Anche a Gravina studenti in Piazza

Dal carovita alla pace, passando per il diritto allo studio e il futuro dei giovani

venerdì 30 ottobre 2026 12.37
A cura di vito dimattia
Nonostante le critiche e il pregiudizio di chi tende a liquidare le manifestazioni studentesche come semplici occasioni per marinare la scuola, questa mattina gli studenti degli istituti superiori di Gravina in Puglia sono scesi in strada in occasione dello sciopero generale del 30 ottobre contro il carovita.

Una mobilitazione che ha portato tra le vie della città voci, slogan e rivendicazioni, con un messaggio preciso: chiedere maggiore attenzione alle nuove generazioni e, soprattutto, più investimenti nell'istruzione, la pace e stop alla guerra.

A coordinare la manifestazione sono stati i rappresentanti d'istituto e della Consulta provinciale degli studenti, con il coinvolgimento dei diversi istituti cittadini: per il Liceo Tarantino, i referenti Giusiana Trotta, Nicola Terlizzi, Michele Colangelo e Gaetano Maffei; per l'Istituto Tecnico Economico e Tecnologico "V. Bachelet", Francesco Cignolo e Antonio Dipalma; per l'IPSIA, Domenico Caivano e Giacomo Picerno. Ha preso parte al coordinamento anche Romeo Chiefa, referente della Consulta provinciale degli studenti.

La manifestazione ha visto anche il supporto dell'associazione, con la presenza del presidente Simone DeVeteris di Punto GG, e la partecipazione del consigliere comunale Carlo Loiudice, in qualità di rappresentante dell'iniziativa.

L'intera mobilitazione, svoltasi senza disordini, ha confermato la volontà degli studenti di esprimere le proprie idee attraverso una protesta pacifica e responsabile.

La protesta si è trasformata in uno spazio di partecipazione, confronto e cittadinanza attiva. Tra gli slogan scanditi durante il corteo, messaggi chiari: «Soldi alla scuola, non all'industria bellica» e «Abbassate le armi, alzate gli stipendi».

Parole che hanno dato voce a un'unica richiesta: più investimenti nell'istruzione e nei giovani, salari dignitosi, contrasto al carovita e un forte richiamo alla pace, contro la guerra e la corsa agli armamenti. Un coro comune per chiedere un futuro fondato su diritti, opportunità e solidarietà.

Nel corso della manifestazione non sono mancati gli interventi e le testimonianze degli studenti, che hanno dato voce a preoccupazioni e riflessioni sul presente e sulle prospettive del Paese. È emersa la contraddizione di un'Italia che investe ancora poco nei giovani e che, allo stesso tempo, assiste alla partenza di tanti ragazzi in cerca di opportunità altrove. Un fenomeno che pone interrogativi sul futuro delle nuove generazioni e sulla capacità del territorio e del Paese di offrire loro possibilità concrete.

Tra le rivendicazioni anche l'aumento dei costi legati alla scuola, il peso crescente delle spese quotidiane e la necessità di contrastare il carovita. Una protesta che si è svolta attraverso slogan, interventi e momenti di confronto, senza lasciare spazio ad atti vandalici, ma affidando alle parole il compito di esprimere il dissenso.

Tante voci, provenienti da istituti diversi, unite in un unico coro: chiedere una scuola più sostenuta, condizioni di vita più dignitose e un futuro in cui i giovani non siano costretti a cercare altrove le opportunità che il proprio Paese dovrebbe essere in grado di offrire.
manifestazione studenti 301026
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