Cinema Hortus chiude il suo percorso: “Fuori Tempo – A chi non smette di cercarsi”

Quattro film, quattro storie di identità e cambiamento. La rassegna si conclude all’Hortus con Troppo Azzurro di Filippo Barbagallo e rilancia il valore degli spazi di comunità.

venerdì 28 agosto 2026
Si è conclusa il 26 agosto, nella suggestiva cornice dell'Hortus delle Officine Culturali "Peppino Impastato" di Gravina in Puglia, la rassegna cinematografica "Cinema Hortus – Fuori Tempo: A chi non smette di cercarsi", un percorso di quattro appuntamenti dedicato al cinema italiano come strumento di riflessione, incontro e condivisione.

Nata nell'ambito delle attività di Officine Next – Spazio per l'Innovazione Giovanile grazie al lavoro delle associazioni Mondobeat e Punto GG, la rassegna ha accompagnato il pubblico attraverso quattro storie profondamente diverse, unite da un filo conduttore: la ricerca del proprio posto nel mondo.

Il percorso è iniziato il 22 luglio con Parthenope di Paolo Sorrentino, proseguendo il 29 luglio con Mine Vaganti di Ferzan Özpetek e il 5 agosto con Il Maestro di Andrea Di Stefano, per concludersi il 26 agosto, con Troppo Azzurro di Filippo Barbagallo.

Proprio l'ultimo appuntamento ha rappresentato una modifica rispetto alla programmazione iniziale, che prevedeva The Dreamers di Bernardo Bertolucci. La scelta di sostituire il film è maturata dopo aver osservato l'affluenza e il pubblico delle prime serate, optando per una pellicola italiana dal linguaggio più accessibile e maggiormente in linea con il target che aveva accompagnato la rassegna.

Troppo Azzurro, con la storia del ventenne Dario, ha così chiuso il percorso tornando al tema della crescita, delle insicurezze e della difficoltà di trovare il proprio ritmo nel passaggio all'età adulta.

Un percorso che ha trovato nella direzione artistica di Tiziana Capone il proprio filo narrativo e curatoriale, e che ha visto l'impegno del consigliere comunale Carlo Loiudice, promotore dell'iniziativa, insieme al supporto e al sostegno del Comune di Gravina in Puglia.

Durante la serata conclusiva, Loiudice ha ribadito l'importanza di creare occasioni capaci di fare comunità, valorizzando spazi come l'Hortus, luoghi nei quali incontrarsi, trascorrere del tempo insieme e condividere idee ed esperienze. Un impegno che, ha sottolineato, passa anche dalla volontà di sostenere le nuove generazioni e creare le condizioni affinché giovani come Tiziana, possano trasformare le proprie idee e i propri sogni in progetti concreti.

A chiudere il percorso è stata la direttrice artistica Tiziana Capone, che ha voluto sottolineare il valore della fiducia ricevuta dalla comunità e dell'esperienza di tornare, per la seconda volta, alla direzione di un cineforum.

«Con Fuori Tempo – ha proseguito Tiziana – volevo raccontare persone che, in modi diversi, si sentono fuori sincrono rispetto al proprio tempo: personaggi che hanno paura di deludere le aspettative degli altri, che faticano a trovare la propria strada, che cercano di capire chi sono e quale posto vogliono occupare nel mondo. Ed è proprio questa ricerca che, secondo me, rende queste storie vicine a tutti noi, indipendentemente dall'età».

La rassegna si chiude dunque, ma lascia aperta una domanda che è anche la sua dedica: cosa significa trovare il proprio posto nel mondo?
L'auspicio degli organizzatori è che questo percorso possa rappresentare un punto di partenza e non un punto di arrivo, aprendo alla possibilità di nuovi appuntamenti cinematografici, con l'obiettivo di rendere l'Hortus sempre più uno spazio vivo, frequentato e condiviso dalla comunità.


cinema hortus
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