
Salute
“NutriColon”: prevenzione, screening e corretti stili di vita
Percorso di educazione alimentare per pazienti, caregiver e familiari
Gravina - domenica 27 settembre 2026
10.01 Comunicato Stampa
La prevenzione comincia a tavola, nella vita di ogni giorno, e riguarda tutti: chi è stato già operato per tumore al colon-retto, il familiare e anche la persona sana che presenta fattori di rischio. È partito nei giorni scorsi il progetto "A scuola di nutrizione: percorso di educazione alimentare per pazienti, caregiver e familiari", una delle attività previste nell'ambito della sperimentazione "NutriColon: promuovere la salute del colon con la corretta alimentazione", attivo da giugno grazie alla collaborazione tra la UOSVD Screening Colon-Retto e il SIAN Area Nord, di cui sono responsabili rispettivamente il dr. Alessandro Azzarone e la dr.ssa Maria Grazia Forte.
L'iniziativa rappresenta un modello innovativo di prevenzione del tumore del colon-retto, perché integra screening, counseling nutrizionale ed educazione ai corretti stili di vita in un unico percorso multidisciplinare, gratuito e centrato sulla persona.
Il progetto si sviluppa attraverso tre assi di intervento. Il primo è dedicato ai cittadini risultati positivi al test per la ricerca del sangue occulto nelle feci ma con colonscopia negativa per neoplasia. Si tratta di persone che, pur non avendo una diagnosi di tumore, rappresentano una popolazione sulla quale è possibile intervenire precocemente per modificare i fattori di rischio e promuovere comportamenti salutari.
Il secondo asse coinvolge i familiari dei pazienti arruolati e i soggetti sani che presentano fattori di rischio o sintomi gastrointestinali rilevanti. Per loro sono previste agende endoscopiche dedicate, con l'obiettivo di favorire una diagnosi precoce e un accesso appropriato ai percorsi di prevenzione.
Il terzo asse è rivolto ai pazienti già operati per tumore del colon-retto e inseriti nel follow-up clinico. In questo caso l'obiettivo è la prevenzione terziaria, riducendo il rischio di recidive attraverso il controllo dei fattori di rischio modificabili e il supporto nutrizionale.
L'integrazione dei tre assi consente di accompagnare le persone lungo tutte le fasi della prevenzione: dalla promozione della salute alla diagnosi precoce, fino alla presa in carico dei pazienti già trattati per la malattia.
Elemento qualificante del progetto è il counseling nutrizionale personalizzato, offerto gratuitamente a tutti i partecipanti e ai loro familiari che scelgono di aderire. L'obiettivo è trasformare le raccomandazioni scientifiche in comportamenti concreti e sostenibili nella vita quotidiana.
«Con NutriColon – spiega il direttore generale Luigi Fruscio - la ASL conferma il proprio impegno nel costruire percorsi sempre più integrati tra prevenzione, assistenza ed educazione sanitaria, mettendo al centro la persona e promuovendo una cultura della salute fondata sulla diagnosi precoce, sulla corretta alimentazione e sull'adozione di stili di vita sani: un'azione di sanità pubblica che parte dalla quotidianità delle persone, dalle loro case prim'ancora che nelle strutture sanitarie».
In questo contesto si inserisce il ciclo di incontri "A scuola di nutrizione", articolato in tre appuntamenti: il primo si è svolto il 24 settembre, mentre i successivi sono programmati per il 22 ottobre e il 26 novembre. Gli incontri sono rivolti a pazienti, caregiver e familiari e hanno lo scopo di fornire strumenti pratici per adottare un'alimentazione equilibrata e stili di vita salutari, riconosciuti tra i principali fattori di prevenzione del tumore del colon-retto.
«NutriColon – sottolinea la dr.ssa Maria Grazia Forte - rappresenta un esempio concreto di integrazione tra i tre livelli della prevenzione. Agisce sulla prevenzione primaria, promuovendo la modifica dei fattori di rischio attraverso l'educazione alimentare e sani stili di vita; sulla prevenzione secondaria, valorizzando il ruolo dello screening, del counseling nutrizionale e dei percorsi endoscopici dedicati; e sulla prevenzione terziaria, accompagnando i pazienti con pregresso tumore del colon-retto nel percorso di follow-up con interventi mirati a ridurre il rischio di recidive».
L'iniziativa rappresenta un modello innovativo di prevenzione del tumore del colon-retto, perché integra screening, counseling nutrizionale ed educazione ai corretti stili di vita in un unico percorso multidisciplinare, gratuito e centrato sulla persona.
Il progetto si sviluppa attraverso tre assi di intervento. Il primo è dedicato ai cittadini risultati positivi al test per la ricerca del sangue occulto nelle feci ma con colonscopia negativa per neoplasia. Si tratta di persone che, pur non avendo una diagnosi di tumore, rappresentano una popolazione sulla quale è possibile intervenire precocemente per modificare i fattori di rischio e promuovere comportamenti salutari.
Il secondo asse coinvolge i familiari dei pazienti arruolati e i soggetti sani che presentano fattori di rischio o sintomi gastrointestinali rilevanti. Per loro sono previste agende endoscopiche dedicate, con l'obiettivo di favorire una diagnosi precoce e un accesso appropriato ai percorsi di prevenzione.
Il terzo asse è rivolto ai pazienti già operati per tumore del colon-retto e inseriti nel follow-up clinico. In questo caso l'obiettivo è la prevenzione terziaria, riducendo il rischio di recidive attraverso il controllo dei fattori di rischio modificabili e il supporto nutrizionale.
L'integrazione dei tre assi consente di accompagnare le persone lungo tutte le fasi della prevenzione: dalla promozione della salute alla diagnosi precoce, fino alla presa in carico dei pazienti già trattati per la malattia.
Elemento qualificante del progetto è il counseling nutrizionale personalizzato, offerto gratuitamente a tutti i partecipanti e ai loro familiari che scelgono di aderire. L'obiettivo è trasformare le raccomandazioni scientifiche in comportamenti concreti e sostenibili nella vita quotidiana.
«Con NutriColon – spiega il direttore generale Luigi Fruscio - la ASL conferma il proprio impegno nel costruire percorsi sempre più integrati tra prevenzione, assistenza ed educazione sanitaria, mettendo al centro la persona e promuovendo una cultura della salute fondata sulla diagnosi precoce, sulla corretta alimentazione e sull'adozione di stili di vita sani: un'azione di sanità pubblica che parte dalla quotidianità delle persone, dalle loro case prim'ancora che nelle strutture sanitarie».
In questo contesto si inserisce il ciclo di incontri "A scuola di nutrizione", articolato in tre appuntamenti: il primo si è svolto il 24 settembre, mentre i successivi sono programmati per il 22 ottobre e il 26 novembre. Gli incontri sono rivolti a pazienti, caregiver e familiari e hanno lo scopo di fornire strumenti pratici per adottare un'alimentazione equilibrata e stili di vita salutari, riconosciuti tra i principali fattori di prevenzione del tumore del colon-retto.
«NutriColon – sottolinea la dr.ssa Maria Grazia Forte - rappresenta un esempio concreto di integrazione tra i tre livelli della prevenzione. Agisce sulla prevenzione primaria, promuovendo la modifica dei fattori di rischio attraverso l'educazione alimentare e sani stili di vita; sulla prevenzione secondaria, valorizzando il ruolo dello screening, del counseling nutrizionale e dei percorsi endoscopici dedicati; e sulla prevenzione terziaria, accompagnando i pazienti con pregresso tumore del colon-retto nel percorso di follow-up con interventi mirati a ridurre il rischio di recidive».
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