
Turismo
"Gravina, il turismo che vogliamo": confronto pubblico sul futuro della città
Un appuntamento voluto dal Movimento 2050
Gravina - martedì 30 giugno 2026
12.42
Si è svolto ieri sera, nella suggestiva cornice di Piazza Notar Domenico, il dibattito pubblico "Agorà – La parola ai cittadini: Gravina, il turismo che vogliamo", promosso dal Movimento 2050 con l'obiettivo di aprire un confronto partecipato sul presente e sul futuro del turismo nella città di Gravina in Puglia.
Ad aprire l'incontro è stato l'attivista Francesco Calderoni, mentre la moderazione del dibattito è stata affidata al prof. Fedele Raguso, docente di Storia e Filologia, che ha guidato il confronto favorendo il dialogo tra relatori, operatori del settore e cittadini.
La referente del Cammino Materano e incoming travel designer Rosa Grassi ha posto l'accento sul crescente interesse verso il turismo lento ed esperienziale, sottolineando come il Cammino Materano rappresenti oggi una grande opportunità per il territorio. Tuttavia, ha evidenziato anche alcune criticità ancora presenti: spesso i camminatori che attraversano Gravina non riescono a trovare con facilità servizi essenziali e punti di riferimento utili alle loro esigenze, un aspetto sul quale, secondo Grassi, è necessario investire e migliorare ulteriormente l'offerta cittadina.
La guida ambientale e travel designer Ezio Spano ha invece richiamato l'attenzione sull'importanza della professionalità nel settore turistico, sottolineando come l'accoglienza e la valorizzazione del territorio debbano essere affidate a figure competenti e qualificate.
Il destination manager Marcello Benevento ha illustrato il proprio approccio strategico alla promozione turistica, evidenziando come il turismo rappresenti un settore trasversale che coinvolge numerosi ambiti economici e sociali.
La presidente del gruppo del Movimento 5 Stelle nel Consiglio Regionale della Puglia, Maria La Ghezza, ha invece richiamato l'attenzione sull'importanza di valorizzare non solo le bellezze costiere della regione, ma anche le aree interne e rurali, che oggi rappresentano una delle nuove frontiere del turismo contemporaneo. "Il visitatore- ha sottolineato- è sempre più orientato alla ricerca di esperienze autentiche, sostenibili e capaci di mettere in relazione il viaggiatore con le identità e le tradizioni dei territori".
L'incontro si è distinto anche per la forte partecipazione della cittadinanza, che ha contribuito al dibattito con domande, osservazioni e proposte. Un elemento particolarmente significativo, come sottolineato dagli organizzatori, è stata la scelta non casuale di svolgere l'evento in un giorno feriale, precisamente di lunedì, proprio per misurare il reale interesse della comunità verso il tema del turismo e della programmazione territoriale.
L'iniziativa "Agorà", come sottolineato da Francesco Calderoni, rappresenta soltanto il primo di una serie di appuntamenti che verranno promossi nei prossimi mesi. L'obiettivo è quello di costruire uno spazio permanente di confronto pubblico, nel quale protagonisti non saranno soltanto gli ospiti e gli esperti invitati, ma soprattutto i cittadini, chiamati a partecipare attivamente alla costruzione di una visione condivisa per il futuro di Gravina.
Nel corso del dibattito, il moderatore prof. Fedele Raguso ha voluto sottolineare come il turismo non si costruisca esclusivamente attraverso infrastrutture e servizi, ma anche grazie a un lungo lavoro di ricerca, studio e valorizzazione culturale del territorio. Richiamando la propria esperienza di studioso e autore, Raguso ha evidenziato come, nel corso degli anni, abbia contribuito alla promozione di Gravina e del suo patrimonio storico attraverso numerose ricerche, pubblicazioni.
Nel suo intervento, Raguso ha quindi rivolto un appello ai cittadini affinché prendano parte in maniera più attiva alle iniziative culturali del territorio.
