Inaugurata la mostra di Valeri Tarasov
“Habitat & Dis-Habitat” esplora il rapporto tra luoghi vissuti e abbandonati nella contemporaneità
sabato 30 maggio 2026
9.28
Si è svolta ieri, presso l'ex Convento di Santa Maria di Gravina in Puglia, la cerimonia inaugurale della mostra di arte contemporanea "Habitat & Dis-Habitat" dell'artista Valeri Tarasov, un evento che ha richiamato appassionati d'arte, cittadini e rappresentanti del mondo culturale locale.
L'esposizione, allestita negli spazi dell'antico complesso monastico, propone una riflessione sul rapporto tra uomo, ambiente e trasformazione degli spazi abitativi, attraverso opere che indagano il concetto di appartenenza, memoria e cambiamento.
A portare i saluti istituzionali dell'amministrazione comunale all'evento è stato l'assessore Leonardo Vicino, che ha sottolineato l'importanza di iniziative culturali capaci di valorizzare il patrimonio storico cittadino e di aprire un dialogo tra arte contemporanea e territorio. Nel corso dell'inaugurazione sono stati rivolti ringraziamenti all'artista, agli organizzatori e a quanti hanno contribuito alla realizzazione della mostra, sottolineando l'importanza di iniziative culturali capaci di valorizzare Gravina.
Poi è intervenuto Valeri Tarasov che ha dialogato con il pubblico raccontando la genesi del progetto espositivo. L'artista ha spiegato come la scelta dell'ex Convento di Santa Maria non sia stata casuale, ma profondamente legata al significato stesso della mostra. «Questo luogo – ha evidenziato Tarasov – rispecchia pienamente il concetto di Habitat & Dis-Habitat. Un ex monastero è uno spazio che nel corso della storia ha vissuto diverse funzioni e trasformazioni. È stato un luogo abitato, vissuto, attraversato da persone e comunità, ma è anche un luogo che porta i segni del cambiamento e del tempo. Questa doppia dimensione dialoga perfettamente con le opere esposte».
Le opere di Tarasov sembrano instaurare un confronto diretto con gli ambienti che le ospitano, creando una relazione tra passato e presente, tra spazi vissuti e spazi trasformati, tra memoria e nuove interpretazioni.
L'inaugurazione ha offerto ai visitatori l'occasione di confrontarsi direttamente con l'artista, che ha illustrato il significato delle sue opere e le riflessioni che hanno accompagnato la costruzione del progetto espositivo. Ne è nato un dialogo partecipato. La mostra rappresenta quindi non solo un'esposizione artistica, ma anche un invito a riflettere sul modo in cui gli spazi influenzano la vita delle persone e su come il tempo possa trasformare luoghi e identità senza cancellarne completamente la memoria.
L'arte contemporanea trova la sua forza nella capacità di reinterpretare gli spazi e stimolare il confronto.
L'esposizione, allestita negli spazi dell'antico complesso monastico, propone una riflessione sul rapporto tra uomo, ambiente e trasformazione degli spazi abitativi, attraverso opere che indagano il concetto di appartenenza, memoria e cambiamento.
A portare i saluti istituzionali dell'amministrazione comunale all'evento è stato l'assessore Leonardo Vicino, che ha sottolineato l'importanza di iniziative culturali capaci di valorizzare il patrimonio storico cittadino e di aprire un dialogo tra arte contemporanea e territorio. Nel corso dell'inaugurazione sono stati rivolti ringraziamenti all'artista, agli organizzatori e a quanti hanno contribuito alla realizzazione della mostra, sottolineando l'importanza di iniziative culturali capaci di valorizzare Gravina.
Poi è intervenuto Valeri Tarasov che ha dialogato con il pubblico raccontando la genesi del progetto espositivo. L'artista ha spiegato come la scelta dell'ex Convento di Santa Maria non sia stata casuale, ma profondamente legata al significato stesso della mostra. «Questo luogo – ha evidenziato Tarasov – rispecchia pienamente il concetto di Habitat & Dis-Habitat. Un ex monastero è uno spazio che nel corso della storia ha vissuto diverse funzioni e trasformazioni. È stato un luogo abitato, vissuto, attraversato da persone e comunità, ma è anche un luogo che porta i segni del cambiamento e del tempo. Questa doppia dimensione dialoga perfettamente con le opere esposte».
Le opere di Tarasov sembrano instaurare un confronto diretto con gli ambienti che le ospitano, creando una relazione tra passato e presente, tra spazi vissuti e spazi trasformati, tra memoria e nuove interpretazioni.
L'inaugurazione ha offerto ai visitatori l'occasione di confrontarsi direttamente con l'artista, che ha illustrato il significato delle sue opere e le riflessioni che hanno accompagnato la costruzione del progetto espositivo. Ne è nato un dialogo partecipato. La mostra rappresenta quindi non solo un'esposizione artistica, ma anche un invito a riflettere sul modo in cui gli spazi influenzano la vita delle persone e su come il tempo possa trasformare luoghi e identità senza cancellarne completamente la memoria.
L'arte contemporanea trova la sua forza nella capacità di reinterpretare gli spazi e stimolare il confronto.