con la storia- s. lucia
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Passeggiando con la storia

La chiesa di Santa Lucia nel rione Piaggio

Rubrica “Passeggiando con la storia” a cura di Giuseppe Massari

Una chiesa, una piccola chiesa situata in uno dei rioni più antichi della città è diventata, è stata, involontariamente, riscoperta come uno scrigno di tesori storici ed artistici. Inaspettatamente, almeno stando alle notizie già conosciute, quelle ufficiali che si sono fermate al visibile, all'evidente, durante alcuni lavori di ristrutturazione e consolidamento dell'intero immobile, sono venuti alla luce, nel luglio 2019, degli affreschi, probabilmente, coevi con quelli di San Vito Vecchio.
Si tratta di tre absidi nascoste fino ad oggi dietro le pareti di "tompagnatura", successivamente abbattute. Qui, come si evince dalle foto di Giuseppe Olivieri, è stato ritrovato anche un altare sovrastato da un'immagine raffigurante un Cristo Pantocratore, che sulla mano sinistra ha il libro dei Vangeli e la mano destra in posizione benedicente. La Vergine Maria, invece, con una mano indica il Cristo e l'altra è diretta verso l'alto, seguita da San Giovanni.

In attesa di conferme e , comunque, sulla base di alcuni elementi storici probaanti, racchiusi e raccolti nei documenti dell'Archivio Capitolare di Gravina: La chiesa-grotta Santa Maria de Lanare o Linaris o della Neve o de Plagio o Santa Lucia, riportata sempre come abbazia, a partire dalla prima attestazione del 1234, ha costituito un unicum, un tutt'uno con le altre due chiese ubicate nello stesso rione e quartiere: San Basilio e Sant'Andrea. Quindi la data su riportata ci conforta ed è un valido supporto storico per poter affermare che gli affreschi possono essere di mano bizantina, almeno sotto l'aspetto artistico, visto che resta da scoprire l'autore o la provenienza di costui.

Tra l'altro, la figura del Cristo Pantocratore, tipica della iconografia bizantina o comunque delle culture religiose orientali; la presenza di alcune lettere greche nei pressi dell'immagine della Vergine, Madre di Dio, portano, senza troppi dubbi, ad attribuire la paternità artistica e stilistica delle pitture all'influenza bizantina, quella che ha percorso la storia e le strade della nostra città e ha permeato, condizionandola positivamente, parte della nostra cultura locale.

Per tornare alla storia della chiesa, sia pure brevemente, attingendo ad una fonte fresca di stampa, curata da don Giacomo Lorusso: "I Luoghi del sacro e dello stupore. Guida ai complessi architettonici della fede di Gravina", va evidenziato che essa fu elevata a parrocchia, con bolla del 7 luglio 1572, da mons. Francesco Bossi, vescovo della nostra antica diocesi dal 2 agosto 1658 al 5 maggio 1574. Nella Visita pastorale del 1574, il vescovo la descrive così: "vi è un altare maggiore con tre gradini e una cappella di Santa Lucia a sinistra dell'altare maggiore, con un gradino e un altare lapideo, oltre ad una piccola sacrestia con campanile e fonte battesimale".
Successivamente, un altro vescovo, mons. Vincenzo Giustiniani, che sedette sulla cattedra episcopale di Gravina dal 2 agosto 1593 fino alla sua morte avvenuta il 3 ottobre 1614, descrivendola negli atti della sua Visita pastorale, "la dice composta da due porte e l'altare maggiore con tre gradini e l'icona della Santa Visitazione. A sinistra un altro altare con Santa Apollonia e a destra un terzo altare con l'immagine di Santa Lucia. Viene, infine, menzionata una cappella di "Sancte Maria de neve" cum portes cancellis ligneis e sull'altare un'immagine della Beata Vergine Maria "fere consumpta".

Mons. Domenico Valvassori, vescovo diocesano dal 18 marzo 1686 al giorno del suo decesso, avvenuto il 2 ottobre 1689, rileva che "al centro vi era un ingresso sul giardino ricco di alberi, viti, con cisterna e cellario". Il nostro concittadino, cardinale Vincenzo Maria Orsini, nel corso della sua Visita apostolica del 1714, "annota la volta a botte con le pareti inumidite; soprattutto quella di sinistra. Il vescovo Cassiodoro Margarita, pastore diocesano dal 21 dicembre 1818 al 1° settembre 1850, giorno della sua scomparsa, si limita a constatare la presenza di un solo altare.
13 fotopassegiando con la storia- s. lucia
AffreschiAffreschiAffreschiAffreschiAffreschiAffreschiAffreschiAffreschiChiesa Santa Maria al Chiancone affresco di Madonna del XII secLa facciata della chiesa in una foto depocaLa storica statua di Santa LuciaLattuale facciata della chiesa con sullo sfondo gritte della chiesa primitivaParticolare del campanile
  • Giuseppe Massari
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