pulizia della gravina
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La città

Presunto ordigno nella Gravina, emergono particolari del ritrovamento

Rinvenuto durante un intervento di pulitura del costone da parte di alcuni volontari

Emergono ulteriori particolari circa il ritrovamento di un presunto ordigno sul costone della Gravina nella parte sottostante la chiesa rupestre di San Michele delle Grotte.
Secondo quanto appreso, a rinvenire il presunto residuo bellico è stato un gruppo di volontari capitanati dal consigliere comunale Carlo Loiudice, mentre erano intenti ad effettuare un intervento di rimozione dei rifiuti nella parte del canyon sottostante il belvedere del rione Fondovico.

A raccontarci come sono andate le cose è stato proprio il consigliere comunale. "Eravamo intenti nelle operazioni di pulitura della gravina dai rifiuti, quando abbiamo visto qualcosa che all'apparenza sembrava un ordigno bellico. Non certi di cosa fosse, abbiamo subito allertato il 112. Sul posto sono giunti gli agenti della Polizia di Stato ai quali abbiamo mostrato la foto del presunto ordigno che, ovviamente non abbiamo toccato. La certezza che possa trattarsi veramente di un ordigno non c'è perché nella zona ci sono rifiuti stratificati da decenni e quindi, per evitare qualsiasi problema gli agenti hanno interdetto l'area".

Il gruppo di volontari composto da Carlo, Claudio, Artur e Mino, si era recato sul belvedere prospicente la gravina nel rione Fondovico armati di corde, guanti, buste, carrucole e soprattutto di buona volontà per effettuare un lavoro di pulizia straordinaria della gravina.

Perché- spiega il consigliere comunale- "amare Gravina significa anche prendersene cura in prima persona e proteggerla".

Con questo spirito i quattro volontari, sensibili ai temi ambientali, si sono calati con le imbracature sul costone della gravina, provando a recuperare per quanto possibile, decine di quintali di rifiuti che facevano bella mostra di sé sul belvedere del rione Fondovico, attirando purtroppo l'attenzione anche di numerosi visitatori.

"Abbiamo recuperato quintali di plastica e ce ne sono ancora altri, perché purtroppo sono ormai sedimentati. Oltre a quelli, abbiamo rinvenuto una bicicletta, un decespugliatore, un passeggino, una pedana, ma anche diversi giocattoli da bambino" – ha raccontato il consigliere comunale.

"Sempre meglio dell'ultimo intervento effettuato presso il belvedere della cattedrale, in cui recuperammo sanitari completi per un bagno intero" - afferma con ironia Loiudice, che sottolinea come tutti quei rifiuti, oltre a danneggiare l'ambiente, rappresentino anche un danno di immagine per la città, "una ferita per la nostra terra".

Non è la prima volta che il gruppo di volontari si cala nella gravina per una raccolta straordinaria di rifiuti.

Interventi simili sono stati effettuati circa una volta all'anno. La rimozione dei rifiuti ha riguardato il Belvedere di via giudice Montea e prima ancora la Gravina vicino al ponte acquedotto, ma anche il Belvedere della cattedrale, nella parte più impervia della pineta e nell'area della gravina retrostante lo stadio.

"Sempre scendendo giù nella Gravina e recuperando grossi rifiuti" - conclude Loiudice, che preannuncia come per la prossima primavera, sia stato già programmato un nuovo intervento, ancora da calendarizzare, che il consigliere comunale intende promuovere attraverso i canali istituzionali, per coinvolgere e chiamare a raccolta la cittadinanza attiva, per contribuire fattivamente all'iniziativa.

Per ciò che riguarda il presunto residuo bellico, bisognerà attendere la bonifica dell'area da parte delle forze dell'ordine competenti, così da capire se si è rinvenuto effettivamente un ordigno, oppure si è trattato fortunatamente solo di un falso allarme, anche perché in questi casi la prudenza non è mai troppa.
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