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Eventi e cultura

Scavi archeologici a Vagnari

Se n'è discusso nel secondo appuntamento di Archè. Prowse: "Bilanciare archeologia e insediamenti eolici".

Ancora di archeologia, ma questa volta anche di antropologia, si è parlato martedì sera durante il secondo appuntamento del festival delle origini, nello scenario del castello Svevo. E' Gravina la protagonista, con gli scavi e i ritrovamenti nella località di Vagnari.

L'incontro si è aperto con l'intervento di Agostino Giglio, presidente della Fondazione Santomasi, che ha presentato la professoressa Tracy Prowse, archeologa e antropologa della McMaster University del Canada, che frequenta Gravina sin dagli anni '90 e quest'anno ha seguito da vicino la campagna di scavi nella zona di Vagnari. A coordinare l'evento, l'archeologa gravinese Luciana Matera, che ha spiegato come molte discipline - ad esempio la chimica e l'archeobotanica - si leghino all'archeologia e siano fondamentali per l'esatto e completo inquadramento scientifico di un dato storico.

A seguire, la professoressa Prowse ha presentato, con molta chiarezza e ricchezza di particolari, la sua relazione sul lavoro che si è compiuto fin ora e si sta compiendo sugli scavi di Vagnari: "Poche le proprietà imperiali dell'Italia di epoca romana oggetto di dettagliate e sistematiche ricerche archeologiche e antropologiche. Gli scavi a Vagnari sono di fondamentale importanza per determinare il ruolo della proprietà imperiale e dell'economia regionale dell'epoca", ha affermato "Il progetto ha sempre come obiettivo, presente e futuro, di investigare gli aspetti essenziali della vita e della morte in questo importante insediamento rurale".

Le tombe ritrovate nel lato orientale del sito, dove si trova il cimitero, vanno dal II al IV sec. a.C. Gli studiosi si stanno occupando di studiare dettagliatamente i tipi di tomba, le posizioni e i corredi funebri dei defunti. La Prowse ha inoltre evidenziato come lo studio dello scheletro - dei traumi presenti su di esso e lo stato di salute dei denti - possa aiutare a definire in piccolo la vita che gli individui e antichi abitanti di Gravina svolgevano in questo distretto.

A conclusione dell'incontro ha preso la parola l'assessora alla cultura Laura Marchetti: "Gravina non deve essere solo custode di risorse: in qualche modo deve poter partecipare alla progettazione scientifica creando delle squadre di lavoro. C'è uno scollamento tra la comunità scientifica che studia Gravina e la Gravina che nulla sa di quello che accade". E sulla scottante questione dell'eolico ha aggiunto: "Parlo da ecologista e non da assessore: a 500 metri da Vagnari sorgerà una centrale eolica. Questa magari non interverrà direttamente sul vasellame, sulle tombe, ma quanto deturperà la sacralità complessiva del luogo?"

Noi abbiamo girato la domanda all'antropologa canadese che ha risposto: "Io sono sempre per la completa protezione dei siti archeologici. Ho paura di coprire qualcosa che forse tra ventanni nuovi sistemi di scoperta potrebbero riportare alla luce. Allo stesso tempo capisco la necessità di trovare un modo per produrre energia pulita. Spero solo che le due cose vengano ben bilanciate".

Dopo la conferenza, nello spiazzale antistante il castello, il gruppo musicale "Etnikàntaro" ha divertito i presenti a suon di musica popolare con un sound etnico che ha saputo fondere culture di popoli diversi.
18 fotoNuove ricerche a Vagnari
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