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Passio Christi, un’esperienza viva, non solo una rappresentazione
Primo appuntamento: L’ingresso a Gerusalemme, l’Ultima Cena e la redenzione di Longino. Prossimo e ultimo atto, sabato 28 marzo
Gravina - domenica 22 marzo 2026
11.18
Un uomo entra in città. Avanza su un asino, mentre la folla lo accoglie con rami d'ulivo e di palma e speranze. È l'ingresso a Gerusalemme. È l'inizio della Passione.
Tutto questo è andato in scena ieri 21 marzo a Gravina, nel primo con la Passio Christi – la rappresentazione vivente della Passione di Gesù alla sua XXII edizione.
Da via Guglielmo Marconi, ex via Beccherie, l'ingresso in piazza Notar Domenico di un momento importante della storia universale della vita di Gesù, un cammino antico, dunque, che attraversa i secoli e torna vivo sulle chianche del nostro centro storico.
L'attesa, i volti, gli abiti storici, il chiasso festante, i figuranti: adulti e bambini della nostra città, i gravinesi e i visitatori rivivono il passato in una interazione di gioia che anticipa il sentimento e la narrazione, nei vangeli di Matteo, Marco, Luca, Giovanni, ricordata dalla liturgia Cristiana nella Domenica delle Palme.
Piazza Benedetto XIII, disvela in prospettiva l'edificio storico dell'ex convento della Chiesa di Santa Maria ed il luogo intimo del suo chiostro che continua ad accogliere, dunque, la storia e dalla gioia nell'agitazione di quei rami, passo dopo passo, si raggiungere un momento successivo, distinto, in cui si esplicita un salto temporale ed anche l'atmosfera si trasforma, la luce diventa soffusa, le pietre del chiostro ed il colonnato accolgono un registro diverso: gli stessi visitatori, le scuole accorse, i figuranti si zittisco.
E' il momento della riflessione e della consapevolezza: si mette in scena, con la regia di Tommaso Acquafresca, l'atto successivo del 2026, si assiste all'ultimo pasto che Gesù fece con gli apostoli prima della Crocifissione.
Più turni, una scena della durata di 30 min, una scenografia storica curatissima, l'interpretazione degli apostoli e di Christian Divella, l'ultima volta nelle vesti di Gesù, ed il contributo di tanti che hanno sostenuto il progetto, ringraziati, ancora una volta, a fine serata dalla presidente di APS PASSIO CHRISTI Angelica Tarantino, decretano il successo anche di questo appuntamento dell'edizione 2026.
Ma a sorprendere è ancora una volta la commozione, il coinvolgimento, il sentimento rivissuto in cui si riconosce ogni credente e l'umanizzazione del momento della passione – grande valore aggiunto- rivissuta secondo lo sguardo ed il monologo di Longino, interpretato magistralmente da Tiziano Carlucci, il soldato romano che trafisse il costato di Gesù Crocifisso che, in un flashforward, proietta nel futuro rispetto alla linea temporale della storia, l'osservatore: si ribalda la percezione della scena, il sangue sul suo volto non lascia dubbi, diventa presagio di morte, della Passione di Gesù già compiuta, e, nello stesso tempo, espressione di pentimento vero del soldato, il suo atto di redenzione. La contrapposizione è forte e si intreccia in un fil rouge narrativo chiaro di speranza, annunciata dall'irruzione di un bambino nella scena (Natan Forzati), figlio della guerra, al quale Gesù offre il pane e tramanda, utilizzando solo la gestualità, i suoi insegnamenti.
È questo il valore più profondo di questa manifestazione: il saper riuscire sempre a trasmettere l'emotività del dramma e riconoscere la speranza di una storia capace di raccontare, ancora oggi, un senso di riconoscimento, un frammento di ciascuno di noi da rivivere nella Settima Santa prima della Pasqua.
