
Eventi
Unità d’Italia e forze armate a difesa della libertà
A Gravina la cerimonia di commemorazione per i caduti di tutte le guerre e del lavoro.
Gravina - mercoledì 4 novembre 2026
14.25
Unità, libertà e pace sono valori da difendere e coltivare ogni giorno. Concetti di estrema attualità che risuonano nelle parole di chi oggi, 4 novembre, ha reso omaggio all'Unità Nazionale, festeggiando anche le Forze Armate.
Le celebrazioni odierne sono un richiamo a quel 4 novembre 1918 in cui è entrato in vigore l'armistizio di Villa Giusti con il quale si considerava concluso per la nazione italiana il primo conflitto mondiale. Un momento storico da celebrare soprattutto per ricordare quanti hanno dato la vita per difendere la propria nazione.
E proprio per custodire la memoria del passato e guardare al futuro che questa mattina a Gravina, dinanzi al monumento ai caduti, presso la villa comunale, ha preso il via una cerimonia di commemorazione per i caduti di tutte le guerre e del lavoro.
A presiedere l'evento, oltra ai rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell'ordine e i reduci dei combattenti, dinanzi ad un gruppo di giovani studenti schierata ai piedi del monumento, anche il cappellano militare Don Saverio Ciaccia che ha spiegano ai giovanissimi alunni il significato di questa giornata, del monumento e dei nomi che sono affissi su di esso.
"Oggi siamo qui a ricordare i servi dell'amore e della pace che si sono sacrificati al servizio della Patria" - ha detto il sacerdote. Poi, un passaggio particolarmente toccante del suo intervento lo si è avuto quando Don Saverio ha chiesto un caloroso applauso per i quattro militari deceduti qualche giorno orsono per un incidente in elicottero.
Sul concetto di libertà, invece, si è soffermato l'assessore Leo Vicino, intervenuto a nome dell'amministrazione comunale.
"La libertà è un bene prezioso" - ha detto Vicino, ricordando come il motto della giornata scelto per questo 2026 è "Forze Armate a difesa della nostra libertà". Un concetto quello di liberta – ha sottolineato Vicino- spesso dato per scontata dalle giovani generazioni, che dovrebbero però celebrare coloro che l'hanno resa possibile e che la garantiscono quotidianamente con il proprio lavoro: per questo bisogna rendere loro omaggio.
Dal monumento ai caduti poi ci si è spostati a quello dedicato ai lavoratori per poi proseguire verso il sacrario militare presso il cimitero, dove si è conclusa ma manifestazione.
Le celebrazioni odierne sono un richiamo a quel 4 novembre 1918 in cui è entrato in vigore l'armistizio di Villa Giusti con il quale si considerava concluso per la nazione italiana il primo conflitto mondiale. Un momento storico da celebrare soprattutto per ricordare quanti hanno dato la vita per difendere la propria nazione.
E proprio per custodire la memoria del passato e guardare al futuro che questa mattina a Gravina, dinanzi al monumento ai caduti, presso la villa comunale, ha preso il via una cerimonia di commemorazione per i caduti di tutte le guerre e del lavoro.
A presiedere l'evento, oltra ai rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell'ordine e i reduci dei combattenti, dinanzi ad un gruppo di giovani studenti schierata ai piedi del monumento, anche il cappellano militare Don Saverio Ciaccia che ha spiegano ai giovanissimi alunni il significato di questa giornata, del monumento e dei nomi che sono affissi su di esso.
"Oggi siamo qui a ricordare i servi dell'amore e della pace che si sono sacrificati al servizio della Patria" - ha detto il sacerdote. Poi, un passaggio particolarmente toccante del suo intervento lo si è avuto quando Don Saverio ha chiesto un caloroso applauso per i quattro militari deceduti qualche giorno orsono per un incidente in elicottero.
Sul concetto di libertà, invece, si è soffermato l'assessore Leo Vicino, intervenuto a nome dell'amministrazione comunale.
"La libertà è un bene prezioso" - ha detto Vicino, ricordando come il motto della giornata scelto per questo 2026 è "Forze Armate a difesa della nostra libertà". Un concetto quello di liberta – ha sottolineato Vicino- spesso dato per scontata dalle giovani generazioni, che dovrebbero però celebrare coloro che l'hanno resa possibile e che la garantiscono quotidianamente con il proprio lavoro: per questo bisogna rendere loro omaggio.
Dal monumento ai caduti poi ci si è spostati a quello dedicato ai lavoratori per poi proseguire verso il sacrario militare presso il cimitero, dove si è conclusa ma manifestazione.







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