“Per Silvium, la via Appia è stata vitale”
Considerazioni di Michele Laddaga in seguito alla trasmissione “Il provinciale” di Federico Quaranta
giovedì 19 marzo 2026
Riceviamo e pubblichiamo si seguito alcune considerazioni di Michele Laddaga sulla Via Appia, in seguito alla trasmissione "Il Provinciale" di Federico Quaranta.
TUTTI I PENSIERI MIGLIORI VENGONO CAMMINATI (Nietzsche). "LA VIA APPIA È STATA PENSATA PER DURARE IN ETERNO, MA L'APPIA OGGI, IN MOLTI TRATTI, È SEPOLTA SOTTO PARCHEGGI, FERROVIE, STRADE ED ANCHE CENTRI COMMERCIALI". Sono affermazioni del bravo giornalista Federico Quaranta, durante la puntata de IL PROVINCIALE, su RAI3.
Dispiace che non abbia centrato a pieno il tema della Via Appia, patrimonio che attraversa la storia della nostra città. Scrittori, greci e latini, hanno, più volte, menzionato Silvium e ad Silvianum, toponimi con i quali venivano identificati, rispettivamente, il centro cittadino e la stazione allocata sull'Appia. Ad Silvianum era una statio molto importante visto che il console Silla, di ritorno dall'Asia, potette sostare, per oltre una settimana, nella nostra città.
Non so quando sia stato realizzato il servizio; probabilmente, Federico Quaranta non era aggiornato sugli ultimi sviluppi inerenti al tratto della via romana. Invece che fare scorrere immagini di routine della via consolare, avrebbe potuto inserire le carraie presenti nel territorio di Gravina.
Come, infatti, descritto, in altre circostanze, l'archeologa Caterina Annese, della Sovrintendenza di Bari, già nel novembre 2024, in un CONVEGNO tenutosi presso il ministero della Cultura, presente il sottoscritto, ufficializzava che, nel Parco di Bruno, vicino al cimitero, sono state trovate carraie appartenenti alla Regina Viarum, come da foto allegate. Sarebbe stato bello vedere queste immagini inserite nel servizio RAI, anche per inviare un esplicito messaggio a chi, incautamente, ha escluso Gravina dal riconoscimento Unesco.
Dopo l'ESTENUANTE QUANTO ESALTANTE CAVALCATA, che si concluderà il 18 p.v., mi auguro che si ponga mano a questa ulteriore perla. Il rientro nel tracciato UNESCO dell'Appia rappresenterebbe, per Gravina, la cornice ideale per la capitale della cultura 2028.
Bisogna, comunque, dare merito all'amministrazione comunale e, in particolare, al sindaco Fedele Lagreca e all'ass. al patrimonio, Leo Vicino, per avere già acquisito, al patrimonio comunale, il Parco di Bruno che, ripulito, rappresenterà un punto di riferimento essenziale nel già ricco patrimonio turistico-archeologico di Gravina. Si immagini che, partendo dal parco di BRUNO, si raggiunge, direttamente, il pianoro Madonna della Stella: una stupenda passeggiata turistica.
Nel contesto, del servizio RAI, si è fatto cenno, anche, alla transumanza, fenomeno nato intorno al II secolo a.C., con l'assenso del governo di Roma, per assecondare le richieste dei popoli campani e abruzzesi che, nel periodo invernale, a causa delle abbondanti nevicate, non avevano di che sfamare le loro greggi. Nonostante le mille proteste delle popolazioni interessate, al popolo sannita venne concesso di trasferire, nel periodo invernale, le loro mandrie sulle colline della Puglia, raramente innevate. Gravina fu un centro transumante.
Una piccola precisazione non guasta: la transumanza prediligeva i tratturi interni e non le grandi vie come l'Appia, anche per evitare furti, banditismo, scippi vari; tra l'altro, come oggi avviene per le autostrade, per attraversare l'Appia, si pagava il pedaggio, cosa alquanto gravosa per piccoli pastori. Nel periodo post-imperiale il destino di Silvium fu legato all'Appia; con l'abbandono dell'Appia, Silvium cadde nell'oblio. La transumanza sarebbe un argomento interessante da affrontare e perché no da scoprire e…. ripercorrere.
