
Politica
Officine Next, il bando a porte chiuse
Scaltrito, Lega Giovani: “così l’Amministrazione Lagreca spegne l’innovazione giovanile”.
Gravina - martedì 6 gennaio 2026
Comunicato Stampa
Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa a firma del segretario della Lega Giovani di Gravina Simone Scaltrito relativo alla vicenda del bando per le Officine Culturali.
Dietro una narrazione fatta di parole chiave come "innovazione", "co-progettazione" e "protagonismo giovanile", si cela un bando che nei fatti restringe, seleziona ed esclude, tradendo lo spirito dei principi costituzionali e del Codice del Terzo Settore.
Il primo dato allarmante è la scelta di concedere pochissimi giorni tra la pubblicazione dell'Avviso e la scadenza, comprimendo in modo irragionevole i tempi di partecipazione: una scelta che si pone in palese tensione con l'art. 97 della Costituzione (buon andamento e imparzialità); l'art. 1 della legge n. 241/1990, che impone trasparenza, partecipazione e ragionevolezza; i principi di effettiva contendibilità delle procedure pubbliche. In tempi così ridotti, con le festività natalizie di mezzo, nessun ETS serio, non previamente allertato o strutturato, può elaborare un Piano di Attuazione complesso, articolato su più linee d'azione, corredato da reti territoriali ed esperienza documentata: questa non è efficienza amministrativa, è selezione preventiva mascherata da procedura aperta.
Ancora più grave è il modo in cui sono stati scritti i criteri di partecipazione e di valutazione: questo bando non è pensato per coinvolgere davvero i giovani, ma per restringere il campo a pochissimi soggetti, per partecipare infatti non basta avere una buona idea e non basta nemmeno essere un'associazione giovanile, il bando impone infatti che l'ente sia composto al 100% da under 35 (nessuna esperienza mista, nessun affiancamento con figure più esperte); abbia già anni di attività documentata alle spalle; sia in grado di gestire molte attività diverse contemporaneamente, fin dall'inizio. In pratica, o sei giovanissimo ma già strutturo, oppure resti fuori. Le associazioni davvero nuove, quelle nate dal basso, quelle che avrebbero bisogno proprio di questo tipo di sostegno pubblico per crescere, vengono escluse in partenza e, allo stesso tempo, chi ha competenze, esperienza e professionalità ma supera di poco il limite anagrafico non può nemmeno affiancare o accompagnare i più giovani. Il risultato è un paradosso politico: un bando che dice di voler sostenere l'innovazione giovanile finisce per penalizzare proprio i giovani e l'innovazione.
A questo punto, più che una procedura pubblica, sembra di assistere a una rappresentazione teatrale con finale già noto e allora, con ironia amara ma con profondo senso civico, giochiamo anche noi a fare gli indovini: scommettiamo che l'esito del bando non sorprenderà nessuno?
Scommettiamo che a vincere sarà un soggetto già noto, già rodato, già perfettamente compatibile con requisiti stringenti, tempi lampo e criteri chirurgici?
E, già che ci siamo, vogliamo davvero fingere stupore se il nome del vincitore dovesse coincidere con ambienti politicamente ben collocati, orbitanti attorno all'attuale maggioranza consiliare e alle reti politico-istituzionali che oggi governano Gravina, ieri governavano l'ANCI e oggi governano la Regione? Non lo affermiamo, lo prevediamo, come si prevede la pioggia quando il cielo è nero e le nuvole sono basse. Perché se l'esito dovesse ricalcare fedelmente ciò che oggi in molti prevedono sottovoce, questo Avviso non sarà ricordato come un progetto per i giovani, ma come l'ennesimo esercizio di autolegittimazione del potere, mascherato da partecipazione e travestito da innovazione. E a quel punto non serviranno comunicati, spiegazioni o difese d'ufficio: basterà leggere il nome del vincitore per capire tutto il resto.
Simone Scaltrito
Segretario Lega Giovani Gravina in Puglia
Dietro una narrazione fatta di parole chiave come "innovazione", "co-progettazione" e "protagonismo giovanile", si cela un bando che nei fatti restringe, seleziona ed esclude, tradendo lo spirito dei principi costituzionali e del Codice del Terzo Settore.
Il primo dato allarmante è la scelta di concedere pochissimi giorni tra la pubblicazione dell'Avviso e la scadenza, comprimendo in modo irragionevole i tempi di partecipazione: una scelta che si pone in palese tensione con l'art. 97 della Costituzione (buon andamento e imparzialità); l'art. 1 della legge n. 241/1990, che impone trasparenza, partecipazione e ragionevolezza; i principi di effettiva contendibilità delle procedure pubbliche. In tempi così ridotti, con le festività natalizie di mezzo, nessun ETS serio, non previamente allertato o strutturato, può elaborare un Piano di Attuazione complesso, articolato su più linee d'azione, corredato da reti territoriali ed esperienza documentata: questa non è efficienza amministrativa, è selezione preventiva mascherata da procedura aperta.
Ancora più grave è il modo in cui sono stati scritti i criteri di partecipazione e di valutazione: questo bando non è pensato per coinvolgere davvero i giovani, ma per restringere il campo a pochissimi soggetti, per partecipare infatti non basta avere una buona idea e non basta nemmeno essere un'associazione giovanile, il bando impone infatti che l'ente sia composto al 100% da under 35 (nessuna esperienza mista, nessun affiancamento con figure più esperte); abbia già anni di attività documentata alle spalle; sia in grado di gestire molte attività diverse contemporaneamente, fin dall'inizio. In pratica, o sei giovanissimo ma già strutturo, oppure resti fuori. Le associazioni davvero nuove, quelle nate dal basso, quelle che avrebbero bisogno proprio di questo tipo di sostegno pubblico per crescere, vengono escluse in partenza e, allo stesso tempo, chi ha competenze, esperienza e professionalità ma supera di poco il limite anagrafico non può nemmeno affiancare o accompagnare i più giovani. Il risultato è un paradosso politico: un bando che dice di voler sostenere l'innovazione giovanile finisce per penalizzare proprio i giovani e l'innovazione.
A questo punto, più che una procedura pubblica, sembra di assistere a una rappresentazione teatrale con finale già noto e allora, con ironia amara ma con profondo senso civico, giochiamo anche noi a fare gli indovini: scommettiamo che l'esito del bando non sorprenderà nessuno?
Scommettiamo che a vincere sarà un soggetto già noto, già rodato, già perfettamente compatibile con requisiti stringenti, tempi lampo e criteri chirurgici?
E, già che ci siamo, vogliamo davvero fingere stupore se il nome del vincitore dovesse coincidere con ambienti politicamente ben collocati, orbitanti attorno all'attuale maggioranza consiliare e alle reti politico-istituzionali che oggi governano Gravina, ieri governavano l'ANCI e oggi governano la Regione? Non lo affermiamo, lo prevediamo, come si prevede la pioggia quando il cielo è nero e le nuvole sono basse. Perché se l'esito dovesse ricalcare fedelmente ciò che oggi in molti prevedono sottovoce, questo Avviso non sarà ricordato come un progetto per i giovani, ma come l'ennesimo esercizio di autolegittimazione del potere, mascherato da partecipazione e travestito da innovazione. E a quel punto non serviranno comunicati, spiegazioni o difese d'ufficio: basterà leggere il nome del vincitore per capire tutto il resto.
Simone Scaltrito
Segretario Lega Giovani Gravina in Puglia
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