Calderoni, ha inoltre ricordato l'impegno pluriennale dell'associazione "Amici della Fondazione", di cui fa parte, impegnata da anni nella promozione culturale attraverso l'organizzazione di incontri, conferenze e iniziative che hanno visto la partecipazione di autorevoli docenti universitari, studiosi e accademici. Un'attività che, ha sottolineato, rappresenta un importante patrimonio culturale per la comunità, ma che troppo spesso non riceve l'attenzione e la partecipazione che meriterebbe.
Ad aprire l'incontro è stato l'attivista Francesco Calderoni, mentre la moderazione del dibattito è stata affidata al prof. Fedele Raguso, docente di Storia e Filologia, che ha guidato il confronto favorendo il dialogo tra relatori, operatori del settore e cittadini.
La referente del Cammino Materano e incoming travel designer Rosa Grassi ha posto l'accento sul crescente interesse verso il turismo lento ed esperienziale, sottolineando come il Cammino Materano rappresenti oggi una grande opportunità per il territorio. Tuttavia, ha evidenziato anche alcune criticità ancora presenti: spesso i camminatori che attraversano Gravina non riescono a trovare con facilità servizi essenziali e punti di riferimento utili alle loro esigenze, un aspetto sul quale, secondo Grassi, è necessario investire e migliorare ulteriormente l'offerta cittadina.
La guida ambientale e travel designer Ezio Spano ha invece richiamato l'attenzione sull'importanza della professionalità nel settore turistico, sottolineando come l'accoglienza e la valorizzazione del territorio debbano essere affidate a figure competenti e qualificate.
Il destination manager Marcello Benevento ha illustrato il proprio approccio strategico alla promozione turistica, evidenziando come il turismo rappresenti un settore trasversale che coinvolge numerosi ambiti economici e sociali.
La presidente del gruppo del Movimento 5 Stelle nel Consiglio Regionale della Puglia, Maria La Ghezza, ha invece richiamato l'attenzione sull'importanza di valorizzare non solo le bellezze costiere della regione, ma anche le aree interne e rurali, che oggi rappresentano una delle nuove frontiere del turismo contemporaneo. "Il visitatore- ha sottolineato- è sempre più orientato alla ricerca di esperienze autentiche, sostenibili e capaci di mettere in relazione il viaggiatore con le identità e le tradizioni dei territori".
L'incontro si è distinto anche per la forte partecipazione della cittadinanza, che ha contribuito al dibattito con domande, osservazioni e proposte. Un elemento particolarmente significativo, come sottolineato dagli organizzatori, è stata la scelta non casuale di svolgere l'evento in un giorno feriale, precisamente di lunedì, proprio per misurare il reale interesse della comunità verso il tema del turismo e della programmazione territoriale.
L'iniziativa "Agorà", come sottolineato da Francesco Calderoni, rappresenta soltanto il primo di una serie di appuntamenti che verranno promossi nei prossimi mesi. L'obiettivo è quello di costruire uno spazio permanente di confronto pubblico, nel quale protagonisti non saranno soltanto gli ospiti e gli esperti invitati, ma soprattutto i cittadini, chiamati a partecipare attivamente alla costruzione di una visione condivisa per il futuro di Gravina.
Nel corso del dibattito, il moderatore prof. Fedele Raguso ha voluto sottolineare come il turismo non si costruisca esclusivamente attraverso infrastrutture e servizi, ma anche grazie a un lungo lavoro di ricerca, studio e valorizzazione culturale del territorio. Richiamando la propria esperienza di studioso e autore, Raguso ha evidenziato come, nel corso degli anni, abbia contribuito alla promozione di Gravina e del suo patrimonio storico attraverso numerose ricerche, pubblicazioni.
Nel suo intervento, Raguso ha quindi rivolto un appello ai cittadini affinché prendano parte in maniera più attiva alle iniziative culturali del territorio.
Calderoni, ha inoltre ricordato l'impegno pluriennale dell'associazione "Amici della Fondazione", di cui fa parte, impegnata da anni nella promozione culturale attraverso l'organizzazione di incontri, conferenze e iniziative che hanno visto la partecipazione di autorevoli docenti universitari, studiosi e accademici. Un'attività che, ha sottolineato, rappresenta un importante patrimonio culturale per la comunità, ma che troppo spesso non riceve l'attenzione e la partecipazione che meriterebbe.







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