
attualità
La cena della discordia
L’evento sul ponte acquedotto divide l’opinione pubblica.
Gravina - martedì 8 settembre 2026
8.20
A distanza di qualche giorno dall'evento, la cena della discordia continua a far parlare di sé. La cena sul ponte acquedotto svoltasi nella serata dello scorso venerdì ha portato con sé commenti positivi e polemiche.
L'evento denominato "Outstanding in the Field" è un progetto internazionale nato negli USA e prevede l'organizzazione di serate gastronomiche ubicate in location fuori dal comune, utilizzando un pool di chef, produttori e materie prime del territorio. Tra queste esclusive location in giro per il mondo, gli organizzatori hanno scelto il ponte acquedotto.
I fortunati commensali hanno sborsato 390 dollari per partecipare a questa esclusiva iniziativa, con il ponte orsiniano trasformatosi in un ristorante a cielo aperto, che ha accolto 110 partecipanti al banchetto, in una unica tavolata lunga decine di metri. Come preludio alla serata c'è stato un aperitivo nelle campagne dell'azienda Botromagno.
Un evento esclusivo e suggestivo che non ha però convinto tutti.
Infatti, se da un lato c'è chi plaude all'iniziativa affermando che si tratti di un importante operazione di marketing territoriale che consente al nostro monumento simbolo e di conseguenza all'intera città di essere conosciuta in numerosi Paesi del mondo; di contro c'è chi, invece, è preoccupato per le sorti del nostro ponte acquedotto e per la possibilità che possa essere messo in pericolo per un uso distorto e un abuso di concessione per eventi privati che non hanno un rientro reale per la città.
Tra gli scettici anche il consigliere comunale Saverio Verna che, preannunciando una formale interrogazione all'amministrazione, ha deciso di affidare ai social le sue perplessità.
"Ci ritroviamo di nuovo di fronte alle stesse criticità di due anni fa: la concessione di un bene storico per un evento privato senza chiarezza sulle autorizzazioni, a scapito della sicurezza e del rispetto per il nostro patrimonio" - ha scritto il consigliere di UnaBellaStoria. Il riferimento di Verna è ad un matrimonio celebrato qualche tempo fa, che suscitò un certo clamore.
A rispondere al consigliere comunale sempre attraverso i social è stato Beniamino D'Agostino, tra i protagonisti coinvolti nell'evento, che ha voluto in qualche maniera fugare i dubbi di Verna.
"Era un evento organizzato da una associazione internazionale che ha chiesto tutti i permessi, ottenendo l'autorizzazione dalla Soprintendenza- spiega D'Agostino-. Ha pagato l'occupazione del suolo pubblico, ha fatto tutte le dovute richieste a PS e Vigili Urbani, ha dato lavoro ad una trentina di ragazzi di Gravina, ad un ristorante, ad una ditta di trasporti, ad una ditta di catering e attrezzature tutte di Gravina, ha pubblicizzato l'evento sul Suo sito e Venduto i biglietti non per lucrare, ma per recuperare i costi sostenuti, ha fatto lavorare non so quanti bed and breakfast essendoci circa 100 ospiti stranieri ed ha dato visibilità internazionale alla nostra città. Di fatto il comune non centrava nulla con l'evento".
Insomma, tutto in regola, con un ritorno non indifferente per la Città di Gravina -secondo D'Agostino. Una spiegazione che non ha comunque convinto tutti, ma che è stata avvalorata dalle parole del Sindaco Lagreca che, raggiunto da una testata giornalistica nazionale, ha spiegato la posizione dell'amministrazione comunale: "tutto ciò che è bello di Gravina va mostrato e fatto conoscere, superando anche i confini nazionali convinto che "Eventi di questo tipo sono tutti ben accolti, purché non si tratti di una banchettata tra amici".