L'appuntamento, capace di coinvolgere la comunità e valorizzare anche il patrimonio storico della città, come sottolinea il sindaco Lagreca- è al prossimo sabato 28 marzo con la rappresentazione vivente ed itinerante degli ultimi attimi di vita vissuti da Gesù e la Crocifissione sul Pianoro archeologico della Madonna della Stella.
Tutto questo è andato in scena ieri 21 marzo a Gravina, nel primo con la Passio Christi – la rappresentazione vivente della Passione di Gesù alla sua XXII edizione.
Da via Guglielmo Marconi, ex via Beccherie, l'ingresso in piazza Notar Domenico di un momento importante della storia universale della vita di Gesù, un cammino antico, dunque, che attraversa i secoli e torna vivo sulle chianche del nostro centro storico.
L'attesa, i volti, gli abiti storici, il chiasso festante, i figuranti: adulti e bambini della nostra città, i gravinesi e i visitatori rivivono il passato in una interazione di gioia che anticipa il sentimento e la narrazione, nei vangeli di Matteo, Marco, Luca, Giovanni, ricordata dalla liturgia Cristiana nella Domenica delle Palme.
Piazza Benedetto XIII, disvela in prospettiva l'edificio storico dell'ex convento della Chiesa di Santa Maria ed il luogo intimo del suo chiostro che continua ad accogliere, dunque, la storia e dalla gioia nell'agitazione di quei rami, passo dopo passo, si raggiungere un momento successivo, distinto, in cui si esplicita un salto temporale ed anche l'atmosfera si trasforma, la luce diventa soffusa, le pietre del chiostro ed il colonnato accolgono un registro diverso: gli stessi visitatori, le scuole accorse, i figuranti si zittisco.
E' il momento della riflessione e della consapevolezza: si mette in scena, con la regia di Tommaso Acquafresca, l'atto successivo del 2026, si assiste all'ultimo pasto che Gesù fece con gli apostoli prima della Crocifissione.
Più turni, una scena della durata di 30 min, una scenografia storica curatissima, l'interpretazione degli apostoli e di Christian Divella, l'ultima volta nelle vesti di Gesù, ed il contributo di tanti che hanno sostenuto il progetto, ringraziati, ancora una volta, a fine serata dalla presidente di APS PASSIO CHRISTI Angelica Tarantino, decretano il successo anche di questo appuntamento dell'edizione 2026.
Ma a sorprendere è ancora una volta la commozione, il coinvolgimento, il sentimento rivissuto in cui si riconosce ogni credente e l'umanizzazione del momento della passione – grande valore aggiunto- rivissuta secondo lo sguardo ed il monologo di Longino, interpretato magistralmente da Tiziano Carlucci, il soldato romano che trafisse il costato di Gesù Crocifisso che, in un flashforward, proietta nel futuro rispetto alla linea temporale della storia, l'osservatore: si ribalda la percezione della scena, il sangue sul suo volto non lascia dubbi, diventa presagio di morte, della Passione di Gesù già compiuta, e, nello stesso tempo, espressione di pentimento vero del soldato, il suo atto di redenzione. La contrapposizione è forte e si intreccia in un fil rouge narrativo chiaro di speranza, annunciata dall'irruzione di un bambino nella scena (Natan Forzati), figlio della guerra, al quale Gesù offre il pane e tramanda, utilizzando solo la gestualità, i suoi insegnamenti.
È questo il valore più profondo di questa manifestazione: il saper riuscire sempre a trasmettere l'emotività del dramma e riconoscere la speranza di una storia capace di raccontare, ancora oggi, un senso di riconoscimento, un frammento di ciascuno di noi da rivivere nella Settima Santa prima della Pasqua.
L'appuntamento, capace di coinvolgere la comunità e valorizzare anche il patrimonio storico della città, come sottolinea il sindaco Lagreca- è al prossimo sabato 28 marzo con la rappresentazione vivente ed itinerante degli ultimi attimi di vita vissuti da Gesù e la Crocifissione sul Pianoro archeologico della Madonna della Stella.













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