Vertenza Natuzzi, mozione del consiglio comunale
L’assise all’unanimità approva la proposta del consigliere Loiudice
martedì 12 maggio 2026
10.01
Il comparto del salotto rappresenta un importante settore dell'economia locale che non può che guardare con apprensione alla vicenda Natuzzi. Una vicenda che non può essere ignorata dal consiglio comunale di Gravina, per una vertenza che riguarda decine di famiglie gravinesi.
L'azienda di Santeramo ha annunciato un piano di ridimensionamento per affrontare la crisi del settore, con ipotesi che vanno dalla chiusura di stabilimenti alla delocalizzazione della produzione e l'estensione della cassa integrazione fino all'80% con personale in esubero fino a circa 500 lavoratori.
Insomma, una questione che sta tenendo con il fiato sospeso numerosi lavoratori, anche dell'indotto.
Non si può rimanere, quindi, indifferenti dinanzi a questa situazione. I comuni del cosiddetto "distretto del salotto" si sono già riuniti lo scorso 30 aprile per affrontare la questione e adesso, considerando l'importanza della vicenda, il consigliere comunale Loiudice ha ritenuto opportuno presentare una mozione che riprende proprio l'ordine del giorno del consiglio intercomunale delle città di Matera, Altamura e Santeramo, per far sentire anche la voce di Gravina.
La proposta prevede che il comune debba rivestire un ruolo attivo di indirizzo politico e di coordinamenti istituzionale, così da partecipare a costruire una strategia condivisa del rilancio del distretto del mobile imbottito, oltre a promuovere un tavolo istituzionale permanete con i principali attori della vicenda, chiedendo formalmente al Ministero delle imprese del Made in Italy di assumere un ruolo attivo e continuativo nella vicenda Natuzzi, alla quale si dovrà chiedere un piano industriale sostenibile e socialmente responsabile.
E' necessaria la convocazione permanente di un tavolo ministeriale fino alla risoluzione della vicenda – si legge nella mozione- "subordinare ogni forma di sostegno pubblico alla salvaguardia dei livelli occupazionali e produttivi sul territorio.
Inoltre, nella mozione si chiede "il riconoscimento del territorio quale area di crisi industriale complessa; di sollecitare l'attivazione immediata di ammortizzatori sociali straordinari e continuativi; il riconoscimento di politiche attive del lavoro e programmi di riqualificazione professionale; e, ancora, incentivi per il reshoring e il mantenimento delle produzioni in Italia.;
Si chiede altresì di sostenere la definizione di un piano industriale vincolante che preveda la salvaguardia dei livelli occupazionali; il rilancio e non dismissione dei siti produttivi locali; gli investimenti in innovazione, sostenibilità e qualità del lavoro, con la possibilità di promuovere misure straordinarie di sostegno sociale per le famiglie colpite dalla crisi. Infine nella mozione viene chiesto di convocare periodicamente sedute congiunte per monitorare l'evoluzione della vertenza Natuzzi e l'attuazione delle misure adottate.
Alla discussione hanno partecipato anche i consiglieri Maria Conca, Lapolla, Valente, l'assessore Varrese e il sindaco Lagreca. La mozione è stata approvata all'unanimità dei presenti.
L'azienda di Santeramo ha annunciato un piano di ridimensionamento per affrontare la crisi del settore, con ipotesi che vanno dalla chiusura di stabilimenti alla delocalizzazione della produzione e l'estensione della cassa integrazione fino all'80% con personale in esubero fino a circa 500 lavoratori.
Insomma, una questione che sta tenendo con il fiato sospeso numerosi lavoratori, anche dell'indotto.
Non si può rimanere, quindi, indifferenti dinanzi a questa situazione. I comuni del cosiddetto "distretto del salotto" si sono già riuniti lo scorso 30 aprile per affrontare la questione e adesso, considerando l'importanza della vicenda, il consigliere comunale Loiudice ha ritenuto opportuno presentare una mozione che riprende proprio l'ordine del giorno del consiglio intercomunale delle città di Matera, Altamura e Santeramo, per far sentire anche la voce di Gravina.
La proposta prevede che il comune debba rivestire un ruolo attivo di indirizzo politico e di coordinamenti istituzionale, così da partecipare a costruire una strategia condivisa del rilancio del distretto del mobile imbottito, oltre a promuovere un tavolo istituzionale permanete con i principali attori della vicenda, chiedendo formalmente al Ministero delle imprese del Made in Italy di assumere un ruolo attivo e continuativo nella vicenda Natuzzi, alla quale si dovrà chiedere un piano industriale sostenibile e socialmente responsabile.
E' necessaria la convocazione permanente di un tavolo ministeriale fino alla risoluzione della vicenda – si legge nella mozione- "subordinare ogni forma di sostegno pubblico alla salvaguardia dei livelli occupazionali e produttivi sul territorio.
Inoltre, nella mozione si chiede "il riconoscimento del territorio quale area di crisi industriale complessa; di sollecitare l'attivazione immediata di ammortizzatori sociali straordinari e continuativi; il riconoscimento di politiche attive del lavoro e programmi di riqualificazione professionale; e, ancora, incentivi per il reshoring e il mantenimento delle produzioni in Italia.;
Si chiede altresì di sostenere la definizione di un piano industriale vincolante che preveda la salvaguardia dei livelli occupazionali; il rilancio e non dismissione dei siti produttivi locali; gli investimenti in innovazione, sostenibilità e qualità del lavoro, con la possibilità di promuovere misure straordinarie di sostegno sociale per le famiglie colpite dalla crisi. Infine nella mozione viene chiesto di convocare periodicamente sedute congiunte per monitorare l'evoluzione della vertenza Natuzzi e l'attuazione delle misure adottate.
Alla discussione hanno partecipato anche i consiglieri Maria Conca, Lapolla, Valente, l'assessore Varrese e il sindaco Lagreca. La mozione è stata approvata all'unanimità dei presenti.