Un gravinese conquista lo stretto di Messina

Impresa di Vincenzo Pace che attraversa le acque che separano Sicilia e Calabria

sabato 22 agosto 2026 11.31
Sfidare le correnti e affrontare con coraggio il mare e la traversata dello stretto di Messina: una vera impresa per Vincenzo Pace.

L'atleta gravinese lo scorso 18 agosto è stato protagonista di una traversata in solitaria con barca di supporto. Si tratta – spiega Vincenzo- "di un'impresa individuale in cui si affronta il braccio di mare aperto da soli, tracciando la propria rotta con il barcaiolo e lottando contro il tempo e le correnti, pur scortato da un'imbarcazione d'appoggio per ragioni di sicurezza e navigazione". Una vera e propria prova d'endurance personale, completata con l'ottimo tempo di 54' 07".

Mesi di duro allenamento in palestra con il preparatore Jaques Du Plessis e in piscina sotto la guida del responsabile di vasca Giuseppe Ciccimarra, per raggiungere un risultato che rappresenta una vera e propria impresa sportiva per il 31enne atleta gravinese che ha percorso i 3,5 chilometri che separano Messina da Villa San Giovanni in meno di una ora.

Ma cosa ha spinto un uomo della murgia, terra non bagnata dalle acque del mare, a volersi confrontare con una sfida di tale portata?

Le motivazioni- sottolinea l'atleta gravinese – nascono "dal desiderio profondo di conoscere i propri limiti, sfidarli e superarli fuori dalla propria comfort zone, misurandomi con gli imprevisti di Madre Natura (correnti di montante e scendente, sbalzi termici e la distanza di 3,5 km)".

Una sfida che non è stata una passeggiata, e lo si è capito fin dalle prime bracciate tra imprevisti ed emozioni.

"Alla partenza c'era un po' di ansia agonistica, trasformata subito in carica emotiva" - racconta Vincenzo, spiegando come a soli 50 metri dal via, già si è presentato il primo grave imprevisto: la sublussazione della spalla. "Con determinazione l'ho rimessa da solo in sede, in acqua, pur di non ritirarmi, continuando a nuotare imperterrito tra scariche di adrenalina, onde contrarie, acqua gelida e dolore incessante, ignorando l'impulso della mente che mi diceva di fermarmi".

Per riuscire a portare a termine questa immane fatica fondamentale è stato il supporto che Pace ha avuto nella sua performance, con Jaques Du Plessis che forniva indicazioni su ritmo, tecnica e orientamento e Saverio Papagna e Luigi Larocca che invece hanno svolto un importante ruolo di sostegno morale.

Insomma, una di quelle imprese che rimangono impresse nella mente per tutta la vita e che hanno inorgoglito Vincenzo Pace, giunto all'arrivo esausto, dolorante, ma soddisfatto. "Toccati gli scogli, ho provato una profonda felicità e un senso di trasformazione interiore: un immenso rispetto per il mare — forza indomabile che si può solo assecondare — e una nuova consapevolezza della forza di volontà umana" - ha commentato alla fine della sua prova l'atleta gravinese.
vincenzo pace -traversata stretto messina
vincenzo pace -traversata stretto messina
vincenzo pace -traversata stretto messina