colligo frank, olmo paoletti bianca chiriatti
colligo frank, olmo paoletti bianca chiriatti
Eventi

Colligo Festival, Giornalisti e content creator a confronto

Il racconto della musica nell’era dei social

Come cambia il modo di raccontare e ascoltare la musica? Al Colligo Festival un dialogo tra informazione, viralità e libertà di espressione.

Come si racconta la musica in un mondo in cui l'attenzione dura pochi secondi e la notizia viaggia alla velocità di un reel? E che cosa distingue il lavoro di un giornalista da quello di un content creator, quando entrambi si trovano a parlare agli stessi pubblici attraverso gli stessi schermi? Sono alcune delle domande al centro del talk che, al Colligo Festival, ha messo a confronto due modi diversi, ma sempre più vicini, di raccontare la musica e la cultura contemporanea.

A discuterne sono stati Bianca Chiriatti, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno, e Olmo Paoletti, creator conosciuto sui social come Camicia Variopinta, accompagnati dalla conduzione di Frank De Felice. Un dialogo vivace, attraversato da provocazioni, aneddoti professionali e riflessioni sul rapporto tra informazione e intrattenimento, capace di spostare continuamente il punto di vista senza perdere di vista la questione fondamentale: quale responsabilità si assume chi sceglie di raccontare qualcosa a un pubblico?

Il dialogo parte dall'evoluzione della fruizione musicale e dal valore che l'ascolto ha assunto nel tempo. Dai vinili alle piattaforme digitali, i supporti hanno modificato non soltanto l'accesso alla musica, ma anche il modo di viverla e condividerla. In questo scenario, il racconto musicale si muove tra nuovi linguaggi e un pubblico abituato a contenuti immediati, spesso brevi e pensati per catturare l'attenzione.

Uno dei nodi centrali del confronto riguarda il modo in cui attirare il pubblico senza sacrificare la qualità dell'informazione. Il clickbait e la provocazione possono garantire visualizzazioni, ma non sono sufficienti a costruire un rapporto duraturo con chi legge o ascolta. Per entrambi gli ospiti, la competenza resta fondamentale: un contenuto può incuriosire grazie al suo formato, ma è la sostanza a renderlo davvero interessante.

Paoletti racconta come il proprio percorso sui social sia partito dai meme: un linguaggio immediato e provocatorio che ha poi accompagnato la sua evoluzione verso una divulgazione musicale più articolata. Un esempio di come la forma possa cambiare nel tempo, senza cancellare del tutto le proprie origini.

Il punto, dunque, non è contrapporre giornalismo e content creation, ma interrogarsi sulle responsabilità di chi comunica. Se i social offrono nuove possibilità espressive e un rapporto diretto con il pubblico, il giornalismo porta con sé un metodo e un'attenzione alla verifica delle informazioni che non possono essere messi in secondo piano.

La questione della libertà professionale emerge con particolare chiarezza quando si parla di critica musicale. I giornalisti devono confrontarsi con una linea editoriale e con le esigenze del pubblico, oltre che con la necessità di raccontare artisti e concerti anche lontani dai propri gusti personali. I creator, pur godendo di maggiore autonomia nella gestione dei contenuti, non sono però immuni dalle pressioni delle community e dalle reazioni degli utenti.

Chiriatti racconta, a questo proposito, le polemiche ricevute dopo alcune sue valutazioni su Tommaso Paradiso e Ultimo. Episodi che mostrano quanto possa diventare difficile esprimere un giudizio critico quando il pubblico sviluppa un forte legame emotivo con un artista. La critica, tuttavia, non coincide necessariamente con un attacco personale: raccontare la musica significa anche poter esprimere opinioni motivate, comprese quelle che non incontrano il consenso dei fan.

Il confronto si allarga così alla scena musicale italiana e al rapporto tra artisti, industria e comunicazione. In un contesto dominato dalla visibilità, il rischio è che il dibattito si concentri più sulle reazioni e sulle polemiche che sull'ascolto e sull'analisi delle opere.

Verso la conclusione, il confronto si trasforma in uno scambio reciproco di domande. Da una parte, il riconoscimento della necessità per il giornalismo di imparare a trasferire sui social i propri approfondimenti, adottando linguaggi contemporanei senza rinunciare alla sostanza. Dall'altra, una riflessione sul valore della lettura e dell'ascolto consapevole, strumenti fondamentali per costruire una cultura personale e sviluppare uno sguardo critico, tanto nella vita quanto nel lavoro.

È proprio qui che il talk trova il suo punto d'incontro: giornalisti e creator non sono necessariamente avversari, ma professionisti che operano in un ecosistema comune, con responsabilità e strumenti diversi. La sfida non consiste nello scegliere tra carta stampata e social, tra approfondimento e immediatezza, ma nel trovare un equilibrio che permetta ai contenuti di raggiungere il pubblico senza sacrificare la loro qualità. L'obiettivo comune è raccontare la musica senza ridurla ad un pretesto per ottenere visualizzazioni, mantenendo al centro la qualità dei contenuti, la libertà di espressione e il valore dell'ascolto.

In un tempo in cui tutto sembra dover diventare virale per esistere, il Colligo Festival apre così uno spazio per interrogarsi su ciò che merita davvero di essere raccontato. Perché la comunicazione può cambiare forma, ritmo e linguaggio, ma la credibilità, la curiosità e la capacità di ascoltare restano il fondamento di ogni racconto che voglia lasciare qualcosa oltre lo schermo.
4 fotocolligo frank, olmo paoletti bianca chiriatti
colligo frank, olmo paoletti bianca chiriatticolligo frank, olmo paoletti bianca chiriatticolligo frank, olmo paoletti bianca chiriatticolligo frank, olmo paoletti bianca chiriatti
  • colligo festival
Altri contenuti a tema
A Gravina arriva il Colligo festival A Gravina arriva il Colligo festival Intervista a Angelo Peragina
Il 9 e 10 ottobre torna il Colligo Festival Il 9 e 10 ottobre torna il Colligo Festival Al cinema Sidion due giorni di musica, arte, parole e libertà nel cuore dell’Alta Murgia
A Gravina arriva il Colligo festival A Gravina arriva il Colligo festival
© 2001-2026 Edilife. Tutti i diritti riservati. Nessuna parte di questo sito può essere riprodotta senza il permesso scritto dell'editore. Tecnologia: GoCity Urban Platform.
GravinaLife funziona grazie ai messaggi pubblicitari che stai bloccandoPer mantenere questo sito gratuito ti chiediamo disattivare il tuo AdBlock. Grazie.