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Politica

Consiglio comunale, dimissioni in massa dinanzi ad un notaio

Valente svela il piano ma dall’opposizione un coro di smentite

"Mentre stiamo lavorando con tutta l'energia possibile per far aprire nuovi cantieri di opere pubbliche, mentre ci stiamo preparando per una nuova edizione della Fiera, mentre costruiamo la nostra candidatura UNESCO mi informano che alcuni consiglieri e politici stanno facendo di tutto per raccogliere le firme e far cadere l'amministrazione per andare a votare a Maggio".

Il tono è pur sempre incerto, a mezza strada tra una disperata difesa e uno sfrontato attacco agli avversari, il sindaco Alesio Valente rompe il silenzio e annuncia che una decina di consiglieri sarebbero pronti a sottoscrivere le proprie dimissioni dinanzi ad un notaio per siglare lo scioglimento anticipato del consiglio comunale e la fine anticipata dell'amministrazione Valente.
"La solita ingordigia di potere – attacca il primo cittadino - Le solite vendette personali. Il solito modo di calpestare la democrazia. Sicuramente non accadrà nulla perché sono una minoranza. Tuttavia, indipendentemente dal risultato, non è possibile che sistematicamente nella città, questi argomenti e modi di fare prendano il sopravvento sui grandi problemi e questioni. Non è possibile tentare di azzerare la volontà popolare e che non si abbia rispetto per i propri concittadini".
Pochi i commenti dei cittadini. La maggior parte si limita ad un "like" mentre un gruppetto invita il primo cittadino ad andare avanti e solo uno ricorda a Valente di aver fatto al stessa cosa nel 2011 e "di aver usato lo stesso metodo per calpestare la democrazia".

Sul fronte politico, però, le parole del sindaco non trovano alcuna conferma.
Il primo a smentire la circostanza è il presidente del Consiglio, Giacinto Lupoli, che prima dice di non sapere nulla e poi precisa: "C'è sempre qualcuno che chiama, avanza proposte, ma per quanto mi riguarda non ci sto, non possiamo fare sempre il "teatro" in consiglio comunale".
Stessa versione per Giuseppe Mazzilli, l'altro consigliere del Gruppo Misto da poco tornato in maggioranza: "Se questa storia è vera allora vuol dire che io non sono tra i consiglieri coinvolti perché non sono stato chiamato. Per quanto ne so, il Gruppo misto è allineato con la maggioranza quindi non credo che ci siano dei consiglieri che vogliano dimettersi".

E se Vito Mazzarella è impegnato "in questioni importanti" e rimanda la conversazione, Michele Tedesco dice con decisione: "Sono all'oscuro di tutto. Io non sono stato chiamato da nessuno".
Sul fronte opposizione invece Angelo Petrara, il successore naturale di Rino Vendola in consiglio comunale, smentisce categoricamente la vicenda: "Non ne so nulla, ma certo è che per mandare a casa un'amministrazione servono anche le dimissioni di qualcuno della maggioranza".
Petrara tuttavia si sofferma sulla situazione interna ai suo gruppo e quando gli viene chiesto "Che fine ha fatto l'opposizione?" risponde senza indugio: "Una brutta fine".
"Per quanto ci riguarda ci stiamo riorganizzando ma in un paese dove non si celebrano da mesi i consigli comunali come si fa a parlare di politica".
Va giù pesante, invece, Vincenzo Varrese, il consigliere di Sel che se da un lato nega categoricamente la circostanza di queste presunte dimissioni di gruppo, dall'altro tira dritto contro Valente: "Invece di pensare a queste chiacchiere e di mettere in giro queste voci inutili per screditare la gente, Valente dovrebbe preoccuparsi di fare il sindaco della città. Piuttosto – continua Varrese - dovrebbe spiegare perché c'è ancora una giunta tecnica al governo della città nonostante la maggioranza bulgara a sua disposizione. E come mai non è ancora in grado di convocare un consiglio comunale. Queste sono le cose che dovrebbe spiegare il primo cittadino oppure, se proprio vuole commentare l'atteggiamento dei consiglieri che si dimettono in uno studio notarile, potrebbe iniziare a spiegarci perché lui nel 2011 ha fatto la stessa cosa. Quello non era un attacco alla democrazia?".
Varrese è un fiume in piena: "La verità è che dietro queste chiacchiere da bar ci sono i consiglieri di maggioranza che sostengono Valente e che mettono in giro queste voci per alzare il prezzo".

Sulla stessa linea d'onda Lorenzo Carbone, l'ex assessore ai lavori pubblici ed ex Fli, protagonista nell'ultimo consiglio comunale di un duro attacco a tutta la maggioranza: "Per quanto ne so non ci sono le condizioni per metter fine a questa esperienza amministrativa e comunque a me piace parlare di politica in consiglio comunale quindi il sindaco si preoccupasse di convocare i consigli invece di dedicarsi alla sua mania di "mi piace" su facebook".
Ai posteri l'ardua sentenza.
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