A scuola di buone pratiche ambientali
Alla S. G. Bosco cerimonia di consegna del dispositivo di purificazione dell’acqua
giovedì 5 marzo 2026
Evitare l'utilizzo di tantissime bottigliette in PET (circa7mila e 200 in un anno) e contribuire ad un significativo risparmio in termini di produzione prima e smaltimento dopo, con ricadute anche sul risparmio energetico. Insomma, un ciclo virtuoso di chi crede nella salvaguardia dell'ambiente, non solo a parole, ma con atti concreti.
Un approccio pragmatico di cui si è resa protagonista la scuola primaria San Giovanni Bosco, aderendo al progetto "L'Acqua che insegna alla sete". Una iniziativa che si prefigge lo scopo di dotare le scuole dei dispositivi che erogano acqua, in risposta delle linee Guida del Piano "RIGenerazione Scuola" del ministero dell'Istruzione e del Merito.
E proprio ieri mattina si è svolta nel plesso scolastico "Bosco" la cerimonia ufficiale di consegna del dispositivo di purificazione dell'acqua fornito dalla ditta S.T.E.I. e la distribuzione agli alunni di borracce di alluminio riutilizzabili.
Una cerimonia che ha coinvolto alunni e docenti e ha rappresentato una occasione importante per una sensibilizzazione sui temi della tutela dell'ambiente.
"L'attivazione dei dispositivi di erogazione dell'acqua è a mio parere, una scelta concreta e lungimirante. Non si tratta solo di installare dei distributori, ma di promuovere un cambiamento culturale: ridurre l'uso delle bottiglie di plastica significa educare quotidianamente studenti e personale a uno stile di vita più sostenibile" - ha dichiarato la dirigente scolastica Antonia Masserio, sottolineando come queste iniziative spingono la scuola a diventare un vero e proprio laboratorio di sostenibilità.
"La scuola, infatti, non deve solo trasmettere conoscenze, ma anche buone pratiche. Offrire acqua potabile depurata attraverso l'osmosi inversa incoraggia l'uso di borracce riutilizzabili, riduce la produzione di rifiuti e contribuisce concretamente alla tutela dell'ambiente".
Una iniziativa resa possibile dalla sinergia tra pubblico e privato, con alcune aziende locali che – evidenzia la D.S. – "con grande generosità e sensibilità verso le tematiche ambientali, hanno sostenuto economicamente il progetto, permettendo l'installazione dei dispositivi presso la nostra scuola".
Un fulgido esempio di come quando c'è unità di intenti, si possono realizzare iniziative di valore per l'intera comunità. "Un esempio virtuoso di educazione civica applicata" -, sostiene Antonia Masserio, certa dell'insegnamento che rimarrà agli alunni, ovvero che "ogni gesto quotidiano, anche il più semplice come bere un bicchiere d'acqua, può avere un impatto positivo sul pianeta". E dunque questo progetto "rafforza il senso di responsabilità collettiva e la consapevolezza che la transizione ecologica parte proprio dai luoghi in cui si formano le nuove generazioni".
Insomma, - conclude Masserio- "l'introduzione dei dispositivi di erogazione dell'acqua con osmosi non è solo un miglioramento dei servizi scolastici, ma un passo concreto verso una scuola più sostenibile".
Alla cerimonia, oltre agli imprenditori coinvolti nel progetto, ha partecipato anche l'assessore comunale all'ambiente Vincenzo Varrese.
Un approccio pragmatico di cui si è resa protagonista la scuola primaria San Giovanni Bosco, aderendo al progetto "L'Acqua che insegna alla sete". Una iniziativa che si prefigge lo scopo di dotare le scuole dei dispositivi che erogano acqua, in risposta delle linee Guida del Piano "RIGenerazione Scuola" del ministero dell'Istruzione e del Merito.
E proprio ieri mattina si è svolta nel plesso scolastico "Bosco" la cerimonia ufficiale di consegna del dispositivo di purificazione dell'acqua fornito dalla ditta S.T.E.I. e la distribuzione agli alunni di borracce di alluminio riutilizzabili.
Una cerimonia che ha coinvolto alunni e docenti e ha rappresentato una occasione importante per una sensibilizzazione sui temi della tutela dell'ambiente.
"L'attivazione dei dispositivi di erogazione dell'acqua è a mio parere, una scelta concreta e lungimirante. Non si tratta solo di installare dei distributori, ma di promuovere un cambiamento culturale: ridurre l'uso delle bottiglie di plastica significa educare quotidianamente studenti e personale a uno stile di vita più sostenibile" - ha dichiarato la dirigente scolastica Antonia Masserio, sottolineando come queste iniziative spingono la scuola a diventare un vero e proprio laboratorio di sostenibilità.
"La scuola, infatti, non deve solo trasmettere conoscenze, ma anche buone pratiche. Offrire acqua potabile depurata attraverso l'osmosi inversa incoraggia l'uso di borracce riutilizzabili, riduce la produzione di rifiuti e contribuisce concretamente alla tutela dell'ambiente".
Una iniziativa resa possibile dalla sinergia tra pubblico e privato, con alcune aziende locali che – evidenzia la D.S. – "con grande generosità e sensibilità verso le tematiche ambientali, hanno sostenuto economicamente il progetto, permettendo l'installazione dei dispositivi presso la nostra scuola".
Un fulgido esempio di come quando c'è unità di intenti, si possono realizzare iniziative di valore per l'intera comunità. "Un esempio virtuoso di educazione civica applicata" -, sostiene Antonia Masserio, certa dell'insegnamento che rimarrà agli alunni, ovvero che "ogni gesto quotidiano, anche il più semplice come bere un bicchiere d'acqua, può avere un impatto positivo sul pianeta". E dunque questo progetto "rafforza il senso di responsabilità collettiva e la consapevolezza che la transizione ecologica parte proprio dai luoghi in cui si formano le nuove generazioni".
Insomma, - conclude Masserio- "l'introduzione dei dispositivi di erogazione dell'acqua con osmosi non è solo un miglioramento dei servizi scolastici, ma un passo concreto verso una scuola più sostenibile".
Alla cerimonia, oltre agli imprenditori coinvolti nel progetto, ha partecipato anche l'assessore comunale all'ambiente Vincenzo Varrese.