E dunque, al netto di chi ha ironizzato sulla possibilità di usufruire del ponte acquedotto alla stregua di una qualsiasi sala per festeggiamenti privati, rimane aperta la questione sulla necessità o meno di regolamentare l'uso e tutelare un bene come il ponte, simbolo della città di Gravina.
L'evento denominato "Outstanding in the Field" è un progetto internazionale nato negli USA e prevede l'organizzazione di serate gastronomiche ubicate in location fuori dal comune, utilizzando un pool di chef, produttori e materie prime del territorio. Tra queste esclusive location in giro per il mondo, gli organizzatori hanno scelto il ponte acquedotto.
I fortunati commensali hanno sborsato 390 dollari per partecipare a questa esclusiva iniziativa, con il ponte orsiniano trasformatosi in un ristorante a cielo aperto, che ha accolto 110 partecipanti al banchetto, in una unica tavolata lunga decine di metri. Come preludio alla serata c'è stato un aperitivo nelle campagne dell'azienda Botromagno.
Un evento esclusivo e suggestivo che non ha però convinto tutti.
Infatti, se da un lato c'è chi plaude all'iniziativa affermando che si tratti di un importante operazione di marketing territoriale che consente al nostro monumento simbolo e di conseguenza all'intera città di essere conosciuta in numerosi Paesi del mondo; di contro c'è chi, invece, è preoccupato per le sorti del nostro ponte acquedotto e per la possibilità che possa essere messo in pericolo per un uso distorto e un abuso di concessione per eventi privati che non hanno un rientro reale per la città.
Tra gli scettici anche il consigliere comunale Saverio Verna che, preannunciando una formale interrogazione all'amministrazione, ha deciso di affidare ai social le sue perplessità.
"Ci ritroviamo di nuovo di fronte alle stesse criticità di due anni fa: la concessione di un bene storico per un evento privato senza chiarezza sulle autorizzazioni, a scapito della sicurezza e del rispetto per il nostro patrimonio" - ha scritto il consigliere di UnaBellaStoria. Il riferimento di Verna è ad un matrimonio celebrato qualche tempo fa, che suscitò un certo clamore.
A rispondere al consigliere comunale sempre attraverso i social è stato Beniamino D'Agostino, tra i protagonisti coinvolti nell'evento, che ha voluto in qualche maniera fugare i dubbi di Verna.
"Era un evento organizzato da una associazione internazionale che ha chiesto tutti i permessi, ottenendo l'autorizzazione dalla Soprintendenza- spiega D'Agostino-. Ha pagato l'occupazione del suolo pubblico, ha fatto tutte le dovute richieste a PS e Vigili Urbani, ha dato lavoro ad una trentina di ragazzi di Gravina, ad un ristorante, ad una ditta di trasporti, ad una ditta di catering e attrezzature tutte di Gravina, ha pubblicizzato l'evento sul Suo sito e Venduto i biglietti non per lucrare, ma per recuperare i costi sostenuti, ha fatto lavorare non so quanti bed and breakfast essendoci circa 100 ospiti stranieri ed ha dato visibilità internazionale alla nostra città. Di fatto il comune non centrava nulla con l'evento".
Insomma, tutto in regola, con un ritorno non indifferente per la Città di Gravina -secondo D'Agostino. Una spiegazione che non ha comunque convinto tutti, ma che è stata avvalorata dalle parole del Sindaco Lagreca che, raggiunto da una testata giornalistica nazionale, ha spiegato la posizione dell'amministrazione comunale: "tutto ciò che è bello di Gravina va mostrato e fatto conoscere, superando anche i confini nazionali convinto che "Eventi di questo tipo sono tutti ben accolti, purché non si tratti di una banchettata tra amici".
E dunque, al netto di chi ha ironizzato sulla possibilità di usufruire del ponte acquedotto alla stregua di una qualsiasi sala per festeggiamenti privati, rimane aperta la questione sulla necessità o meno di regolamentare l'uso e tutelare un bene come il ponte, simbolo della città di Gravina.
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