Cava c.da Graviglione sbarca in consiglio comunale
Critica all’esecutivo dai banchi di maggioranza e opposizione. l’ass. Vicino spiega la scelta della giunta
sabato 1 agosto 2026
10.27
Sulla vicenda della cessione della cava in contrada Graviglione, anche nella maggioranza serpeggiano malumori. Ad esprimere il dissenso e la propria criticità è stato il consigliere Ignazio Lovero che ha deciso di farlo in consiglio comunale, luogo deputato alla discussione politica e alle decisioni.
Sulla questione Lovero ha espresso un giudizio critico rispetto al merito e al metodo. Poiché -spiega. "l'alienazione è stata portata avanti dalla giunta, nonostante la richiesta di sette consiglieri di approfondire la discussione". Una richiesta legittima, visto che l'argomento non rientra nel programma della coalizione – ha sottolineato il consigliere, che ha definito la scelta politica dell'esecutivo come "miope e priva di benefici per la comunità".
"L'amministrazione avrebbe potuto e dovuto percorrere la strada della concessione temporanea. Gestire politicamente in maniera diversa la questione avrebbe portato risorse fresche per la città" - ha affermato il consigliere che anche sulla procedura scelta ha avuto da ridire: "la strada migliore era quella dell'asta pubblica, invece si è preferito ricorrere alla trattativa privata".
Infine Lovero lamenta le continue modifiche al regolamento per il patrimonio. Riscritture e regole non chiare che hanno creato difficoltà anche alla macchina amministrativa.
Per questo – conclude il consigliere di maggioranza- "auspichiamo un cambio di rotta e una eventuale rettifica e accorgimento per migliorare la procedura in termini di trasparenza e di vantaggiosità per la città".
Insomma, un provvedimento che non è piaciuto ad alcuni consiglieri di maggioranza, così come non è piaciuto alla minoranza, con Michele Naglieri che ha definito l'atto come "vulnerabile perché ci sono vari passaggi farraginosi" e poi ha chiesto lumi sulle motivazioni che hanno portato a decidere per una trattativa privata anziché per un'asta pubblica. "Non c'è rischio che qualcuno possa fare ricorso?" - chiede Naglieri.
A giustificare l'operato della giunta ci ha pensato l'assessore Leo Vicino che ha voluto fare una ricostruzione della vicenda. Dal diniego di cessione ad un altro richiedente risalente al 2020, all'asta pubblica (indetta, ma non svolta per decadenza dei termini causata dalle numerose obiezioni sollevate dai consiglieri che hanno fatto slittare i tempi) alla scelta di cedere a trattativa privata.
"Da parte nostra queste sono le motivazioni che ci hanno indotto a fare una scelta e non un'altra" - ha concluso Vicino.
La vicenda avrà ancora strascichi anche all'interno della maggioranza? vedremo.
Sulla questione Lovero ha espresso un giudizio critico rispetto al merito e al metodo. Poiché -spiega. "l'alienazione è stata portata avanti dalla giunta, nonostante la richiesta di sette consiglieri di approfondire la discussione". Una richiesta legittima, visto che l'argomento non rientra nel programma della coalizione – ha sottolineato il consigliere, che ha definito la scelta politica dell'esecutivo come "miope e priva di benefici per la comunità".
"L'amministrazione avrebbe potuto e dovuto percorrere la strada della concessione temporanea. Gestire politicamente in maniera diversa la questione avrebbe portato risorse fresche per la città" - ha affermato il consigliere che anche sulla procedura scelta ha avuto da ridire: "la strada migliore era quella dell'asta pubblica, invece si è preferito ricorrere alla trattativa privata".
Infine Lovero lamenta le continue modifiche al regolamento per il patrimonio. Riscritture e regole non chiare che hanno creato difficoltà anche alla macchina amministrativa.
Per questo – conclude il consigliere di maggioranza- "auspichiamo un cambio di rotta e una eventuale rettifica e accorgimento per migliorare la procedura in termini di trasparenza e di vantaggiosità per la città".
Insomma, un provvedimento che non è piaciuto ad alcuni consiglieri di maggioranza, così come non è piaciuto alla minoranza, con Michele Naglieri che ha definito l'atto come "vulnerabile perché ci sono vari passaggi farraginosi" e poi ha chiesto lumi sulle motivazioni che hanno portato a decidere per una trattativa privata anziché per un'asta pubblica. "Non c'è rischio che qualcuno possa fare ricorso?" - chiede Naglieri.
A giustificare l'operato della giunta ci ha pensato l'assessore Leo Vicino che ha voluto fare una ricostruzione della vicenda. Dal diniego di cessione ad un altro richiedente risalente al 2020, all'asta pubblica (indetta, ma non svolta per decadenza dei termini causata dalle numerose obiezioni sollevate dai consiglieri che hanno fatto slittare i tempi) alla scelta di cedere a trattativa privata.
"Da parte nostra queste sono le motivazioni che ci hanno indotto a fare una scelta e non un'altra" - ha concluso Vicino.
La vicenda avrà ancora strascichi anche all'interno della maggioranza? vedremo.