Grottelline, marcia indietro degli uffici regionali

"Sito non idoneo" nonostante la Giunta aveva espresso parere favorevole alla discarica

mercoledì 26 novembre 2014 10.54
A cura di Francesco Mastromatteo
"Finalmente una notizia positiva per il nostro territorio sul tema dei rifiuti".

La parlamentare del Pd Lilliana Ventricelli commenta così il parere reso dal dirigente regionale del servizio politiche per la riqualificazione, la tutela e la sicurezza ambientale e per l'attuazione delle opere pubbliche, Lucia Di Lauro, che ha dichiarato la non idoneità del sito di Grottelline per l'ubicazione della discarica. "Grave impatto ambientale, rischi idrogeologici e presenza di corsi d'acqua" sono le ragioni che la Di Lauro ritiene incompatibili con l'ipotesi, ormai ventennale, di realizzazione del nuovo sito di smaltimento dei rifiuti nel territorio murgiano.

"Negli scorsi mesi – scrive la deputata del Pd commentando la relazione - avevo presentato un'interrogazione parlamentare per sollecitare l'attenzione del governo sul problema dei rifiuti tombati e ho preso parte alla marcia organizzata dagli amministratori locali per ribadire il nostro no alla realizzazione in quel sito di una nuova discarica. Si stratta di un territorio prettamente agricolo ricco di elementi storici e naturalistici da preservare non poteva e non può diventare un pericolo, mettendo così a rischio la salute dei cittadini".

"Per noi – prosegue la Ventricelli - la priorità rimane la difesa del territorio e l'incentivazione alla raccolta differenziata che ha visto questi mesi un incremento percentuale in tantissimi comuni. Tutti i livelli istituzionali lavorino per rafforzare il riciclo, il riuso e la differenziata educando i cittadini e prevedendo premialità per chi non inquina e rispetta le buone pratiche. Continueremo a vigilare per mettere finalmente fine a questa vicenda, nel frattempo oggi è giunta una notizia che ci conferma che avevamo ragione e ci spinge a proseguire".

Lo scorso 29 giugno i sindaci dei comuni interessati, assieme a esponenti delle istituzioni locali e parlamentari avevano marciato da Poggiorsini fino al sito di Grottelline assieme agli attivisti del comitato "No alla discarica di Grottelline". Un "no" che ormai, oltre che dalle comunità locali e le associazioni ambientaliste, viene condiviso trasversalmente da rappresentanti di schieramenti politici opposti, anche se solo qualche mese fa l'assessore regionale all'ambiente Lorenzo Nicastro aveva dichiarato che "sfilare oggi un solo impianto dal Piano significherebbe creare delle emergenze sull'intero territorio regionale", aggiungendo che "ad oggi nulla è cambiato in merito a qualunque impianto di smaltimento rispetto a quello che è previsto nel Piano regionale di gestione dei rifiuti". Una valutazione politica in linea con quanto deliberato in precedenza dalla Giunta, che aveva concesso l'attestazione di compatibilità paesaggistica, e che ora suona in contraddizione con i pareri dei tecnici della Regione.

Una storia, quella della discarica di Grottelline, cominciata nel comune di Spinazzola nel lontano 1990, con le prime autorizzazioni, che vide da subito la forte opposizione del comune di Poggiorsini, e proseguita poi in sede regionale dapprima sotto il governatore Raffaele Fitto, fino alla concessione, nel 2006, all'Ati Tradeco-Cogeam per circa 20 anni dal Presidente regionale, nonché Commissario Straordinario all'Ambiente, Nichi Vendola.

Nei pressi del luogo dove dovrebbe sorgere il controverso impianto, un ambiente frequentato dal raro falco lanario, è presente un sito archeologico con tracce neolitiche risalenti a 7000 anni fa, e vestigia medievali, come numerose grotte antropizzate oltre all'imponente castello del Garagnone.