Michele Laddaga
TUTTI I PENSIERI MIGLIORI VENGONO CAMMINATI (Nietzsche). "LA VIA APPIA È STATA PENSATA PER DURARE IN ETERNO, MA L'APPIA OGGI, IN MOLTI TRATTI, È SEPOLTA SOTTO PARCHEGGI, FERROVIE, STRADE ED ANCHE CENTRI COMMERCIALI". Sono affermazioni del bravo giornalista Federico Quaranta, durante la puntata de IL PROVINCIALE, su RAI3.
Dispiace che non abbia centrato a pieno il tema della Via Appia, patrimonio che attraversa la storia della nostra città. Scrittori, greci e latini, hanno, più volte, menzionato Silvium e ad Silvianum, toponimi con i quali venivano identificati, rispettivamente, il centro cittadino e la stazione allocata sull'Appia. Ad Silvianum era una statio molto importante visto che il console Silla, di ritorno dall'Asia, potette sostare, per oltre una settimana, nella nostra città.
Non so quando sia stato realizzato il servizio; probabilmente, Federico Quaranta non era aggiornato sugli ultimi sviluppi inerenti al tratto della via romana. Invece che fare scorrere immagini di routine della via consolare, avrebbe potuto inserire le carraie presenti nel territorio di Gravina.
Come, infatti, descritto, in altre circostanze, l'archeologa Caterina Annese, della Sovrintendenza di Bari, già nel novembre 2024, in un CONVEGNO tenutosi presso il ministero della Cultura, presente il sottoscritto, ufficializzava che, nel Parco di Bruno, vicino al cimitero, sono state trovate carraie appartenenti alla Regina Viarum, come da foto allegate. Sarebbe stato bello vedere queste immagini inserite nel servizio RAI, anche per inviare un esplicito messaggio a chi, incautamente, ha escluso Gravina dal riconoscimento Unesco.
Dopo l'ESTENUANTE QUANTO ESALTANTE CAVALCATA, che si concluderà il 18 p.v., mi auguro che si ponga mano a questa ulteriore perla. Il rientro nel tracciato UNESCO dell'Appia rappresenterebbe, per Gravina, la cornice ideale per la capitale della cultura 2028.
Bisogna, comunque, dare merito all'amministrazione comunale e, in particolare, al sindaco Fedele Lagreca e all'ass. al patrimonio, Leo Vicino, per avere già acquisito, al patrimonio comunale, il Parco di Bruno che, ripulito, rappresenterà un punto di riferimento essenziale nel già ricco patrimonio turistico-archeologico di Gravina. Si immagini che, partendo dal parco di BRUNO, si raggiunge, direttamente, il pianoro Madonna della Stella: una stupenda passeggiata turistica.
Nel contesto, del servizio RAI, si è fatto cenno, anche, alla transumanza, fenomeno nato intorno al II secolo a.C., con l'assenso del governo di Roma, per assecondare le richieste dei popoli campani e abruzzesi che, nel periodo invernale, a causa delle abbondanti nevicate, non avevano di che sfamare le loro greggi. Nonostante le mille proteste delle popolazioni interessate, al popolo sannita venne concesso di trasferire, nel periodo invernale, le loro mandrie sulle colline della Puglia, raramente innevate. Gravina fu un centro transumante.
Una piccola precisazione non guasta: la transumanza prediligeva i tratturi interni e non le grandi vie come l'Appia, anche per evitare furti, banditismo, scippi vari; tra l'altro, come oggi avviene per le autostrade, per attraversare l'Appia, si pagava il pedaggio, cosa alquanto gravosa per piccoli pastori. Nel periodo post-imperiale il destino di Silvium fu legato all'Appia; con l'abbandono dell'Appia, Silvium cadde nell'oblio. La transumanza sarebbe un argomento interessante da affrontare e perché no da scoprire e…. ripercorrere.
Michele Laddaga