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Ospedale e Sanità

Gravina, 500 famiglie senza pediatra

Mario Conca: «la medicina territoriale deve significare prossimità, non pendolarismo sanitario»

Pubblichiamo di seguito la nota giunta alla redazione da parte del consigliere comunale dei Cittadini Gravinesi Mario Conca.


Dopo la mia nota inviata nelle scorse settimane al Direttore Generale della ASL Bari, dott. Luigi Fruscio, per denunciare l'impossibilità per numerose famiglie gravinesi di iscrivere i propri figli a un pediatra nella nostra città, ho ricevuto un riscontro dalla dott.ssa Anna Maria Quaranta, responsabile della medicina convenzionata della ASL Bari, incaricata di approfondire la questione e fornirmi una risposta.

La ringrazio per la disponibilità e la chiarezza con cui mi ha illustrato una situazione che conferma il problema denunciato, ma ne spiega anche il paradosso.

La carenza dei pediatri, infatti, non viene più determinata guardando esclusivamente al singolo Comune, bensì all'ambito territoriale di riferimento. Gravina viene quindi considerata nell'ambito del Distretto sociosanitario n. 4, insieme ad Altamura, Santeramo e Poggiorsini.

Ed è proprio qui che i numeri amministrativi dell'aggregazione Funzionale Territoriale (AFT), su base distrettuale, finiscono per scontrarsi con la vita reale.

In base ai parametri utilizzati e ad un conteggio matematico, la carenza è stata individuata su Altamura, dove è stato previsto il nuovo incarico. Ma questo non cambia un dato sostanziale, a Gravina ci sono ancora circa 500 famiglie che non hanno la possibilità di iscrivere i propri figli a un pediatra nella propria città.

Sulla carta, dunque, il territorio può risultare coperto. Nella realtà, una famiglia gravinese può essere costretta ad andare ad Altamura anche semplicemente per un bilancio di salute, una visita o una prescrizione.

E non tutti dispongono di un'automobile. Significa affrontare spostamenti con i mezzi pubblici con un neonato, un passeggino e magari altri bambini al seguito.

La medicina territoriale deve significare prossimità, non pendolarismo sanitario.

Dal confronto con la dott.ssa Quaranta è emersa fortunatamente anche una possibile soluzione concreta.

La professionista che assumerà il nuovo incarico ad Altamura dal 17 agosto 2026, la dottoressa Tisci, potrebbe aprire un secondo studio anche a Gravina, garantendo due giorni settimanali di assistenza nella nostra città e consentendo progressivamente di dare una risposta alle famiglie che oggi ne sono prive.

Per questo interesserò il Direttore del Distretto sociosanitario n. 4, dott. Francesco Torres, affinché venga verificata la possibilità di mettere a disposizione della pediatra uno spazio presso il PTA (Presidio Territoriale di Assistenza) di via San Domenico.

Qualora questa soluzione non fosse praticabile, interesserò anche il sindaco di Gravina, Fedele Lagreca, affinché il Comune possa eventualmente individuare e mettere a disposizione un locale idoneo, nelle more che la neo convenzionata dottoressa possa diventare massimalista e, così, affittarne uno personalmente.

Non stiamo parlando di costruire un ospedale né di investire milioni di euro. Bisogna creare le condizioni affinché una pediatra già assegnata al nostro Distretto possa prestare parte della propria attività anche a Gravina.

Nel frattempo ritengo che anche la Regione Puglia debba interrogarsi sull'attuale sistema di determinazione delle carenze. Un criterio matematico applicato a un ambito territoriale più vasto non può diventare un alibi quando produce il risultato paradossale di considerare formalmente coperto un territorio nel quale centinaia di bambini non trovano un pediatra nel proprio Comune.

La mia segnalazione al Direttore Generale Fruscio aveva esattamente questo obiettivo: non limitarsi a denunciare un problema, ma costringere il sistema a guardare ciò che accade realmente sul territorio e individuare una soluzione.

Oggi quella soluzione sembra possibile.

Adesso occorre che ASL Bari, Distretto sociosanitario e Comune di Gravina facciano ciascuno la propria parte, affinché possa essere garantita anche nella nostra città quella medicina di prossimità di cui tanto si parla e che troppo spesso, purtroppo, rimane soltanto sulla carta.

Continuerò a seguire personalmente la vicenda fino a quando non sarà trovata una risposta concreta per quelle circa 500 famiglie gravinesi che oggi sono ancora senza pediatra nella propria città.



Mario Conca
Consigliere comunale
Cittadini Gravinesi

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