Cibus in tabula

Celiachia: una malattia non più rara

Da quella infantile a quella subclinica: ecco i sintomi


Nella sua definizione più recente la celiachia è intesa come "intolleranza al glutine geneticamente determinata".

Il glutine è una proteina contenuta in alcuni cereali tra cui, i più comuni, frumento, farro, segale, orzo e avena. In particolare la frazione tossica del glutine è rappresentata dalla sua componente alcol solubile, la gliadina, la cui percentuale varia a seconda del tipo di cereale considerato. Ad esempio, in 100 grammi di farro sono presenti mediamente 5 grammi di gliadina; 100 grammi di frumento estivo ne può contenere circa 7,38 grammi.

In un soggetto celiaco sono sufficienti pochissime quantità di glutine, dell'ordine di milligrammi, per manifestare gli effetti massimi della malattia. Che cosa provoca?

L'ingestione di glutine provoca un'abnorme risposta immunitaria a livello dell'intestino tenue, in particolare una regressione dei villi intestinali, fondamentali per l'assorbimento dei nutrienti. Attualmente, con l'affinamento delle tecniche diagnostiche e i diversi studi di ricerca, si è appurato che la malattia celiaca non è una malattia infettiva e neanche una malattia rara: infatti, è l'intolleranza alimentare più diffusa del mondo occidentale.

Si può essere predisposti alla celiachia e può presentarsi in diverse forme, indipendentemente dal sesso e dall'età, ed essere influenzati da molteplici fattori ambientali.

La celiachia infantile si manifesta in genere dopo alcuni mesi dallo svezzamento, nel momento in cui vengono introdotti nella dieta i primi alimenti contenenti glutine (farina lattea, biscotti, semolino, pastina), provocandone diarrea, inappetenza, distensione addominale. Tuttavia può succedere che la malattia si manifesti in età avanzata, come nel caso di celiachia atipica o subclinica, presentando sintomi facilmente confondibili con altre patologie, rendendo difficile la diagnosi o ritardandola. In assenza di sintomi, ma in presenza di alterazioni della mucosa intestinale, si parla di celiachia silente. Si parla invece di celiachia potenziale quando vengono trovati nel sangue i marcatori sierologici della celiachia, non manifestando i tipici sintomi. Una volta determinata la diagnosi, l'unica terapia per la malattia celiaca è una dieta contenente alimenti privi di glutine e… tanta attenzione alle etichette dei prodotti industriali!

In natura ci sono diversi esempi di alimenti privi di glutine come il riso, il mais, il sesamo, il grano saraceno, i legumi e con un po' di fantasia si possono creare delle gustose ricette. Tuttavia cambiare le abitudini alimentari non è cosa semplice. Alcune industrie alimentari si sono impegnate, per andare incontro alle esigenze dei consumatori, anche alla realizzazione di prodotti senza glutine e sono riconoscibili dalla presenza del marchio di una spiga di grano sbarrata. Per tutti gli alimenti industriali, ma anche nei farmaci, è necessario leggere sempre bene le etichette: amido, farina, malto, proteine vegetali, germe di grano, fibra, potrebbero nascondere il glutine se non ne viene specificata la provenienza botanica. È importante anche porre molta attenzione per evitare la contaminazione, rispettare tutte le norme igieniche (come lavare accuratamente le mani, le superfici sporche di farina). L'attenzione all'alimentazione può portare col tempo alla regressione dei sintomi del celiaco fino a sperare col tempo di condurre una vita normale.

Per la complessità del caso, soprattutto per la diagnosi e la cura, questi sono solo alcuni spunti. E' bene comunque non adottare soluzioni "fai da te". Preme infine sottolineare quanto una corretta alimentazione possa contribuire fortemente a migliorare le condizioni di vita e salute.
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