In corso Di Vittorio serve mettere in sicurezza l'attraversamento pedonale
La richiesta del consigliere Mario Conca
martedì 14 luglio 2026
Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa del consigliere comunale Mario Conca che chiede la messa in sicurezza del sotto sottovia di corso Giuseppe Di Vittorio.
A distanza di circa sette anni dall'investimento mortale di un nostro concittadino sulle strisce pedonali all'uscita del sottovia di corso Giuseppe Di Vittorio, in direzione viale Regina Margherita, la storia si è purtroppo ripetuta.
Pochi giorni fa una nostra concittadina è stata investita mentre attraversava regolarmente sulle strisce pedonali. Fortunatamente è sopravvissuta, ma dopo il ricovero ospedaliero è rientrata a casa con gravi conseguenze fisiche e la necessità di assistenza, con il concreto rischio di lesioni permanenti.
Non possiamo continuare ad affidarci alla fortuna, quel tratto presenta una criticità evidente. Chi proviene dal sottovia concentra inevitabilmente l'attenzione sull'immissione in carreggiata e spesso si accorge della presenza dei pedoni solo all'ultimo istante. Lo dimostrano i fatti, prima un morto, oggi una persona gravemente ferita.
Per questo ho trasmesso una PEC al Sindaco, all'Assessore alla Viabilità, al Comandante della Polizia Locale, al dirigente dei Lavori Pubblici, al Prefetto di Bari e a tutti gli uffici competenti, chiedendo un intervento urgente di messa in sicurezza per preservare la pubblica incolumità.
Le possibili soluzioni esistono e vanno valutate immediatamente, dall'installazione di un semaforo pedonale a chiamata, già adottato in moltissimi comuni, fino a sistemi di rallentamento e di preavviso, come bande rumorose, segnaletica luminosa o attraversamenti pedonali rialzati, purché si intervenga rapidamente.
Dopo un decesso e un secondo gravissimo investimento, nessuno potrà più sostenere di non conoscere il problema.
La sicurezza dei pedoni deve diventare una priorità assoluta, prima che un'altra famiglia sia costretta a piangere una nuova tragedia.
Con la PEC ho inoltre evidenziato che, dopo un investimento mortale e un secondo gravissimo incidente nello stesso punto, eventuali ulteriori omissioni potrebbero comportare precise responsabilità in capo a chi, pur essendo a conoscenza della situazione di pericolo, non dovesse adottare le necessarie misure di messa in sicurezza. Perché la prevenzione non può arrivare sempre dopo l'ennesima tragedia.
Mario Conca
Consigliere comunale
A distanza di circa sette anni dall'investimento mortale di un nostro concittadino sulle strisce pedonali all'uscita del sottovia di corso Giuseppe Di Vittorio, in direzione viale Regina Margherita, la storia si è purtroppo ripetuta.
Pochi giorni fa una nostra concittadina è stata investita mentre attraversava regolarmente sulle strisce pedonali. Fortunatamente è sopravvissuta, ma dopo il ricovero ospedaliero è rientrata a casa con gravi conseguenze fisiche e la necessità di assistenza, con il concreto rischio di lesioni permanenti.
Non possiamo continuare ad affidarci alla fortuna, quel tratto presenta una criticità evidente. Chi proviene dal sottovia concentra inevitabilmente l'attenzione sull'immissione in carreggiata e spesso si accorge della presenza dei pedoni solo all'ultimo istante. Lo dimostrano i fatti, prima un morto, oggi una persona gravemente ferita.
Per questo ho trasmesso una PEC al Sindaco, all'Assessore alla Viabilità, al Comandante della Polizia Locale, al dirigente dei Lavori Pubblici, al Prefetto di Bari e a tutti gli uffici competenti, chiedendo un intervento urgente di messa in sicurezza per preservare la pubblica incolumità.
Le possibili soluzioni esistono e vanno valutate immediatamente, dall'installazione di un semaforo pedonale a chiamata, già adottato in moltissimi comuni, fino a sistemi di rallentamento e di preavviso, come bande rumorose, segnaletica luminosa o attraversamenti pedonali rialzati, purché si intervenga rapidamente.
Dopo un decesso e un secondo gravissimo investimento, nessuno potrà più sostenere di non conoscere il problema.
La sicurezza dei pedoni deve diventare una priorità assoluta, prima che un'altra famiglia sia costretta a piangere una nuova tragedia.
Con la PEC ho inoltre evidenziato che, dopo un investimento mortale e un secondo gravissimo incidente nello stesso punto, eventuali ulteriori omissioni potrebbero comportare precise responsabilità in capo a chi, pur essendo a conoscenza della situazione di pericolo, non dovesse adottare le necessarie misure di messa in sicurezza. Perché la prevenzione non può arrivare sempre dopo l'ennesima tragedia.
Mario Conca
Consigliere comunale