Mettere fine ai personalismi o tutti a casa

Primavera popolare attacca la maggioranza di governo

lunedì 26 marzo 2018 10.37
"La politica ha smesso di fare la politica. Chi oggi riveste posizioni e incarichi nelle istituzioni non è all'altezza".

Queste le amare conclusioni cui sono giunti i due giovani consiglieri di Primavera Popolare, Ignazio Lovero e Ezio Simone, dopo un'attenta disanima della situazione politica italiana dopo il voto del 4 marzo.
Un'analisi che non può non porre l'attenzione anche sulle vicenda di casa nostra dove da settimane l'amministrazione comunale è tenuta sotto scacco da un gruppo di consiglieri che chiedono verifiche politiche e maggiore spartizione di potere.
Una città dove si sta manifestando " un circo di abili incantatori e di pseudo stregoni, di consumati strateghi e di fini dicitori del nulla, tutti rinchiusi in una casa comune, in perfetto clima da "grande fratello", con tanto di nomination. Solo numeri e numeretti, all'indomani del rientro in carica della massima assise cittadina, che portano inevitabilmente la nostra città a divenire: cieca e folle nel non accogliere la grande opportunità di "Matera 2019"; irragionevole nel non analizzare un probabile dissesto finanziario; sconsiderata e avara per quanto concerne i costi legati alla politica; sorda e incurante dei bisogni reali dei più deboli".

Una politica non a misura d'uomo e troppo concentrata solo sui propri affari.
L'invito accorato rivolto alla classe dirigente è di recuperare i "pilastri del politica spiegati per anni da una figura come quella di Aldo Moro di riascoltare le parole inclusive di un uomo che il mondo lo voleva cambiare veramente come Enrico Berlinguer e l'onestà di chi era in politica per seminare e non per raccogliere come Giorgio Almirante" sarebbero bastate a placare l'animosità

"Il movimento civico Primavera Popolare, invita la maggioranza ad arginare ogni forma di personalismo e ad occuparsi esclusivamente delle esigenze e dei problemi reali della comunità che amministra, auspicando il ritorno della Politica partecipata su programmi, temi e sentimenti collettivi. Qualora questo non fosse possibile, si chiede con forza e coraggio un atto di democrazia alta: prendere atto della irragionevole e deludente stagione circostanza e ridare la possibilità di decidere e quindi rimediare ai cittadini.