Tenta di speronare per due volte l'auto con a bordo la sorella

Ai domiciliari un 31enne incensurato. Le vittime sono state minacciate anche di morte

giovedì 19 maggio 2011 14.29
In due diverse occasioni aveva speronato l'auto nella quale c'era sua sorella, rischiando, in una circostanza, di farla uscire fuori strada. Per questo è finito ai domiciliari. Ad accertarlo, i Carabinieri della Stazione di Gravina in Puglia che, martedì sera, hanno tratto in arresto un 31enne incensurato del luogo, G. C., in esecuzione di un'ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Gip del Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura della Repubblica, per i reati di violenza privata, lesioni personali e omissione di soccorso.

I fatti risalgono agli scorsi 7 e 8 marzo, allorquando l'uomo, alla guida della sua Audi A6, ha incrociato per due volte l'auto nella quale c'era sua sorella, tentando di speronarla e riuscendoci solo al secondo tentativo. In particolare, la prima volta, in via Lodi, il 31enne aveva cercato di tagliare la strada, puntando contro l'auto e poi sterzando all'ultimo momento. Solo l'abilità della conducente, figlia della donna, che è riuscita a bloccare in tempo il veicolo, ha consentito di evitare l'impatto e di uscire fuori strada, atteso che la medesima, in quella zona, è priva di guard rail.

Il giorno successivo, invece, il 31enne, sempre con la sua auto, ha, ancora una volta, sbarrato la strada all'auto della donna, condotta dal marito, bloccandole la marcia. Quindi, sceso dal mezzo, ha sferrato un pugno sull'occhio del cognato, minacciando i due di morte. Nella circostanza, intuendo l'intenzione delle vittima di recarsi in caserma per denunciare i fatti, l'uomo non ha esitato ad inseguirli, sino a speronare il mezzo, danneggiandogli l'intera fiancata sinistra e minacciandoli di morte una seconda volta.

Le indagini avviate dai carabinieri della locale Stazione, dopo le denunce sporte dalle vittime, coordinate dalla Procura della Repubblica del capoluogo barese, hanno permesso di riscontrare i fatti e di presentare un quadro probatorio tale da consentire all'Autorità Giudiziaria di emettere il provvedimento notificato l'altra sera.