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La città

Buoni alimentari: presentato esposto alla Guardia di Finanza

Da parte dei consiglieri comunali Cataldi, Cardascia e Meliddo

Sulla distribuzione dei buoni alimentari e farmacologici i consiglieri comunali Rosa Cataldi, Mimmo Cardascia e Ezio Meliddo hanno deciso di vederci chiaro, rivolgendosi alla Guardia di Finanza. I motivi sono specificati in una nota che riportiamo integralmente di seguito. La redazione darà lo stesso spazio a eventuali repliche o dichiarazioni da parte dell'amministrazione comunale.

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Comunicato dei tre consiglieri comunali

Sui buoni alimentari e farmacologici erogati dal Comune di Gravina i consiglieri comunali Rosa Cataldi, Mimmo Cardascia ed Ezio Meliddo hanno presentato un esposto alla Guardia Di Finanza.

Nell'ambito dei lavori della prima commissione consiliare, presieduta da Rosa Cataldi e di cui fanno parte i consiglieri Mimmo Cardascia ed Ezio Meliddo, alla quale compete anche le politiche per la trasparenza, sono emerse opacità in merito alla Delibera di Giunta n. 176 del 2020 con cui sono stati stabiliti i requisiti per la distribuzione dei buoni alimentari e farmacologici a quei nuclei familiari, appartenenti alla nostra comunità, colpiti più duramente dall'emergenza Covid-19.

" Con il Decreto "Ristori Ter " – sottolineano i consiglieri Cataldi, Cardascia e Meliddo - il Comune di Gravina ha ottenuto una somma di oltre quattrocento mila euro al fine di adottare misure urgenti di solidarietà alimentare e per far fronte alle esigenze indifferibili di quei nuclei familiari in gravi difficoltà economiche a causa della pandemia da coronavirus .
La delibera di Giunta, n. 176 del 2020, con cui sono stati stabiliti i requisiti soggettivi ed oggettivi per avere diritto ai buoni alimentari e farmacologici – continuano i consiglieri – ha dato anche facoltà all' ufficio "Servizio Politiche Sociali" di supportare taluni nuclei familiari, a prescindere dalla propria redditualità, in situazione di attestato isolamento fiduciario o impossibilità lavorativa causa Emergenza Covid-19, mediante erogazione di buoni pasto nella misura massima di €. 200,00.
In altri termini, il sindaco e la sua Giunta – ammoniscono Cataldi, Cardascia e Meliddo – hanno voluto erogare buoni alimentari e farmacologici anche a coloro che, pur non trovandosi in condizioni di indigenza economica, fossero costretti a restare presso il proprio domicilio a causa dell'isolamento obbligatorio o fiduciario, previsto per legge, in caso di positività al covid-19.
Fin da subito, la scelta della nostra amministrazione di allargare la platea dei destinatari dei buoni – dichiarano i consiglieri – ci è sembrata in contrasto alle finalità perseguite dal Decreto Ristori che ha previsto la possibilità di distribuire i buoni alimentari e farmacologici tenendo conto della redditualità delle persone, dando un aiuto concreto a chi, già prima dell'emergenza sanitaria, versava in condizioni economiche precarie che la pandemia ha, senz'altro, drammaticamente amplificato e non per venire incontro a coloro che, a causa della quarantena, hanno dovuto sospendere la propria attività lavorativa.
Tra l'altro – continuano Cataldi, Cardascia e Meliddo – all'indomani della pubblicazione della Delibera di Giunta, l'amministrazione ha mancato, clamorosamente, di approntare un'organizzazione precisa, puntuale e trasparente dell' iter procedurale da rispettare per ricevere i buoni, soprattutto per scongiurare il pericolo che i soliti "furbetti" potessero agire indisturbati.
Circostanza che nei mesi del primo lockdown ha, addirittura, spinto il nostro sindaco ad andare in tv a redarguire, preventivamente, i malintenzionati che avessero voluto avvalersi degli aiuti economici in arrivo.
Per tutte queste motivazioni – sottolineano i consiglieri – , a gennaio scorso, abbiamo sentito il dovere di attenzionare la Guardia di Finanza, affinché faccia i dovuti accertamenti, anche alla luce delle numerose segnalazioni che abbiamo ricevuto in merito da nostri concittadini che ci hanno raccontato di persone appartenenti allo stesso nucleo familiare che si sono presentate presso gli Uffici ed hanno ottenuto più buoni senza nessun preventivo controllo.
Per non parlare di quei soggetti non residenti a Gravina che, pur avendo dichiarato il falso, hanno ottenuto i tickets.
E' anche successo che la stessa persona si sia presentata sia presso l'ufficio comunale in piazza Cavour che presso quello sito in via Ianora e da entrambi abbia ricevuto l'aiuto economico.
Da qualche giorno – dicono Cataldi, Cardascia e Meliddo – abbiamo chiesto ed ottenuto dagli uffici comunali il report completo di tutta l'operazione dal quale emergono, senza ombra di dubbio, tutte le anomalie che ci sono state riportate, frutto di una gestione amministrativa forfettaria e opaca.
Da parte nostra – concludono i consigliere – provvederemo ad inoltrare la documentazione ricevuta alla Guardia di Finanza, a corredo dell'esposto già presentato."
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