rifiuti abbandonati in zona pip
rifiuti abbandonati in zona pip

Cercasi disperatamente senso civico

L'appello di un cittadino

Spettabile Redazione di Gravinalife, redigo e sottoscrivo la presente, chiedendone cortesemente la pubblicazione sul vostro sito internet, al fine di far sentire la mia voce, la voce di un cittadino stanco. Sono stanco, infatti, di assistere inerme, giorno dopo giorno, ad un lento e inesorabile declino, ad un'autentica involuzione sociale e culturale in netta contrapposizione con le aspettative che nutrivo immaginando il futuro della mia città: un "giardino di delizie" - per riprendere la parole di Federico II di Svevia - che si sta trasformando in un arido deserto. Un repentino processo di depauperazione che mi lascia deluso e fortemente sgomento in quanto non riesco a cogliere la messa in atto di iniziative concrete e di gesti tangibili, fatto salvo l'impegno di alcuni volenterosi privati che per forza di cose, senza il sostegno e la fiducia degli organi preposti e degli enti competenti, resta vano. Sono ben consapevole, ahimè, che queste parole, alla stregua di tante altre già proferite da qualcuno prima di me, non riusciranno a smuovere l'animo e la coscienza di una moltitudine di gravinesi che continuano - e continueranno - a restare immobili ed imperturbabili, disinteressati e incuranti della res pubblica, impassibili e sordi di fronte all'improrogabile urlato appello al senso civico.

È stata proprio l'allarmante e persistente situazione di "ordinaria incivilita" che mi ha portato a prendere carta e penna e, quindi, a scrivere. Mi riferisco innanzitutto alle negative conseguenze derivanti dall'introduzione della raccolta differenziata, ossia la presenza di innumerevoli discariche a cielo aperto non soltanto in città, dove al posto dei cassonetti oramai rimossi ci sono cumuli di pattume, ma soprattutto ai cigli delle strade periferiche e di campagna: un riprovevole spettacolo messo in scena da quanti si trincerano dietro l'inescusabile difficoltà riscontrata - a loro dire - nel differenziare i rifiuti. Un rapporto notoriamente spinoso quello intercorrente fra i rifiuti e moltissimi gravinesi, i quali, trovandosi per strada in veste di pedoni piuttosto che di conducenti, si disfano della propria spazzatura gettandola semplicemente in terra in un modo spregiudicatamente naturale. Senza tener conto poi, sempre restando in tema di "inciviltà", delle violazioni del codice della strada che quotidianamente vengono perpetrate mettendo a repentaglio l'incolumità pubblica e causando disagi, non sempre di lieve entità, alla viabilità: circolazioni in contromano, mancate precedenze, soste a ridosso di rampe deputate all'accesso e al passaggio dei disabili e parcheggi selvaggi idonei ad ostacolare il transito di mezzi più ingombranti, quali potrebbero essere, ad esempio, mezzi di soccorso in emergenza.

Tuttavia, non intendo qui limitarmi a proporre l'ennesima denuncia o l'ulteriore segnalazione che, come spesso purtroppo accade, resta confinata alla condivisione e all'assenso di una fetta, più o meno ampia, dell'opinione pubblica. Di fronte a tutto quanto appena sopra descritto, mentre a livello mondiale si cercano soluzioni per affrontare ed arginare una vera e propria "emergenza inquinamento", non si può restare muti o, peggio, indifferenti. Pertanto, in qualità di cittadino, titolare di doveri ma anche di diritti, intendo ottenere delle risposte in prima battuta da chi, nel bene e nel male, rappresenta la città e l'intera cittadinanza, nonché da quanti sono chiamati a curare e tutelare, perseguire e proteggere gli interessi dell'intera collettività. Quali sono, quindi, le soluzioni che si vogliono adottare per salvaguardare non soltanto l'ambiente, il paesaggio e il territorio nostrani ma anche e, soprattutto, la salute della popolazione? Per quanto tempo ancora le bellezze e le virtù di questa città dovranno restare all'ombra, svilite e sopraffatte dall'incuria e dal degrado? Quando verranno finalmente utilizzati appieno gli strumenti sanzionatori e coercitivi che la legge mette a disposizione dei c.d. "addetti ai lavori", anche al fine di addivenire all'auspicato e sempre più impellente "cambiamento sociale"? Si resta in attesa di un gradito e, si spera, pronto riscontro.

da Ignazio Tartaro
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