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Quando la politica la fanno i cattolici

Il Forum delle associazioni discute di famiglia e fisco. Confronto con le forze politiche in vista delle elezioni.

Nella sala convegni del seminario diocesano, domenica mattina, il Forum delle associazioni cattoliche gravinesi -composto da Agesci, Azione cattolica, Comunione e Liberazione, Comunità di Gesù, Gioventù Francescana, Movimento adulti scout cattolici italiani, Pensare Politicamente, Rinnovamento nello Spirito, Terzo ordine francescano, Unione cristiana imprenditori dirigenti - ha fatto il punto sull'impegno politico dei cattolici.

Tre i punti fondamentali discussi durante i lavori: la famiglia, il fisco e le imprese, la crisi educativa e occupazionale. Sono intervenuti l'ex vicesindaco di Brindisi, Paola Baldassarre, dell'Udc; la candidata al Senato Gilda Binetti, del Pd; il coordinatore provinciale del Pdl, Antonio Distaso, e infine il capolista alla Camera per "Fare per Fermare il Declino", Paolo Esposito. Nessuno ha preso la parola per gli altri due principali schieramenti in lizza: "Rivoluzione Civile", che sostiene Antonio Ingroia (pare perchè non invitata) e il Movimento Cinque Stelle, di Beppe Grillo. Presenti invece in sala, tra gli altri, anche l'assessore comunale al bilancio, Nicola Lagreca, ed il consigliere regionale del Pdl, Ignazio Zullo.

In apertura del dibattito, il moderatore Lillino Tarantino (portavoce del Forum), ha spiegato: "Il Forum vuole dare un contributo alle nostre istituzioni". "E' importante sottolineare la funzione sociale della chiesa", ha affermato la Baldassarre aprendo la serie degli interventi. "Noi cattolici - ha aggiunto - siamo chiamati responsabilmente a far emergere questi aspetti di individualizzazione e crisi valoriale che mina le basi della famiglia stessa. Pensiamo al ruolo dei media: la mia non vuole essere una considerazione omofoba, ma il giorno di san Valentino abbiamo privilegiato una coppia omosessuale e nessuno si è sognato di esaltare una famiglia con tanti figli, magari anche disabili che affrontano le difficoltà di tutti i giorni. La politica deve intervenire e sostenere la famiglia attraverso l'associazionismo, non solo nel suo percorso fiscale ma anche in quelli educativi, mostrando cosa fare, come inizia questo percorso e come percorrerlo".

La Binetti, dal canto suo, ha commentato la materia fiscale da una prospettiva imprenditoriale: "E' assurdo che a me imprenditore un lavoratore costi quattromila euro al mese per garantire a lui di guadagnarne poco più di millecinquecento: è un sistema che agisce male sulla competitività delle nostre aziende. Abbiamo accettato per troppi anni un modello di competitività basato sulla compressione dei salari, quando invece dobbiamo approntare un nuovo piano di politica industriale. L'ultimo risale al governo Prodi: dobbiamo valorizzare le eccellenze, capire quali sono i settori nei quali dobbiamo investire, quello che non possiamo fare e che invece abbiamo fatto è pensare di abbassare i salari". E sull'evasione fiscale: "Parliamo di cinquanta, sessanta miliardi che costituiscono il 10% della spesa pubblica. Dobbiamo essere convinti e concreti su questo tema".

Sulla questione delle imposte, invece tutti i programmi politici sono sembrati prendere atto della necessità di eliminare progressivamente "l'odiosa tassa dell' Irap", citando ancora la Binetti. "Siamo sicuramente tutti d'accordo, proponiamo di ridurla in cinque anni", ha confermato Distaso, che sulla questione della tracciabilità dei pagamenti ha poi chiosato: "Bersani propone l'abbassamento della soglia di tracciabilità del contante a trecento euro: questo dal mio punto di vista si chiama Stato invasivo, questo significa entrare nelle vite delle famiglie", ha aggiunto: "Ci sono stati interventi dalla banca centrale europea per aiutare il nostro Paese ma non si sa che fine abbiano fatto i soldi che le banche hanno ricevuto. I finanziamenti che arrivano dalla banca centrale europea devono essere investiti nelle imprese, nei giovani e nelle famiglie". Anche Paolo Esposito ha concordato: "Noi abbiamo proposto la riduzione dell'Irap in cinque anni".

Accomunati da una prospettiva lungimirante in fatto di educazione ed occupazione, mirante ad investire fondi nella ricerca e nell'istruzione, ciascuno dei protagonisti del dibattito ha infine ciò che i partiti e le coalizioni di appartenenza si impegneranno a fare i propri partiti si impegneranno a fare dopo le elezioni.

(a cura di Ilaria Logruosso)
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