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Sanità, mobilità passiva

Conca: Un problema risolvibile con volontà e competenza

"I 234 milioni di euro all'anno di mobilità passiva, che la Puglia spende per pagare le cure dei pugliesi effettuate fuori regione, sono un problema arginabile ma servono volontà e competenza. Se, in mancanza di queste, si decide di proseguire attuando politiche scellerate di non razionalizzazione della spesa e delle strutture, di mancata programmazione e di spreco, si abbia il coraggio di dire che si sta procedendo nella direzione di privatizzare la sanità pubblica".
Lo dichiara il consigliere regionale M5S Mario Conca, componente della III Commissione sanità in replica alle dichiarazioni del commissario dell'Ares Ruscitti, il quale ha affermato che la Puglia è già in possesso della dotazione tecnologica sufficiente e che vanno semplicemente informati i cittadini. "Dichiarazioni di un'ovvietà disarmante e purtroppo nemmeno isolate, - commenta Conca - per ridimensionare l'inutile spreco della mobilità passiva serve ben altro".

Il consigliere pentastellato elenca alcuni degli interventi necessari a raggiungere tale obiettivo tra cui l'eliminazione degli anacronistici tetti di spesa e l'adozione dei costi standard; la creazione di reti nodali ottimizzando le risorse finanziarie e umane negli ospedali pubblici; la possibilità di sforamento del budget di spesa anche alle strutture no profit che non fanno selezione al CUP o che non si occupino solo delle specialità ad alta complessità "ovviamente dopo aver sfruttato tutte le inespresse potenzialità del "pubblico". Per non costringere le nostre famiglie ai costosi (anche in termini di relazioni parentali) viaggi della speranza, si devono muovere i medici e non i pazienti"; l'adeguamento dei DRG alle più recenti soluzioni chirurgiche a pacchetto, ad esempio quelli relativi alle ablazioni, per consentire di realizzare più interventi a parità di spesa, evitando interventi inutili in strutture non adeguate. E in ultimo, l'adeguamento dell'offerta universitaria alle reali esigenze del settore "ad esempio allargando il numero chiuso per anestesisti, che oggi non garantiscono il fabbisogno, programmando per tempo le diverse specialità. Fra qualche anno infatti, se non correremo ai ripari, mancheranno 45 nefrologi per via delle gobbe pensionistiche".

"A che serve - commenta Conca - pensare di risparmiare, invano, fissando i tetti di spesa in Puglia se contestualmente si portano i pugliesi in Campania, e viceversa, per interventi cardiovascolari che ci costano il 30% in più? - e prosegue insistendo sulla necessità di creazione di reti nodali - Se una struttura complessa dell'ospedale X può operare solo mezza giornata a settimana perché le sale operatorie non sono tutte disponibili per mancanza di personale, perché non andare in team a dar manforte dove le sale sono operative, evitando così di portarsi i pazienti nelle cliniche private o incanalarle nella mobilità passiva? Tutte soluzioni che ottimizzando il sistema permetterebbero un risparmio notevole per il bilancio anziché continuare ad esporre le casse regionali alle speculazioni dei privati. Se l'assessore alla Sanità - conclude - non ci ha pensato accolga i nostri suggerimenti, se invece ci ha pensato ma preferisce non scontentare i privati, se ne prenderà le responsabilità davanti ai pugliesi. La salute è un diritto da garantire a tutti, non solo a chi ha i soldi per curarsi".
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