Lettere alla redazione

Michele Lorusso sfida Valente

"Il sindaco racconti alla città fatti e misfatti del Comune"

Egregia Redazione,

spero vogliate darmi la possibilità, atteso che in un modo o nell'altro mi sono ritrovato coinvolto in questo dibattito, di manifestare e partecipare alcune mie considerazioni.

Non me ne vorrà spero, il mio amico Alesio, al quale rinnovo la mia stima personale, ma è al Sindaco Alesio Valente che faccio dono di alcune riflessioni. L'incontro tenutosi alla presenza dell'onorevole Fitto e dell'onorevole Distaso non è stato da noi organizzato per affrontare temi di politica locale – spero il Sindaco non si sia illuso cosi tanto da credere di essere stato motivo dell'incontro del Pdl - bensì occasione politica, alla pari delle altre, offerta alla città per affrontare il tema delle imminenti consultazioni elettorali. Mi auguro, illudendomi, che il Sindaco sia stato male informato e spero vorrà essere cosi intelligente da rivedere il suo dire sgarbato quando parla di illegalità Berlusconiana. Non sarò certo io a difendere Berlusconi e le sue, tutte ancora da dimostrare illegalità, ma il suo dire offende e soprattutto dimentica chi, appartenente alla sua parte politica, soffre delle stesse questioni. Ricordo a me stesso i vari Penati, Tedesco, Monte dei Paschi ecc., e spero, per il bene dell'Italia intera, che anche loro siano capaci di dimostrare la loro estraneità.

Veniamo però alle questioni locali, e se permette sviluppiamo insieme considerazioni ad alta voce. Rimanendo nell'alveo della politica, ci piacerebbe sapere dal Sindaco se è vero o no che ha costretto alle dimissioni "spontanee" l'assessore Lorenzo Carbone, se è vero o no che ha "commissariato" la giunta, se è vero o no che alcuni consiglieri eletti in maggioranza, non oggi ma già all'indomani della sua vittoria, hanno deciso di non darLe più fiducia, se è vero o no che ha potuto consumare gli ultimi consigli comunali solo grazie alla presenza in aula di consiglieri eletti all'opposizione. Sappiamo della sua onestà e auspico non sia il Sindaco, negando l'evidenza e nascondendo la verità, a far aumentare i dubbi e i malcontenti. Valente crede sia stato un merito aver ammesso l'esistenza della crisi della sua maggioranza - a poco meno di 9 mesi dalla sua elezione - o forse non sarebbe stato più giusto dire alla città che non aveva altre scelte, a parte quella di ricorrere al mago Silvan per provare ad imboscare l'evidenza?

Certo, l'appello del primo cittadino ha fatto breccia nei cuori teneri e nelle menti intelligenti di alcuni consiglieri di opposizione, che per il bene della città gli hanno dato soccorso, mentre lo stesso appello ha inaridito il cuore e offuscato le menti di quei consiglieri eletti con lui e grazie ai quali lui oggi si fregia di essere Sindaco. Consiglieri che hanno condiviso, partecipato, magari migliorato la sua campagna elettorale, la sua voglia di "CambiaMento", il suo programma - a proposito la città aspetta il resoconto dei suoi primi 100 giorni -. Il Sindaco mi riconosce una valenza politica, mi da del navigato e se è un complimento Lo ringrazio e per questo si lasci dire alcune altre cose. Anche la passata amministrazione perse consiglieri eletti in maggioranza, senza i quali la stessa si reggeva con un solo voto in più – il famoso 16°-, ma non per questo quella maggioranza di centrodestra si permise di pensare al coinvolgimento dell'opposizione in modo singolo pescando tra i pur tanti malcontenti dei consiglieri allora presenti. So che il mio dire non è né nuovo né estraneo al Sindaco: in fondo all'epoca dei fatti era in aula con noi, e se vorrà gli farò dono delle sue dichiarazioni, sono registrate, delle sedute di quei consigli comunali. Il nostro non era orgoglio, arroganza o peggio il non voler bene alla città. No, illustre Sindaco: il nostro era, è sempre e solo lo sarà, coerenza, rispetto e serietà verso la città e gli elettori di quella maggioranza. Non ci siamo piegati alle motivazioni e pretese pseudo-politiche di nessuno, sapendo che dietro quella decisione sofferta, c'erano molte certezze. La prima era quella della conclusione anticipata della nostra esperienza amministrativa, la seconda era il periodo di commissariamento e della possibile frenata amministrativa, la terza, e non ultima in ordine di importanza, era quella di sostituire una classe dirigente fallimentare con una più produttiva, più operativa, più fruttifera, più brillante. Tutto, veramente per il bene della nostra Gravina.

Al Sindaco di oggi, se posso, tocca fare le stesse riflessioni e, chiuso nel conclave con i suoi consiglieri eletti e non, giovani e vecchi volponi, venga a raccontare alla città e alla vera opposizione politica purtroppo non presente in aula, i fatti e i misfatti del nostro comune, provi a togliersi l'etichetta del giovane-vecchio telecomandato a distanza, che gli è stata appiccicata addosso dagli stessi uomini che oggi, da lui chiamati in soccorso, si oppongono senza opporsi pronti a sostituirsi ai "dissidenti". Quelli stessi uomini che non le alzeranno la mano a gratis, o come dice lui, per il bene comune.

Insomma Valente faccia il Sindaco della sua città, cosi come dice sul sito istituzionale del nostro comune, quando si presenta con un "Benvenuti nella mia città: Dott. Alesio Valente - sindaco di Gravina in Puglia" - a proposito non sarebbe più onesto dare il benvenuto nella nostra città?-, faccia prevalere il buonsenso e l'intelligenza, sapendo che rischia di andare a casa, che arrivi un periodo di commissariamento, ma che, anche Lei oggi, come noi allora, possa smaniare per una classe dirigente migliore… naturalmente tutto ciò vale se lui vuole effettivamente bene alla sua città più che alla sua poltrona e al suo orgoglio politico.

Con la stima di sempre.
Michele Lorusso

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Pubblichiamo ben volentieri la sua lettera, consapevoli che anche attraverso questa via sia possibile favorire il dibattito sulle reali cause della crisi amministrativa che investe da mesi la pur giovane amministrazione comunale gravinese. Il sindaco, se vorrà, le risponderà: c'è spazio anche per lui.

Mi consenta una sola osservazione: nel suo intervento alla manifestazione del Pdl, quello che ha poi originato il dibattito a mezzo stampa col primo cittadino, Ella ebbe a denunciare, testualmente, "'l'acquisto di consiglieri" da parte del sindaco Valente. Oggi chiede al primo cittadino trasparenza e coerenza. Ma non sarebbe stato esempio di trasparenza e coerenza spiegare il senso delle sue parole e precisare chi siano, ammesso che ve ne siano, i consiglieri comprati o venduti, ed a quale prezzo?

La politica ha bisogno di verità. E le parole dette a metà sono o mezza verità o bugie intere. Non crede?

Cordialmente
Gianpaolo Iacobini
Coordinatore editoriale Gravinalife
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