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Territorio

Chiarimenti sui lavori alla Cattedrale

L'operazione di restauro continua a tener banco. Il Comunicato Stampa dell'Ufficio Diocesano Beni Culturali

In merito all'articolo pubblicato qualche giorno fa dalla nostra redazione a seguito di due segnalazioni che facevano riferimento alle conseguenze negative dei lavori di riparazione della Cattedrale di Gravina, l'ufficio Diocesano Beni Culturali ritiene opportuno fare chiarimenti attraverso la documentazione fotografica e la relazione allegata.
"Augurandoci che in futuro le segnalazioni siano poste agli uffici di competenza per avere spiegazioni ed evitare disinformazioni, porgiamo distinti saluti", è con queste parole che l'Ufficio diocesano precede la relazione che vi riportiamo integralmente qui di seguito.


"Gent.ma Redazione Gravinalife,
in riferimento all'articolo comparso sul Vostro portale il giorno 22.09.2010, relativamente ai lavori in corso di restauro della Cattedrale, ci corre l'obbligo di fare alcune precisazioni:
1. L'Ente appaltante dei lavori è la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Puglia, a cui è affidata anche la progettazione e la Direzione dei Lavori stessi; come consuetudine per i lavori di restauro di beni monumentali, e come da indicazioni della Soprintendenza, tutte le operazioni sono state sempre precedute da un'ampia campagna di saggi conoscitivi e rilievi che ha consentito di calibrare al meglio tutti gli interventi.

2. Oggetto dell'appalto in corso è il seguente: la rimozione delle macerie presenti sull'estradosso delle volte delle navate laterali e della cappella laterale, rinvenienti da precedenti interventi e oltremodo pericolose per la staticità delle volte stesse soprattutto perché oggetto di notevole aumento di peso a causa dell'imbibizione dovuta alle acque meteoriche percolanti all'interno delle fatiscenti coperture; la rimozione della struttura e del pacchetto di copertura delle navate laterali e solo del pacchetto di copertura della navata centrale; il consolidamento delle volte delle navate laterali; il rifacimento della struttura lignea della copertura delle navate laterali e la posa in opera del nuovo tavolato su tutte le coperture con una sovrastante guaina impermeabilizzante provvisoria.
Il completamento, con la posa del tegumento protettivo in coppi, è affidato al successivo lotto di lavori. Nel successivo lotto è previsto anche il restauro del paramento lapideo delle facciate.

3. Tali lavori si sono resi indispensabili vista la situazione di fatiscenza delle coperture stesse, che ingenerava ristagni e percolamenti di acque meteoriche anche all'interno della chiesa, come risulta evidente dalle macchie di umidità e muffe visibili sugli intradossi delle volte, e visto il grave pericolo, relativamente alla staticità delle volte stesse, dovuto alla presenza di ingenti cumuli di macerie nonché allo stato di degrado in cui versavano le strutture lignee delle navate laterali.

4. Le situazioni evidenziate dalla galleria fotografica allegata al Vostro articolo, come visibile dalle corrispondenti immagini ante operam, erano già presenti prima dell'inizio dei lavori sebbene occultate dalla presenza di una tenace malta cementizia utilizzata in passato per l'ammaltamento dei coppi; come consueto e conformemente alle corrette tecnologie del restauro, intervenendo su elementi lapidei, occorre rimuovere tutte le tracce di malte cementizie presenti, eventualmente rinvenienti da precedenti interventi, in quanto dannose per i materiali lapidei e non compatibili con gli stessi. Del resto proprio la presenza di tali malte ha ingenerato col tempo la patologia di disgregazione delle parti modellate più fragili dei cornicioni. Tali rimozioni saranno reintegrate in fase di restauro delle facciate con idonee malte a base di calce compatibili per composizione e cromatismo o, ove necessario, con limitate tassellature con materiali analoghi agli esistenti, comunque da valutarsi a seguito di opportune campionature da sottoporre alla Direzione Lavori.
Per quanto concerne il risvolto della guaina provvisoria anche sulla parte inferiore del rosone laterale, va detto che questo era evidentemente presente anche in precedenza, sebbene occultato dal cordoletto in cemento che perimetrava il manto in coppi (vedasi immagine correlata). Tale cordoletto è stato correttamente rimosso per poter procedere alle operazioni successive.
Sperando di aver fornito notizie utili ad una più completa conoscenza degli interventi in corso, con l'occasione porgiamo distinti saluti."

Ufficio Diocesano Beni Culturali
12 fotoCornicioni Basilica Cattedrale
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Altri album fotografici:
Cornicioni Basilica Cattedrale prima del restauro
Cornicioni Basilica Cattedrale prima del restauro10 foto
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